FOSCH
“Per Chi Èla La Nòcc”

Parlare oggi di un gruppo bergamasco, con i bollettini di guerra che arrivano in continuazione dalla Protezione Civile, non è affatto facile. Tenete anche conto che questi Fosch utilizzano il dialetto bergamasco nelle loro liriche, ed è quindi ben chiaro quanto forte e stretta sia l’appartenenza alla loro terra di origine. Parlare oggi della loro proposta musicale, quando abbiamo ancora vivida davanti ai nostri occhi le immagini della fila di camion piena di bare, è veramente complicato. Ho pensato se fosse il caso di rinviare ad altro periodo la scrittura di questa recensione, ma per qualche motivo irrazionale ho deciso di mettermi giù e scrivere. Non sarò certamente oggettivo al 100% nelle mie parole, però questo e quanto. Provando a ritornare negli scomodi panni del recensore, “Per Chi Èla La Nòcc” mostra il ritorno della band dopo ben sei anni dal precedente “Ghèra öna ölta…”. Purtroppo, non conoscendo i lavori passati del gruppo, che a discapito di una discografia non molto ampia, sembra essere in giro da almeno quindici anni, posso basare la mia recensione solo su questo lavoro. Beh, la mia sensazione più forte è che “Per Chi Èla La Nòcc” sia un disco allo stesso tempo molto ortodosso nella sua concezione, che richiama a piene mani riffs e stili del Black svedese, ma anche per qualche strana ragione abbastanza particolare. Certamente la produzione non aiuta la band, non tanto per la qualità della registrazione che risulta alla fine piuttosto nitida, ma perché sembra appiattire le dinamiche dei brani. Proprio per questo motivo ho dovuto dedicare molto tempo al suo ascolto, molte cose interessanti spuntano fuori all’improvviso dopo aver sentito il disco per tipo cinque o sei volte, mentre agli inizi sembravano il classico gruppo alla Dark Funeral o Marduk, che preferiva la velocità spinta alla ricerca dell’atmosfera. D’altronde, un brano come “Rosèn” punta proprio in quella direzione, ma già se ci spostiamo sulla title-track, che a discapito di una partenza a razzo, sfocia su dei passaggi di synth arpeggiati decisamente efficaci. Oppure, potrei “Crof” che attacca come se fosse un pezzo dei Dissection, vira verso le tipiche bordate del Black svedese e poi mostra una parte più variegata nel finale. Insomma, non è un lavoro certamente perfetto “Per Chi Èla La Nòcc”, ma è un ascolto che a lungo andare fornisce una certa soddisfazione, soprattutto chi ascolta questa tipo di Black Metal. Bello anche il libretto, pieno di disegni che illustrano i testi dei singoli e che dona all’album un fascino fiabesco ed arcano aggiuntivo. Detto questo, non mi rimane altro che augurare alla band ogni bene, sperando che questo terribile periodo passi definitivamente.

BRIEF COMMENT: Third release from the italian band Fosch that propose a interpretation of the Swedish Black Metal. Despite a decidedly orthodox style, the band still manages to show its own personality. A simple work, probably not much helped by the production, but that still needs several listenings to be able to notice all those little arrangements that the band sows for the whole record.

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Etichetta: Club Inferno Entertainment
Anno di Pubblicazione: 2020
TRACKLIST: 01. Al calar Del Sul; 02. Crof; 03. Fellonch; 04. Per Chi Ela La Nòcc; 05. Amise Ndela Eta, Sorele Ndela Mort; 06. La Procesiu Di Morcc; 07. Fosch; 08. Ròsen
Durata: 43:18 min.

Autore: KarmaKosmiK

   

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