ENISUM
“Seasons Of Desolation”

Dopo aver meritatamente raccolto consensi un po’ ovunque con “Arpitanian Lands” e aver calcato parecchi palchi in giro per la penisola e l’Europa, gli Enisum tornano a farsi sentire dopo neanche due anni con questo nuovo “Seasons Of Desolation”. Consolidata la formazione con l’ingresso in pianta stabile di Leynir al basso, Dead Soul dietro le pelli ed Ephiliin alla voce femminile, la band piemontese ha pubblicato un lavoro che, complice il titolo e le tinte scure della copertina, in netto contrasto coi colori luminosi del predecessore, mi aveva fatto temere ci fosse stata una virata verso sonorità in odore di Depressive. Per fortuna si è trattato di un timore che è durato giusto il tempo di ascoltare i primi minuti di “Autumn Of Melancholy”, traccia che apre “Seasons Of Desolation” offrendo una confortante continuità stilistica e compositiva che dissipa ogni dubbio e ripropone i punti forti delle sonorità degli Enisum. In questo nuovo lavoro i nostri, in effetti, riprendono molti degli spunti e delle intuizioni vincenti che emergevano dai solchi di “Arpitanian Lands”, scelta questa che permette loro di regalarci un album che, pur mancando dell’effetto sorpresa del suo predecessore, scorre via piuttosto bene senza lasciare trasparire evidenti cali di tensione, anche se in alcuni frangenti, pochi a dire il vero, una minor prolissità avrebbe forse giovato. Nella sua ora di durata “Seasons Of Desolation” ci porta attraverso dieci brani su lidi Atmospheric Black non disdegnando spesso delle incursioni in territori più vicini al tipico riffing di matrice norvegese, alternando così di volta in volta frangenti più taglienti e tirati (come su “Snow Storm”) ad aperture melodiche ed evocative garantite da interventi acustici o, soprattutto, dalla voce di Ephiliin (su tutte, la tanto breve quanto intensa “Seasons…”, “Nameless Sadness” e “Dead Star”), con la sola “Obscure Depths” a non convincere del tutto per il suo essere quasi estranea al canovaccio dell’album. Strano a dirsi, almeno per quanto mi riguarda visto che non amo certo il connubio tra voce maschile e femminile, uno dei pezzi migliori è proprio quello in cui viene dato ampio spazio, osando parecchio, all’unione di queste due anime, ossia la già citata “Dead Star”, un brano davvero ben fatto e capace di mettere in mostra la duttilità dei piemontesi. Insomma, c’è poco altro da aggiungere, con “Seasons Of Desolation” gli Enisum ribadiscono il proprio buon stato di forma e sfornano un lavoro che difficilmente potrà non piacere a tutti quelli che avevano apprezzato il precedente “Arpitanian Lands”.

BRIEF COMMENT: “Seasons Of Desolation”, Enisum‘s new album, is the natural evolution of the sound developed by the Italian band on the previous “Arpitanian Lands”, this time an Atmospheric Black merged with some influences coming from Norwegian Black Metal.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Avantgarde Music
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. Autumn Of Melancholy; 02. Road To My Home; 03. Seasons…; 04. …Of Desolation; 05. Snow Storm; 06. Balance Of Insanity; 07. Nameless Sadness; 08. Obscure Depths; 09. Dead Star; 10. Lake Of Tears
Durata: 60:38 min.

Autore: Iconoclasta

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