GRUFUS
“Sabor Latino”

Per quanto mi/ci piaccia sguazzare in una propria comfort zone musicale, ovviamente parlando di proposte musicale di elevata qualità, credo che ogni tanto sia necessario, oltre che benefico, trovare la classica mosca bianca che in qualche modo sparigli totalmente le carte in tavola. Indipendentemente dal risultato finale, questo “Sabor Latino”, debutto del quartetto bolognese bolognese chiamato Grufus, ha come enorme pregio di riuscire a suonare anomalo e di difficile catalogazione, rendendo di conseguenza molto complicato per il sottoscritto riuscire a portare a casa questa recensione. Ma che fanno di così particolare questi Grufus? Allora, direi di partire dagli aspetti che più colpiscono al primo impatto e che caratterizzano sin da subito la proposta del quartetto, ossia il suono grasso e roboante delle due chitarre della coppia Diego Pacini / Lorenzo Bini, ed il potente drumming di Paolo Parravicini, capace di evocare un forte senso di primitiva tribalità. Fissati questi due primi paletti, possiamo iniziare a delineare il loro campo azione, nel quale entra certamente lo Stoner come elemento fondante, ma che da solo non basta circoscrivere la loro proposta. Infatti, dello Stoner troviamo giusto i chitarroni unti e bisunti, ma di cui manca totalmente l’aspetto catartico e psichedelico, sebbene quest’ultimo aspetto venga in qualche modo filtrato in maniera semi-nascosta, come nell’apertura de “Le Vacanze Di Pippo”. I Grufus pestano duro e bene, eppure di loro si potrebbe dire di tutto eccetto che siano dei rozzi bastonatori. I brani hanno tutti una costruzione affatto banale, nel quale si potrebbe anche azzardare un approccio quasi Prog, ma dove l’aspetto melodico viene dosato con il bilancino. L’unica band con il quale trovo qualche assonanza sono i Verdena più dissonanti e sperimentali de “Il Suicidio Del Samurai” e “Requiem”, dove lo Stoner viene a punto usato come partenza verso cui procedere per andare verso lidi più strambi e psichedelici. Queste latenti similitudini vengono confermante essenzialmente in due brani, la già citata “Le Vacanze Di Pippo” ed “Onirico”, ma potrebbe essere che il sottoscritto stiano semplicemente vagheggiando sul nulla. Scherzi a parte, i Grufus non danno molto appigli al povero ascoltatore, poiché quando meno te lo aspetti, ti piazzano l’inaspettato, come il rallentamento puramente Doom nella parte centrale della conclusiva “Hulk Hogan”, per poi ripartire a tutta birra verso la conclusione del disco. C’è quindi da mettersi l’anima in pace, sedersi in poltrona e trovare il proprio filo di Arianna per per potersi orientare all’interno disco. E’ quindi questo, forse l’unico vero difetto, se proprio vogliamo chiamarlo così, di questo “Sabor Latino”, una complessità di fondo ulteriormente aumentata dal fatto di suonare completamente strumentali. Tuttavia, e questa è una cosa molto positiva, i Grufus evitano di stupire con baracconate senza senso alla Igorr o di rifilarci le solite ritmiche Djent che tanto piacciono ai chitarristi di Youtube. Che altro dire? Beh, anguille.

Contatti: Facebook
Etichetta: Grandine Records
Anno di Pubblicazione: 2020
TRACKLIST: 01. Trapanus; 02. Million Mirror March; 03. Mezcal; 04. Freaky Fingers; 05. Le Vacanze Di Pippo; 06. Oniric(o); 07. Oipolloi; 08. Hulk Hogan
Durata: 41:52 min.

Autore: KarmaKosmiK

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