EXPERIOR OBSCURA
“Iter In Nebula”

Se in passato, specie in ambito Black Metal, era facile imbattersi in band che volevano rimanere nell’anonimato per alimentare un alone di mistero, complice l’avvento di internet da un bel po’ di anni a questa parte si è oramai affermata una tendenza radicalmente opposta, con una ricerca sempre più spasmodica di un briciolo di visibilità tramite i vari canali comunicativi che la rete ha messo a disposizione. Un simile preambolo serve per introdurre gli Experior Obscura, che rappresentano una parziale eccezione alla regola, ponendosi a metà strada tra questi due atteggiamenti: se infatti i nostri hanno una pagina su quasi tutti i social network a carattere musicale, d’altra parte in nessuna di queste potrete trovare troppe informazioni che li riguardano, salvo che la mente di tutto è Nefastus, già noto per essere attivo nei Malvento. Il motivo che li ha spinti ad una tale scelta francamente non lo conosco, ma mi piace pensare sia dovuto alla volontà di lasciar parlare solo e soltanto la musica, che in effetti ha molto da dire. Uscito originariamente come demo autoprodotto nel 2015 e ora sotto l’egida della Third-I-Rex, questo “Iter In Nebula” non presenta particolari elementi innovativi o chissà quale intuizione che lo rende originale, eppure è un album che ha saputo stupirmi e tenermi incollato alle cuffie dall’inizio alla fine, ammaliandomi con il suo incedere che, con i dovuti distinguo, può essere visto come un ibrido tra i sulfurei e lancinanti mid tempo degli Inquisition e certe cose fatte dai primi Enslaved (non in termini di Viking) o dai francesi Nehëmah, soprattutto quando si alza il ritmo o quando intervengono dei brevi giri di tastiera. Che poi questo paragone sia appropriato lo lascio a voi decidere, trattandosi solo della primissima impressione, che pure ha continuato a farsi sentire anche dopo numerosi ascolti, ma in ogni caso quel che mi interessa sottolineare è come i nostri, pur al debutto assoluto, riescano a plasmare a proprio piacimento un sound già molto personale, regalandoci delle piccole perle come l’opener “Trauma”, “Awake, Waking!” e “Oblivion”, giusto per limitarmi a citare quelli che a mio giudizio sono gli episodi migliori del lotto. Insomma, se queste sono le premesse, gli Experior Obscura potranno darci parecchie soddisfazioni, perché “Iter In Nebula” non si limita a mostrarci un gruppo dall’indiscutibile talento, ma ci mette di fronte ad un esordio che merita attenzione. Fosse uscito con un monicker pesante in copertina, farebbe incetta di lodi, invece temo finirà per essere inghiottito nel mare della mediocrità che ammorba il mercato. Ad ogni buon conto, inutile tirarla per le lunghe perché più di segnalarvelo non posso fare, perciò vedete voi se vale la pena lasciarsi passare un ottimo lavoro sotto il naso senza dargli una possibilità.

BRIEF COMMENT: “Iter In Nebula”, debut full length by Experior Obscura, is a very intriguing album formerly self-released as a demo in 2015 and now via Third-I-Rex. Its seven tracks, among which the best ones are the opener “Trauma”, “Awake, Waking!” and “Oblivion”, have somehow reminded me of Inquisition‘s piercing mid tempos or early Enslaved‘s sound, though not in terms of a Viking approach, making it more than worth a listen if you are into Black Metal.

Contatti: Facebook
Etichetta: Third-I-Rex
Anno di pubblicazione: 2015, 2019
TRACKLIST: 01. Trauma; 02. Awake, Waking!; 03. Schizophrenia; 04. Black Hole; 05. Beyond The Human; 06. Oblivion; 07. The Time Of The Stars
Durata: 59:58 min.

Autore: Iconoclasta

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