FILII ELIAE
“Qui Nobis Maledictum Velit”

La prima impressione che si ha mettendo nello stereo questo debutto dei Filii Eliae è quella di ascoltare una band imprigionata in una bolla temporale posta a cavallo degli anni ottanta, quando la distinzione fra generi e correnti del Metal era ancora tutta da sviluppare. Infatti, una delle peculiarità di questo “Qui Nobis Maledictum Velit” (che stando al mio arrugginito latino dovrebbe tradursi come “colui che desideri maledirci”) risulta essere proprio quella di riuscire a sfuggire a qualsiasi tipo di catalogazione musicale. I Filii Eliae passano con disinvoltura da momenti di puro Heavy Metal, a rallentamenti soffocanti al limite del Doom, contrapposti ad accelerazioni Power/Thrash, senza però perdere un’oncia di quell’atmosfera mortifera e densa di zolfo che si sprigiona fin dalle prime note dell’opener “Mortem Mecvm Veniet”, ricordandomi in certi frangenti anche i grandissimi Abysmal Grief (soprattutto nella conclusiva title-track per la presenza di oscuri synth).

Ma facciamo un passo indietro, poichè per comprendere appieno la proposta dei Filii Eliae dobbiamo comunque ripercorrere la storia dei fratelli Figliolia, Maurizio (chitarra e voce) e Roberto (batteria), presenti qui sotto lo pseudonimo di Martirium e Ossibus Ignotis, rispettivamente. Infatti, la loro avventura musicale, sempre se possiamo definirla così, inizia nel lontano 1985, quando i due fratelli, insieme al bassista Umberto Giannini, formano un gruppo Speed/Thrash chiamato Mayhem, con il quale rilasciano un demo, “Hate And Pain”, nel 1987. In seguito, vista la presenza di numerose band con tale nome, e con i Mayhem norvegesi in rampa di lancio, cambiano il nome in Enslaved (!!), rilasciando nel 1990 un nuovo demo dal semplice titolo “Enslaved”. Purtroppo, lo scarso interesse suscitato dal lavoro porta la band allo sbando, fino a reincarnarsi, per la terza volta e dopo quasi vent’anni, in questo nuovo progetto chiamato Filii Eliae. Supportati dalla Lux Perpetua Records, che però sospetto essere una etichetta autogestita dalla stessa band, esordiscono nel luglio di questo anno con questo “Qui Nobis Maledictum Velit”, una release che si presenta bene già dalla packaging, un digipack a colori ben realizzato con tanto di libretto con tutti i testi (anche se scritti in latino e senza alcuna traduzione), segno dell’importanza che il trio di Salerno ripone in questo loro come-back. Passando al disco, senza ripetere quanto scritto in precedenza o fare una noiosa track-by-track, posso semplicemente dire che più lo ascolto e più mi piace, rimanendo sempre più basito dalla capacità dei Filii Eliae di riuscire a rimanere in un indefinito contesto Metal, utilizzando sempre riff piuttosto semplici e lineari ma in grado di dare vita a delle atmosfere oscure e maligne. Certo, ogni tanto emergono dei chiari riferimenti ai Celtic Frost, e trovo anche qualche assonanza con l’album di debutto dei Death SS, ma rimane comunque un voler cercare dei riferimenti a tutti i costi. Le tracce migliori sono senza dubbio la conclusiva title-track con i synth disperati, l’evocativa e fangosa “Ex Putredine”, dotata di un riff di apertura fantastico, e l’opener “Mortem Mecvm Veniet”, ottima per introdurre l’ascoltatore nel macabro mondo dei Filii Eliae. Ciò non toglie comunque che tutti i pezzi sono di elevata qualità, cosa che, a mio modesto parere, rende “Qui Nobis Maledictum Velit” uno dei migliori dischi di questo 2014.

BRIEF COMMENT: Filii Eliae is the third incarnation of Figliolia brothers’ project, whose history can be traced back to the middle 80s and whose music seems to be trapped in that glorious period for the development of the Metal music genre. Indeed, their style is strongly rooted into a powerful Heavy Metal, but it’s always ready to accelerate in some Thrashy style riffs or slowing down to Doomy parts, always filled with an obscure and sulphorous atmosphere that circles all the tracks. One of the best release of this year. Strongly suggested.

Contatti: Facebook
Etichetta: Lux Perpetua Records
Anno di Pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Mortem Mecum Veniet; 02. Et Umbra Sum; 03. Vita Finis Adest; 04. Ex Putredine; 05. Volgus Sine Nomine; 06. Iam Obscura Luce; 07. Nusquam Aut Nullum Fore; 08. Nox Sicut Dies; 09. Qui Nobis Maledictum Velit
Durata: 45:47 min.

Autore: KarmaKosmiK

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