ENSLAVED
“Mardraum: Beyond The Within”

A segnare un punto di rottura irreversibile nella storia degli Enslaved è “Mardraum: Beyond The Within”, apparso come un fulmine a ciel sereno nel 2000. Se col precedente “Blodhemn” le primissime avvisaglie di un cambiamento si facevano palpabili, con il quinto album la voglia di sperimentare dei norvegesi si fa pienamente manifesta per poi esplodere in tutta la sua follia l’anno seguente grazie a “Monumension”.

Mardraum in norvegese significa incubo e Ivar e soci riescono benissimo a rendere in musica questo concetto con un lavoro sfuggente, oscuro, criptico e dai contorni labili e capace di gettare un’ombra velenosa e angosciante fin dalle prime battute. Intendiamoci, gli Enslaved non hanno abbandonato del tutto i riff ruvidi e graffianti, avvolti da un’aura epica e supportati dal blast beat infernale, che hanno caratterizzato la loro proposta sin dagli esordi e le strofe di “Krigaren Eg Ikkje Kjende” ne sono un esempio lampante. Ma sono tanti gli elementi di novità che stravolgono la struttura dei brani e segnano un profondo mutamento di rotta: fraseggi dall’ascendenza Progressive che si innestano all’improvviso; una parte solista elaborata e ricca di pathos in cui emergono richiami “settantiani”; clean vocal drammatiche e teatrali spesso supportate o seguite da cori solenni e possenti. L’apertura di “Mardraum: Beyond The Within” è affidata a “Større Enn Tid – Tyngre Enn Natt”, uno dei pezzi migliori mai creati dai norvegesi, caratterizzato da un intro giocato su arpeggi vibranti ed evanescenti le cui distorsioni melliflue e ariose creano una dimensione onirica. Questa situazione di quiete viene spezzata dall’incedere granitico delle chitarre in un continuo alternarsi di mid tempo e accelerazioni supportate sia da clean vocal, sia da uno scream/growl demoniaco. A livello ritmico c’è da segnalare il lavoro magistrale di Dirge Rep alla batteria, in grado di partorire dinamiche sempre diverse e mai monotone cancellando qualsivoglia immediatezza nei pezzi che godono così di una maggiore complessità e longevità, mettendoli di fatto al riparo da una facile assimilazione. “Entrance-Escape”, come tutte le canzoni di quest’album, presenta una duplice anima, con una parte iniziale giocata su ritmiche lente e “sospese” unite a melodie arcane e decadenti che ricordano in un alcuni frangenti i primi Black Sabbath, alla quale si frappongono intermezzi più incalzanti arricchiti da assoli deliranti e liquidi: è anche la traccia in cui le sopracitate influenze Progressive sono manifeste per tutta la durata del pezzo e non solo in qualche passaggio. Incursioni feroci e fulminee con aperture che trasudano di maestosità e imponenza si riscontrano in “Æges Draum”, mentre la title track è marziale e spasmodica con richiami foschi e malsani presenti anche nella successiva “Det Endelege Riket”, dove sembra di essere tornati ai tempi di “Blodhemn” se non fosse per il trascinante ed epico assolo che spezza le brutali progressioni Black Metal. “Stjerneheimen” è un altro episodio che mette ben in mostra l’evoluzione dei norvegesi e la coesistenza armoniosa dei nuovi ingredienti del sound, avvolti da un’aura introspettiva e crepuscolare onnipresente per tutta la durata del disco ma che qua si fa più manifesta che altrove. Se devo riscontrare un lato negativo di questo lavoro è senz’altro la produzione, lo-fi e caotica come da tradizione, che in questo caso non riesce ad esaltare gli elementi di novità del sound che rischiano a tratti di cadere in una “massa indistinta” mettendo in secondo piano il grande lavoro a livello di intrecci e riverberi. Nonostante questo e pur presentando alcuni tentennamenti fisiologicamente presenti in dischi di transizione come questo, “Mardraum: Beyond The Within” è un lavoro che ha acquistato importanza con il tempo, dimostrandosi tappa fondamentale nel cammino evolutivo degli Enslaved, che ancora oggi continuano sulla strada della sperimentazione senza dare assolutamente l’impressione di volersi fermare.

BRIEF COMMENT: Ambiguous, elusive, dark and frightful, “Mardraum: Beyond The Within” marks an important turning point in Enslaved‘s history showing Progressive and Psychedelic influences. The classic Black Metal riffing is combined with dreamlike melodies which suddenly become poisonous and disturbing.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Osmose Productions
Anno di pubblicazione: 2000
TRACKLIST: 01. Større Enn Tid – Tyngre Enn Natt; 02. Daudningekvida; 03. Entrance-Escape; 04. Ormgard; 05. Æges Draum; 06. Mardraum; 07. Det Endelege Riket; 08. Ormgard II: Kvalt I Kysk Høgsong; 09. Krigaren Eg Ikkje Kjende; 10. Stjerneheimen; 11. Frøyas smykke
Durata: 58:26 min.

Autore: Nivehlein

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.