FALLS OF RAUROS
“Vigilance Perennial”

Quando ormai qualche mese fa mi è arrivata l’anteprima di questo nuovo lavoro dei Falls Of Rauros, mi ci sono buttato a capofitto con la piena convinzione di trovare un album che doveva esser come o meglio dei precedenti. Anche se poi così effettivamente è stato, chissà perché il primissimo approccio con “Vigilance Perennial” non mi aveva soddisfatto del tutto, tanto che ho sentito come il bisogno di lasciarlo decantare per un po’, mettendolo da parte nell’intima speranza che, ad un nuovo ascolto, potesse darmi ancora qualcosa di più. In un certo senso era come se avessi bisogno di metabolizzare la nuova metamorfosi subita dalla band americana, o quantomeno questa è l’impressione imputabile alla marcata differenza di percezione che ho avuto quando sono andato a riprendere in mano dopo qualche settimana questa loro quarta fatica sulla lunga distanza. Arrivando da un lavoro che aveva segnato una apertura sempre più accentuata verso sonorità Post-Black, forse inconsciamente mi aspettavo che i nostri portassero fino in fondo il discorso iniziato con “Believe In No Coming Shore”, mentre invece tornano con cinque brani che ne sono solo in parte una continuazione, dato che vanno a pescare a piene mani anche nelle atmosfere dei primi due album. Ecco, qui sta il punto, “Vigilance Perennial” può esser pensato come la perfetta sintesi dell’evoluzione stilistica intrapresa dai Falls Of Rauros già dal debutto “Hail Wind And Hewn Oak”, non mancando infatti spunti che richiamano la componente Folk/acustica degli esordi ma neppure momenti che rimandano al passato più recente della band. Attenzione però a pensare che si tratti di un lavoro stagnante a livello di idee o, peggio ancora, autocelebrativo, perché i nostri mettono insieme il tutto con guizzi compositivi magari non immediati, di qui la mia difficoltà iniziale, ma che scivolano implacabili e inesorabili sotto pelle ascolto dopo ascolto, rendendo quasi impossibile toglierseli dalla testa. Da questo punto di vista, va necessariamente segnalato il pregevole lavoro fatto nella iniziale “White Granite” ed in “Arrow & Kiln”, caratterizzate da lievi accenni Prog che si mescolano a passaggi tipicamente Cascadian, due tra i migliori episodi del disco assieme allo splendido intermezzo acustico “Warm Quiet Centuries Of Rains”. Insomma, al netto di un songwriting che necessita di più ascolti prima di rivelare tutta la sua profondità, “Vigilance Perennial” ci ripropone una band in eccellente forma e che sembra non sbagliare mai un colpo.

BRIEF COMMENT: With “Vigilance Perennial”, their fourth album, Falls Of Rauros have further improved their songwriting by merging in an excellent way influences coming from “Hail Wind And Hewn Oak” and “Believe In No Coming Shore”. So, a great full length in which Post-Black and Prog elements are combined with a Cascadian background.

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Etichetta: Bindrune Recordings/Nordvis Produktion
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. White Granite; 02. Labyrinth Unfolding Echoes; 03. Warm Quiet Centuries Of Rains; 04. Arrow & Kiln; 05. Impermanence Streakt Through Marble
Durata: 44:17 min.

Autore: Iconoclasta

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