EXHUMED
“Death Revenge”

Quando ormai già pensavo che la mia classifica di fine anno fosse praticamente cosa fatta, ecco che gli Exhumed arrivano a fil di sirena a farmici rimettere mano. Ma andiamo con ordine. Anche se han sempre portato avanti un Goregrind vicino ai miei gusti, gli americani non sono mai stati una band che ho seguito con regolarità, finendo il più delle volte per recuperare del tutto casualmente i loro lavori solo ad anni di distanza. Con questo “Death Revenge”, loro sesto full length che esce a quattro anni da “Necrocracy”, la situazione stava esattamente per ripetersi, ma questa volta l’imbeccata del buon KarmaKosmiK mi ha fatto accorgere per tempo di un’uscita che altrimenti chissà quando avrei ascoltato. Come detto, nella loro più che ventennale carriera i nostri hanno portato avanti un Goregrind che, di album in album, si è sempre più aperto ad elementi che ora li rendono tutto sommato accostabili ad un ideale incrocio tra i Carcass del periodo d’oro “Symphonies Of Sickness”“Necroticism”, ma non mancano pure delle lievi sfumature melodiche alla “Heartwork”, ed i Death degli esordi, cosa che non deve affatto stupire visto che Matt Harvey ha dato prova di esserne un fedele seguace con i Gruesome, la reincarnazione in spiritu del gruppo del mai troppo compianto Chuck Schuldiner. Su questa base, “Death Revenge” parte con il piede giusto fin dall’ottimo trittico “Defenders Of The Grave”, “Lifeless” e “Dead End”, per poi lasciar spazio anche a qualche variazione sul tema con degli influssi di scuola Slayer disseminati qua e là, non dimenticando il caro e vecchio assalto all’arma bianca con pezzi come le trascinanti “The Harrowing”, “A Funeral Party” e la title track. Insomma, si tratta di un lavoro davvero ben riuscito sotto molti punti di vista, non ultimi i testi, dato che “Death Revenge” è un ambizioso concept a mo’ di melodramma musicale, come dimostra l’overture d’apertura e l’intermezzo “Gravemakers Of Edinburgh”, che ruota attorno ad una serie di crimini avvenuti ad Edimburgo tra il 1827 ed il 1828 ad opera di tali William Burke e William Hare, con tanto di furti di cadavere, dissotterramenti e, ovviamente, omicidi al solo scopo di reperire “materiale” da vendere per la disseziona a scopo scientifico. Gli elementii per soddisfare anche i più esigenti tra gli amanti del genere ci sono quindi tutti e, per quel che mi riguarda, gli Exhumed meritano un posto tra le migliori band Metal dell’anno. Ascolto obbligato.

BRIEF COMMENT: With their sixth album, Exhumed are back with an ambitious concept focused on a series of murders committed in the late 1820s in Edinburgh. In “Death Revenge”, the American band further develops a sound that merges elements coming from early Carcass and Death, giving birth to a lot of killer tracks. A must have for every fan of the genre.

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Etichetta: Relapse Records
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. Death Revenge Overture; 02. Defenders Of The Grave; 03. Lifeless; 04. Dead End; 05. Night Work; 06. Unspeakable; 07. Gravemakers Of Edinburgh; 08. The Harrowing; 09. A Funeral Party; 10. The Anatomy Act Of 1832; 11. Incarnadined Hands; 12. Death Revenge; 13. Death Revenge Underture [Bonus Track]; 14. A Lesson In Violence (Exodus Cover) [Bonus Track]
Durata: 52:01 min.

Autore: Iconoclasta

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