Fractal Generator
“Macrocosmos”

Nonostante ritenga Fractal Generator un nome piuttosto fico per una band al punto da aver attirato la mia attenzione, dall’altra la possibilità di avere tra le mani l’ennesimo gruppo di onanisti strumentali era davvero alta. Fortunatamente il terzetto canadese evita di cadere in questa mia previsione, optando per un Death Metal cupo e oppressivo, estremamente debitore di pilastri del Death americano quali Morbid Angel e Nile, nel quale i synth fungono da vera e propria quarta dimensione, fornendo ai brani di questo “Macrocosmos” quelle atmosfere Sci-fi promesse dalla bella cover. Infatti, alla base di questo lavoro c’è la storia di un gruppo di astronauti che, durante un viaggio verso un distante sistema solare, scoprono la vera natura dell’intero universo e della propria esistenza. Un concept solido ed anche discretamente interessante, soprattutto per coloro, che come il sottoscritto, sono amanti di questo tipo di tematiche. Per quanto riguarda l’aspetto musicale, potete immaginare la proposta dei Fractal Generator pensando ai Nile che compongono un disco dopo essere usciti da una maratona intensiva di film come Matrix, Interstellar e 2001 Odissea Nello Spazio. I tempi sono quasi sempre tirati, con una produzione che punta più sul creare un suono oppressivo e d’atmosfera, che a mettere in mostra il lavoro dei singoli musicisti. L’effetto pastone è un po’ dietro l’angolo, ma tutto sommato non ci si può lamentare del risultato finale. Anzi, il disco è piuttosto godibile, mostrando anche qua e là richiami ai sommi Voivod, anche se a lungo andare i brani, ripuliti da tutto l’armamentario Sci-Fi e tastiere, tendono un po’ ad assomigliarsi tra di loro e, nonostante non ci siano veri e propri difetti, continuo a trovare un po’ pesante l’ascolto intero del disco. Oltre a questo, forse un vero difetto è la batteria di 040114090512, che sembra una specie di drum machine lanciata a velocità siderali, di cui viene messo troppo in evidenza nel mixaggio il suono del doppio pedale. Tuttavia, nonostante questo, ripeto che preferisco di gran lunga un lavoro come questo “Macrocosmos”, che lavori aridi basati solamente sull’approccio iper-tecnico allo strumento. Forse una produzione leggermente diversa ne avrebbe sicuramente migliorato l’ascolto, o forse è solo una questione di tempo, ma non si può non consigliare questo loro nuovo lavoro. Non male come inizio di questo 2021. Monolitici.

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Etichetta: Everlasting Spew Records
Anno di Pubblicazione: 2020
TRACKLIST: 01. Macrocosmos; 02. Aeon; 03. Serpentine; 04. Contagion; 05. Chaosphere; 06. Shadows Of Infinity; 07. Pendulum; 08. Primordial; 09. Ethereal
Durata: 36:16 min.

Autore: KarmaKosmiK

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