GRAFVITNIR
“Venenum Scorpionis”

Quando l’anno scorso, più o meno di questi tempi, mi ero imbattuto nell’eccellente “Keys To The Mysteries Beyond” degli svedesi Grafvitnir, mi ero ripromesso di tenerli d’occhio, perciò eccomi qua a parlare del loro nuovo lavoro sulla lunga distanza intitolata “Venenum Scorpionis”. Fedeli a quanto da sempre fatto, salvo questa volta pubblicare il loro lavoro a febbraio dopo aver fatto uscire con metronomica precisione ogni loro altro album in dicembre, i nostri continuano su di una strade che attinge a piene mani dalla lezione impartita da Dark Funeral, Marduk e Necrophobic, tanto che, ad essere sincero, forse farei prima a fare un copia/incolla della recensione del loro precedente lavoro. Ecco, qui sta il punto essenziale di gruppi così orgogliosamente refrattari a qualsiasi tipo di cambiamento: ci si ritrova ad ascoltare e a commentare più o meno sempre le stesse variazioni sul tema, con tutti i pro ed i contro del caso. Ma in una tale situazione si vede pur sempre la bravura di un gruppo, perché il difficile è proprio riuscire a tenere viva l’attenzione nonostante una formula già ben nota all’ascoltatore. Nel caso dei Grafvitnir non posso negare che, svanito l’effetto sorpresa che aveva accompagnato l’ascolto di “Keys To The Mysteries Beyond”, un minimo di ripetitività è facile sentirlo emergere dai solchi di questo nuovo disco, tanto che i brani dei due album potrebbero anche essere mischiati e non si sentirebbero dei salti di continuità chissà quanto marcati, eppure allo stesso tempo devo ammettere che i nostri ci sanno davvero fare. Infatti sarà prevedibile quanto volete, ma anche questo “Venenum Scorpionis” si lascia ascoltare che è un piacere, forte di un songwriting che ancora una volta sa coniugare alla perfezione velocità sostenute e assalti all’arma bianca con un innato gusto per la melodia, con un riffing ipnotico che entra sotto pelle letale come un veleno che non dà scampo. A differenza del precedente album sono poi praticamente spariti gli inutili intermezzi (salvo la title track) che tendevano a spezzare il ritmo, sostituiti questa volta sul finale dalla splendida “I Nattens Mantel Svept”, un pezzo acustico alla “Crimson Towers” o “Into Infinite Obscurity” che ha un suo perché e che è uno dei migliori episodi assieme a “Wolf Of The Eclipse” e “Nocturnal Sun”. Insomma, c’è poco altro da dire, i Grafvitnir non si scostano dal loro ormai collaudatissimo sound, ma ancora una volta hanno avuto ragione loro perché ne è uscito un album che suona dannatamente bene e che troverà il favore degli amanti del genere.

BRIEF COMMENT: Grafvitnir‘s sixth full length “Venenum Scorpionis” starts exactly from where the previous “Keys To The Mysteries Beyond” ended, with the Swedish band striking hard with its furious but at the same time hypnotic riffing. Amazing.

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Etichetta: Carnal Records
Anno di pubblicazione: 2019
TRACKLIST: 01. Wolf Of The Eclipse; 02. Ormeld; 03. The Beast Inside; 04. Venenum Scorpionis ; 05. Nocturnal Sun; 06. Throne Of Blackened Domains; 07. I Nattens Mantel Svept; 08. Possessor Of Fire
Durata: 37:21 min.

Autore: Iconoclasta

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