EVERGREEN REFUGE
“Earthborn”

Creato nel 2011 dal polistrumentista statunitense Dylan Rupe con lo scopo di ritrovare il contatto con la natura e la solitudine in un mondo lanciato inesorabilmente verso l’autodistruzione, il solo project Evergreen Refuge ha rilasciato in questo breve lasso di tempo ben cinque full length ed uno split. Nonostante tale prolificità possa fare pensare ad una serie di lavori tutto sommato simili, nel corso di queste uscite il sound del progetto del Colorado ha subito una lenta ma progressiva evoluzione che lo ha visto andare dall’Atmospheric Black Metal/Post-Rock dell’omonimo debutto verso sonorità sempre più massicciamente contaminato da partiture acustiche, con la scelta di creare pezzi interamente strumentali come denominatore comune a tutti i lavori. Di pari passo a questa progressione musicale, il mastermind Dylan Rope ha compiuto anche una decisa sterzata verso brani sempre più lunghi, superando l’ora di durata con le due tracce di “As The Fires Burn” e andandoci vicino con l’unico pezzo del successivo “Embers”, segno evidente che la voglia di mettersi ogni volta in gioco di certo non è mai venuta meno. Ma dove poteva portare un simile percorso? Fortunatamente la risposta che arriva da questo sesto capitolo intitolato “Earthborn” è quanto di meglio ci si potesse attendere, dato che l’unica traccia di oltre quaranta minuti si rivela essere la migliore realizzata da questa one man band. Riprendendo quanto già fatto solo parzialmente in “Weminuchia” e nel brano d’apertura del già citato “As The Fires Burn”, e in misura ben minore nelle altre uscite, il polistrumentista americano si è affrancato definitivamente dal a tratti ingombrante retaggio Black per votarsi totalmente a sonorità acustiche. Che vengano in mente gli Agalloch del sublime “The Mantle” o gli October Falls di “Sarastus” o la malinconica bellezza degli Empyrium è quasi scontato, ma quanto trasuda dai solchi di questo disco è una continua emozione che brilla di luce propria, non certo di gloria riflessa. Il risultato è un album che, complice il solo uso di chitarre acustiche, mandolino, vera marcia in più dei frangenti più evocativi, e tamburi a cornice, irretisce e strappa dalla realtà grazie alla sua disarmante semplicità, catapultandoci in una dimensione in cui i ritmi frenetici delle nostre vite cedono il passo al lento respiro della natura, così sapientemente catturato da farcelo sembrare a portata di mano semplicemente socchiudendo gli occhi. Inutile perciò anche solo cercare di andare ad analizzare nel dettaglio i vari momenti di questo “Earthborn”, perché lavori del genere non possono che dare il meglio di sé quando sono ascoltati a mente libera, lasciandosi trasportare dalle vivide sensazioni evocate dalla musica.

BRIEF COMMENT: After five full lengths and a split in less than four years, solo project Evergreen Refuge has released its new opus “Earthborn”, a single track album in which american mastermind Dylan Rupe has focused completely on acoustic sounds, leaving every Black Metal influence from his early works. The result is an intense song that leads listeners into a world where nature is still wild and pure. Just amazing.

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Etichetta: Self-released
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Earthborn
Durata: 44:45 min.

Autore: Iconoclasta

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