HANS ZIMMER
“Inception”

Spesso siamo letteralmente invasi da film mediocri che vengono risollevati (o salvati dal naufragio) grazie ad una colonna sonora. Fortunatamente non è il caso di “Inception”, opera cinematografica di Christopher Nolan che brilla di luce e propria ma che viene resa ancor più indimenticabile da una delle migliori colonne sonore che il prolifico Hans Zimmer abbia mai composto. Il film in sé, vista anche la trama alquanto complessa e soggetta a molteplici letture, può anche non piacere e risultare troppo ostico, ma il tappeto musicale resta inchiodato nella nostra mente sin dall’inizio.

Dall’opener “Half Remembered Dream” fino alla conclusiva “Time” siamo immersi una dimensione (ovviamente) onirica, dai contorni labili e cangianti: le dodici tracce sono indissolubilmente legate e dove finisce una inizia l’altra, in un interrotto flusso di emozioni e sonorità che passano talvolta progressivamente, talvolta all’improvviso, da stati di quiete “apparente” a momenti concitati e saturi d’ansia: è il caso di “Old Souls” e “Mombasa”. La prima gioca su atmosfere evanescenti e luminose che lentamente lasciano spazio a nostalgia e ricordi dolorosi; la seconda è convulsa e scattante, letteralmente adrenalinica, colonna portante di una delle scene d’azione più coinvolgenti del film. Uno dei picchi di questa colonna sonora è sicuramente “Dream Is Collapsing”, motivo ricorrente in gran parte degli altri brani. La traccia fa perno su un’agghiacciante cascata di note di chitarra (opera di Johnny Marr chitarrista dei “The Smiths”) in apertura e in un continuo crescendo dell’orchestra soprattutto per quanto riguarda i fiati che esplodono in tutta la loro potenza e maestosità nella parte finale del brano. Le atmosfere sono tetre e angosciose e le movenze melodiche danno proprio la sensazione di precipitare in una dimensione senza ritorno, in un oblio infinito, un incubo dal quale non si può uscire. Altro motivo che ritorna è un estratto del brano “Je Ne Regrette Rien” di Edith Piaf, ben riconoscibile nella sinistra e a tratti sofferta “Waiting For A Train”, sul quale, come lo stesso Hans Zimmer ha dettagliatamente spiegato in un’intervista, ha costruito l’intera colonna sonora di “Inception”. Intensa e surreale è anche “We Built Our Own World” (chi ha visto il film sa quanto quel titolo sia sinonimo di tragedia) che dietro le sue melodie ariose e cristalline nasconde un devastante e irreparabile segreto. A chiudere il cerchio è la struggente e dolorosa “Time” che parte sommessa e malinconica per poi arricchirsi di un travolgente e drammatico pathos.

E’ impossibile soffermarsi con precisione su ogni singola traccia del disco. Hans Zimmer è riuscito a creare cinquanta minuti di musica che disegnano trame cangianti e multiformi, grazie a sonorità fluide e ipnotiche in grado di trasformare repentinamente scenari cupi e desolati in sprazzi di breve luminosità e vana speranza.“Inception” è una di quelle colonne sonore che continuerete ad ascoltare anche a distanza di anni dall’uscita del film per il suo valore musicale intrinseco, in grado di veicolare e amplificare una moltitudine di emozioni.

BRIEF COMMENT: “Inception” is one of the most intriguing and involving soundtrack of the last decade in which melancholic and lugubrious atmospheres suddenly become bright and mesmerizing. The music bring us into an endless dream state, a multi-faceted dimension full of pain and nostalgia.

Etichetta: Reprise
Anno di pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Half Remembered Dream; 02. 02. We Built Our Own World; 03. Dream Is Collapsing; 04. Radical Notion; 05. Old Souls; 06. 528491; 07. Mombasa; 08. One Simple Idea; 09. Dream Within A Dream; 10. Waiting For A Train: 11. Paradox; 12. Time
Durata: 49:13 min.

Autore: Nivehlein

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