GRAVESPELL
“Frostcrown”

Come spesso mi è capitato da quando sono su queste pagine virtuali, anche questa volta ho dovuto mettere mano all’ultimo alla classifica dell’anno appena messo alle spalle. Se alcune settimana fa erano stati gli Hoth a scalare posizioni su posizioni, da qualche giorno a questa parte sono i Gravespell che hanno iniziato a minare le mie certezze e a puntare decisamente alle posizioni di vertice. Ma andiamo con ordine. Scoperto ormai come al solito per puro caso andando a sentire qualche album anonimo di non ricordo più quale band che ci aveva inviato la propria richiesta, questo “Frostcrown” mi aveva magneticamente attratto fin dal suo titolo e dall’artwork, che mi sembravano gridare Scandinavia e anni ’90 da ogni lato. Se si esclude il non marginale aspetto che i nostri arrivano da San Diego, le mie aspettative non erano poi neanche troppo sbagliate, perché questi cinque americani mettono sul piatto un’ora abbondante di Blackened Death Metal che in primissima battuta mi ha in qualche modo fatto pensare ad un riuscitissimo incrocio tra gli Opeth degli esordi e gli Emperor e gli Enslaved dei primi lavori, soprattutto per l’uso fondamentale ma mai invadente e pomposo delle tastiere. Addentrandosi tra i dieci brani vengono in mente anche altri nomi che possono essere associati allo stile dei nostri, ma resta il fatto che lo spirito che pervade l’album rimane in particolare riconducibile a quello che aleggiava prepotentemente sulla scena scandinava di metà anni novanta, anche se non mancano influenze di scuola americana, a cui si aggiunge una spiccata capacità tecnica mai fine a se stessa ma al servizio di un innato gusto melodico. Neanche la notevole durata si rivela un ostacolo, non avvertendosi mai quel senso di forzatura che spesso affligge uscite dal minutaggio elevato, anzi durante i vari ascolti è emersa piuttosto la voglia di andare a risentire certi passaggi. Detto che si viaggia costantemente su livelli davvero molto buoni, tra cui spiccano il trittico iniziale formato da “Frostcrown”, “Imprisoned” e la breve acustica “Where Lions Go To Die”, a cui non posso fare a meno di aggiungere le magnetiche “Intrinsic Frost” e “Occam’s Razor”, non posso che consigliare l’ascolto di questo “Frostcrown”, un lavoro che, mi auguro, riuscirà a garantire ai Gravespell il meritato supporto di una etichetta. Sorprendente e ascolto assolutamente consigliato.

BRIEF COMMENT: With their second full length “Frostcrown”, San Diego based band Gravespell has released an impressive album of Blackened Death Metal that’s going to be on my list of the best releases of last year.

Contatti: Facebook
Etichetta: Self-released
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. Frostcrown; 02. Imprisoned; 03. Where Lions Go To Die; 04. Shadows Of The Underdark; 05. Intrinsic Frost; 06. Occam’s Razor; 07. Fear Of My Vengeance; 08. Ignis; 09. Deadhand; 10. Redemption
Durata: 63:59 min.

Autore: Iconoclasta

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