FRANK ZAPPA
“Hot Rats”

Musicista serio o stupido clown? Strenuo difensore della libertà di espressione o feroce sessista? Artista illuminato e geniale o terribile despota della propria musica? Insomma, qualsiasi aggettivo od espressione vi possa venire in mente, Frank Zappa lo ha sicuramente incarnato nel corso della sua lunga e ricca carriera, prima che un maledetto tumore privasse il mondo di uno dei più grandi compositori del ‘900 del suo smisurato talento. Vent’anni sono ormai passati dalla sua morte, eppure il buon Frank sembra non essersene mai andato, al punto che la sua musica è sempre più celebrata ed omaggiata da critici e fan mentre la fondazione che si occupa di gestire la sua sterminata produzione musicale continua a pubblicare album postumi composti di vecchi provini e registrazioni live. La sua continua fame di musica lo ha portato a prendere ed a frullare insieme i generi più disparati trasformandoli in qualcosa di totalmente zappiano e personale, e la sua influenza è sicuramente penetrata anche all’interno del Metal (forse i Meshuggah avrebbero potuto dire qualcosa al riguardo), ed è proprio per questo motivo che in occasione del ventennale della sua morte, ho deciso di sfruttare Hypnos Webzine per rendere omaggio ad uno dei miei artisti più idolatrati ed amati attraverso la recensione di uno dei suoi album più celebrati, ossia “Hot Rats”.

Raffigurato dalla celebre fotografia ad infrarossi scattata da Cal Schenkel, che ritrae Christine Frka, una giovane ragazza che bazzicava la villa di Los Angeles di Zappa facendo anche da babysitter alla sua prima figlia, Moon Unit, mentre emerge da una piscina vuota di una villa semiabbandonata di Beverly Hills, “Hot Rats” è il primo lavoro ad uscire dopo lo scoglimento delle Mothers Of Invention avvenuto nel giugno del 1969. Chiuso nel seminterrato della sua casa insieme al suo fido Ian Underwood, unico superstite delle Mothers, Zappa riesce a comporre quello che pressochè da tutti viene considerato uno dei punti più alti della sua discografia. Fortemente influenzato dal Jazz Rock, “Hot Rats” è un disco quasi interamente strumentale che accosta partiture avvincenti (per non dire immortali) a momenti di pura e sorprendente improvvisazione in chiave puramente Jazz (si ascolti la lunga “The Gumbo Variations” tutta giocata su una serie continua di assoli di chitarra, sax e violino). Ad affiancare il talento di Zappa e Underwood, troviamo lo straordinario violino di Jean Luc Ponty su “It Must Be A Camel” e quello di Don “Sugarcane” Harris su “Willie The Pimp” e “The Gumbo Variations”, oltre che la presenza del grande amico/nemico di Zappa, Captain Beefheart, a donare la sua raucissima voce sull’unica traccia che si può avvicinare un minimo ad una classica forma canzona, ossia “Willie The Pimp”.

Ad aprire “Hot Rats” ci pensa l’immortale melodia di “Peaches En Regalia”, un brano che ormai viene accreditato come uno standard del Jazz e su cui è stato detto e raccontato talmente tanto, che evito di di aggiungere altro. E’ talmente stupenda nel suo giocare melodie beffarde ed ironiche, che consiglio a voi ascoltatori di correre subito ad ascoltarla. A seguire troviamo la già menzionata “Willie The Pimp” (Willie il pappone), la cui melodia acida suonata dal violino di Don “Sugarcane” Harris e doppiata dalla chitarra elettrica, è la perfetta base su cui Captain Beefheart può lanciare le sue vocal al vetriolo, che prendono spunto da un dialogo, registrato in segreto in un hall d’albergo dallo stesso Frank, tra uno strano tipo molto viscido e due ragazze della sua crew, che verrà poi pubblicato anni dopo integralmente sul disco “The Mystery Disc” con il titolo di “The Story Of Willie The Pimp”. Nonostante sia l’unico brano cantato, Zappa ci mette poco ad allontanarsi da una classica forma canzone, per lasciare libero sfogo alla sua chitarra, abile nel modulare a proprio piacimento le atmosfere del brano. Finalmente giungiamo a quello che io considero il vero capolavoro del disco, e forse anche la traccia più bella mai composta da Zappa, “Son of Mr. Green Genes”. In realtà, questo brano non è un vero e proprio inedito, ma una lunga rielaborazione della melodia di “Mr. Green Genes”, traccia apparsa sul precedente “The Uncle Meat”. Infatti, quello che abbiamo dinanzi non è altro che un lungo e spettacolare assolo chitarristico di Frank, supportato in maniera incredibile anche dagli altri strumenti, con piccole sovrapposizioni, contrappunti e quant’altro. A fare da legante a questo meraviglioso brano c’è appunto la melodia base, che viene stravolta e reinterpretata in continuazione. Un brano che ogni volta lascia davvero senza parole. “Little Umbrellas” è un altro piccolo intermezzo Jazz in stile “Peaches En Regalia”, ma questa volta a comandare è un atmosfera molto più intima e raccolta. Si passa così a “The Gumbo Variations”, tredici minuti di improvvisazione continuata a metò tra il Jazz ed il Blues, con il sax di Underwood, il violino di “Sugarcane” Harris e la chitarra distorta di Frank a darsi continuamente battaglia. A chiudere il disco ci pensa il Jazz intricato di “It Must Be A Camel”, il cui titolo pare derivare dai continui sbalzi ritmici della traccia, che trascritti sullo spartito ricordavano la gobba di un cammello. Effettuata questa doverosa, seppur a mio avviso davvero minimale, track-by-track, non resta che congedarmi da voi lettori, sperando che questo omaggio al grande Frank Zappa sia risultato interessante e di vostro gradimento. Non è poi detto che in futuro non torni ad occuparmi di altre opere del grande compositore americano. Ci manchi Frank!!!

“Jazz is not dead, it just smells funny.”

BRIEF COMMENT: “Hot Rats” is considered as one of the most celebrated opera from the great American musician Frank Zappa. Ended the experience of his previous band Mothers Of Invention, Zappa, together with the trustful Ian Underwood, produced a real masterpiece able to mix Jazz and Rock, fantastic jazzy tunes and incredibile improvisated parts. A real must have that everyone should know by heart.

Etichetta: Bizarre Records, Reprise Records, Zappa Records, Rykodisc
Anno di Pubblicazione: 1969
TRACKLIST: 01. Peaches En Regalia; 02. Willie The Pimp; 03. Son Of Mr. Green Genes; 04. Little Umbrella; 05. The Gumbo Variations; 06. It Must Be A Camel.
Durata: 47:05 min.

Autore: KarmaKosmiK

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