FORGOTTEN WOODS
“As The Wolves Gather + Sjelv Av Natten”

Sarò sincero, all’inizio, per questa scintillante ri-edizione di “As The Wolves Gather” rilasciata da ATMF, avevo l’intenzione di riprendere e di riadattare una mia vecchia recensione pubblicata per una vecchia webzine con cui collaboravo anni fa in occasione di un tributo ai grandi Forgotten Woods. Poi, riascoltando di nuovo dopo tanti anni il disco, ho deciso di lasciare perdere e di sfruttare questa ristampa per lasciarmi nostalgicamente andare a ricordi e sensazioni. Infatti, ho sempre avuto un debole non da poco per la band di Rune Vedaa e Olav Berland, e sono state davvero tante le volte che ho messo su nel mio stereo “The Curse Of Mankind” per poi lasciarmi assorbire completamente dall’ascolto della lunghissima “The Starlit Waters / I, The Mountain”, assaporandone, come se fosse un ottimo vino, le vocal burzumiane, gli arpeggi malinconici e quel retrogusto Rock che loro si son sempre portati dietro di nascosto. Ma d’altronde, i Forgotten Woods non son davvero mai stati facilmente inquadrabili come un gruppo Black Metal. Spesso ignorati dai più per via di un’immagine assolutamente anonima e priva di qualsiasi eccesso, anzi definiti diverse volte come un derivato di seconda mano di Burzum. In realtà, la loro scarnissima discografia è stata decisamente rivalutata nel corso dell’ultimo decennio, ma assolutamente mai messa in dubbio dal sottoscritto, eccetto lo stranissimo come-back di “Race Of Cain”. Passando al lavoro in questione, ricordo ancora quando scovai in un negozietto di San Lorenzo la prima stampa di questo “As The Wolves Gather”, firmata dall’allora mitica No Colours Records, o ancora prima, quando liceale sentii parlare per la prima volta di loro sul famoso speciale di Grindzone dedicato al Black Metal norvegese. Rimasi subito colpito da questi due boscaioli, che si definivano misantropi totali, che se ne vivevano beati ed in solitudine in una baracca nel mezzo della foresta norvegese. Poi, quando qualche anno dopo fui in grado di rimediarne i loro due full-leght, fu subito amore a primo ascolto. A livello emotivo, sono forse più legato al successivo “The Curse Of Mankind”, ma è fuor di dubbio che entrambi i lavori possano essere considerati dei veri e propri classici. Il sound è scarno fino all’osso, la batteria di Jarle Swahn è al limite della decenza, eppure ogni traccia brilla di luce propria. A partire dalla meravigliosa “Eclipsed”, che continuo a sostenere discenda dal Post-Punk dei The Cure per via di quelle fantastiche linee di basso, fin alla conclusiva “Through Dark And Forgotten Valleys”, più classicamente aderente ai canoni del Black e con uno stile maggiormente simile ai Dimmu Borgir di “Stormblast”, “As The Wolves Gather” è un disco capace di trasmettere un forte senso di malinconia mista a rabbia. Infatti, ogni riff ha sempre una sua componente melodica che si contrappone con efficacia alle feroci vocal di stampo burzumiano di Thomas Thorkelsen. Parlando invece di “Sjel Av Natten”, pur essendo un lavoro di transizione tra gli stili dei primi album, dove la vena melodica inizia ad essere esplorata maggiormente, come nel caso di “En Natt Med Storm Og Ravners Skrik”, le tracce restano comunque di ottime livello. Che altro aggiungere? Se non possedete le versioni originali o il cofanetto antologico “Baklengs Mot Stupet”, non vi resta che cogliere l’attimo ed acquistare questa ottima ristampa.

Contatti: Bandcamp (Label)
Etichetta: No Colours Records-Pagan Records, ATMF (Reissue)
Anno di pubblicazione: 1994-1995, 2017 (Reissue)
TRACKLIST: AS THE WOLVES GATHER 01. Eclipsed; 02. As The Wolves Gather; 03. In My Darkest Visions; 04. Winter; 05. Grip Of Frost; 06. Dimension Of the Blackest Dark ; 07. Svartedauden ; 08. Through Dark And Forgotten Valleys
SJEL AV NATTEN 01. Sjelv Av Natten; 02. En Natt Med Storm Og Ravners Skrik; 03. Hvor Vinteren Rår
Durata: 79:21 min.

Autore: KarmaKosmiK

 

Anche se i Forgotten Woods non sono uno di quei gruppi che riascolto chissà poi quanto spesso, paradossalmente i loro lavori sono stati tra i più importanti nella mia formazione musicale. Terminata la sbornia dei grandi classici del Black, tutti più o meno suggeritimi, proprio “Sjel Av Nattens” ed “As The Wolves Gather” sono stati tra i primi album che ho “scoperto” per conto mio. Sarà stato il loro nome, quasi banale, ma per gli occhi di allora chissà quanto carico di fascino e suggestioni, o forse sarà stata semplicemente una coincidenza fortuita, fatto sta che una volta che mi sono ritrovato tra le mani i Forgotten Woods e che mi sono calato nei meandri di quel loro inconfondibile sound ruvido, quasi aspro, ma morbosamente seducente e quasi melodico, è stato impossibile non rimanerne ammaliato. Anche ora che sto riascoltando dopo un bel po’ di tempo “Eclipsed”, “As The Wolves Gather”, “Winter” o “Hvor Vinteren Rår”, ma onestamente avrei dovuto elencarle tutte, è inevitabile provare quella piacevolissima sensazione da madeleine proustiana che è la più chiara evidenza di un qualcosa che ha segnato profondamente il mio io interiore. Vorrei però evitare di scadere nel retorico o nello stucchevole, perciò torno a perdermi in my darkest visions.

Autore: Iconoclasta

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