FUNERARY BELL
“Undead Revelations”

Al fine di preparare al meglio la recensione di questo atteso come-back dei finlandesi Funerary Bell, mi sono preso del tempo in più e sono andato a riascoltare il loro debut album “The Coven”, di cui parlai molto bene all’epoca degli albori di questa ‘zine. Questa cosa mi ha smosso qualcosa dentro, portandomi a riflettere su quanto questi nostri scritti siano legati indissolubilmente alla nostra vita reale. Quello che intendo dire, senza scivolare in pipponi filosofici noiosi da scrivere e da leggere, è il fatto che man mano che gli anni vanno avanti, cambiamo noi stessi e, di conseguenza, anche il nostro modo di vedere le cose, tra cui anche i nostri gusti musicali. Certo, non dico che di punto in bianco abbia mollato tutto e mi sia messo ad ascoltare Fedex e J-Ax, però sono convinto che se andassi a riascoltarmi album di cui scrissi anni fa per una ‘zine su cui collaboravamo precedentemente io e Iconoclasta, non mi ritroverei in un buon ottanta per cento di quello che pensavo a quel tempo. Rimettendo i Funerary Bell al centro della recensione, non rinnego che il loro debutto fosse un buon disco, ma di certo non come lo ricordassi. Certo, possedeva un discreto feeling sulfureo, che andava a pescare a ritroso nel tempo anche dai maestri Mercyful Fate, ed una produzione estremamente secca e diretta, che ben si adattava a quelle atmosfere. Ora, in questo nuovo “Undead Revelations”, non si trova quasi nulla di tutto ciò. Qualche richiamo al Black Doom è ancora presente, così come qualche piccolo richiamo all’Heavy ottantiano, ma sostanzialmente i Funerary Bell si sono buttati a capofitto in una propria versione del Black’n’Roll. Ascoltatevi il tamarrissimo riff iniziale di “Tree On The Planet Grave”, o le cavalcate metalliche di “Anima Eterna” o “Goat Of Mendes”, per capire quanto il gruppo finlandese abbia cambiato decisamente pelle rispetto al passato. Ed è stato proprio questo cambiamento inaspettato che mi ha spinto ad andare a risentirmi per bene “The Coven”, giusto per non prendere cantonate colossali con la mia memoria. In effetti, a ben vedere, tracce di Black’n’Roll erano presenti anche là, seppure in maniera minore e meno invasiva che su questo “Undead Revelations”. Difficile quindi dare un giudizio oggettivo. Infatti, se da una parte questo disco è piuttosto godibile, ed alcune trovate tamarre sono funzionali al brano, dall’altra sento già che difficilmente ritornerò ad ascoltarlo. Non lo so, c’è qualcosa che alla fine della fiera mi stona e che continua a non convincermi. Sarò diventato un vecchio brontolone, ma è così.

BRIEF COMMENT: While their debut “The Coven” was a pretty good Black Metal release, this new “Undead Revelations” by Funerary Bell is a more Black’n’Roll oriented one. Not bad at all, but still a bit less inspired than the previous album.

Contatti: Facebook
Etichetta: Saturnal Records
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. Birth – Come Undone; 02. Goat Of Mendes; 03. The Word Became Flesh; 04. Hermetica; 05. Mantra; 06. Revelation pt II; 07. Anima Eterna; 08. Tree On The Planet Grave; 09. Spectral Moonchild
Durata: 47:07 min.

Autore: KarmaKosmiK

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