ELECTROCUTION
“Metaphysincarnation”

Nei primi anni ‘90, quando da oltreoceano arrivavano a getto continuo le bordate a firma Death, Morbid Angel, Cannibal Corpse e Monstrosity (giusto per fermarsi ai miei preferiti) e in Europa spadroneggiavano gruppi del calibro di Carcass, Entombed e Dismember, in Italia muoveva i primi passi una band che nel 1993 pubblicò il fenomenale “Inside The Unreal”, un album che tuttora è immune dai segni del tempo e che meriterebbe molta più considerazione di quella ricevuta. Gli Electrocution, che di quell’impressionante lavoro erano gli artefici, sembravano avviati ad una luminosa carriera, ma inaspettatamente nei successivi due EP virarono prima verso un Death di chiara influenza Cynic e Atheist e poi addirittura verso sonorità Nu-Metal, finendo per perdere completamente la bussola e arrivare allo scioglimento.

Una tale divagazione iniziale era dunque assolutamente necessario per introdurre questo “Metaphysincarnation”, che a quasi vent’anni di distanza segna il ritorno sulla scena dei bolognesi, di nuovo on the road con la formazione storica. Sul piano musicale, i nostri hanno per fortuna messo da parte ogni velleità “sperimentale” presente negli ultimi lavori e sono tornati a macinare riff oscuri e pesanti, puntando su un Death tecnico che strizza l’occhio più al Brutal che non al Thrash, come accadeva invece agli esordi. A prima vista sembrerebbero esserci quindi tutti gli elementi per rendere “Metaphysincarnation” il nuovo capitolo imperdibile della loro discografia, eppure il discorso non è così semplice. Se da una parte troviamo infatti tutta una serie di brani tosti e quadrati come “Wireworm”, “Phylogenesis” e “Spirlas In Tension”, dall’altro ho avvertito, specie nella parte centrale dell’album, una sorta di fase di stanca, come se in certi frangenti il gruppo inserisse il pilota automatico e proseguisse su binari indubbiamente sicuri ma fin troppo abusati. Saranno le aspettative troppo grandi che avevo da quando ho saputo della reunion, o forse si tratta solo di una comprensibile ruggine che devono scrollarsi di dosso, fatto sta che l’alchimia degli Electrocution di “Inside The Unreal” sembra essere ancora intorpidita, uscendo solo a sprazzi e lasciando il campo, in tutti gli altri momenti, a tanto mestiere, che però non è sempre sufficiente per mantenere alto il livello dell’album e, in definitiva, per non farlo appiattire fin troppo su un onesto ma prevedibile Death Metal di stampo moderno. Insomma, “Metaphysincarnation” è un lavoro ineccepibile sotto molti punti di vista che però ha saputo convincermi solo in parte e che, di conseguenza, ha come principale merito non tanto il presentare qualcosa di imprescindibile quanto piuttosto di aver riportato tra noi una band data ormai per morta e sepolta. Non ci resta che sperare che questo nuovo capitolo della loro storia sia più una sorta di rodaggio quasi necessario che non il loro potenziale attuale, anche perché, ora che sono ritornati, la speranza di rivedere i veri Electrocution rimane.

BRIEF COMMENT: Electrocution, an underrated italian band that released the wonderful “Inside The Unreal” in 1993, come back after several years from their split with this “Metaphysincarnation”, an album that, though is not fully impressive, here and there is able to show their old mastery.

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Etichetta: Goregorecords
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Wireworm; 02. Phylogenesis; 03. Abiura; 04. Bloodless; 05. As A Son To His Father ; 06. Panopticon; 07. Nature Obliteration; 08. Logos; 09. Aliento Del Diablo; 10. Spirlas In Tension; 11. Anthropocentric
Durata: 37:41 min.

Autore: Iconoclasta

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