HERETICAL
“Dæmonarchrist – Dæmon Est Devs Inversvs”

L’abusata etichetta “Symphonic Black” è una di quelle classificazioni fuorvianti che viene troppo spesso spesa per mettere nello stesso calderone tutte quelle band che presentano delle tastiere, senza stare li a sottilizzare se effettivamente si è alle prese con degli emuli dei Dimmu Borgir e Cradle Of Filth o se invece si ha a che fare con dei gruppi con una certa personalità e a cui una tale definizione sta decisamente stretta. Questo è proprio il caso degli Heretical, band siciliana nata nel 1993 con il nome di Immolator e praticamente sparita dalle scene dopo aver rilasciato con l’attuale nome due full length a cavallo del nuovo millennio. Nonostante un lungo silenzio interrotto solo da un EP, un singolo ed un demo, il leader Azmeroth non si è perso d’animo e, con ammirevole ostinazione, è riuscito a far ripartire un progetto che sembrava ormai essersi inesorabilmente arenato. Se già questa è una gran bella vittoria, la vera sorpresa arriva dall’ascolto di questo “Dæmonarchrist – Dæmon Est Devs Inversvs”, un album che non si appiattisce sui precedenti lavori ma anzi preme sull’acceleratore e se ne distacca, regalando una serie di brani accomunati dalla matrice Black ma sufficientemente variegati tra loro, cosicché durante l’ascolto non si corre certo il rischio di annoiarsi o di avvertire un senso di ripetitività. Dopo un uno-due iniziale giocato su velocità sostenute affiancate da aperture tastieristiche o brevi assoli (“Averno Resvrrectvris” e “Der Monarchristvs”) in una sorta di incrocio tra i Marduk di “Panzer Division Marduk” e gli Emperor di “Anthems To The Welkin At Dusk”, “I Bleed Black” inizia a sparigliare le carte, puntando su un mid tempo più riflessivo e ragionato. Ancor più lenta e a tinte occulte è la seguente “Devastate E Liberate (Libro Primo)”, che funge quasi come una sorta di preludio alla seconda metà dell’album, giocata più su influenze Thrash in cui fanno capolino elementi disparati come degli accenni di cori in perfetto stile ottantiano (“The Gift, Lemegeton” e, soprattutto, “Cvm Clave Diaboli” e “Demonmetal”) o dei pregevoli inserti di violino (“Lvzifer Démasqvé”). La chiusura è invece affidata ad una traccia in cui il violino torna a farla da padrone, con la sua trama sottile ed inquietante che sfocia in un lungo silenzio da cui riemerge una hidden track in cui delle incomprensibili voci femminili sembrano alle prese con una invocazione che suggella definitivamente questo lavoro. Tirando le somme, risulta dunque evidente che “Daemonarchrist” è un lavoro potente e sufficientemente variegato che, grazie anche ad una produzione davvero eccellente, può varcare i patri confini a testa alta e senza paura di sfigurare con i colossi, o presunti tali, del genere. Insomma, per una volta i Dimmu Borgir e compagnia bella lasciateli sullo scaffale e date credito ad una realtà italiana che non ha niente da invidiare loro, anzi.

BRIEF COMMENT: After more than ten years from their last full length, Heretical come back with “Dæmonarchrist – Dæmon Est Devs Inversvs”. Though Symphonic Black Metal is still the most important element of their sound, this time the band successfully manages to combine it with other influences giving birth to an intense and powerful album in which every song has its own identity.

Contatti: Facebook
Etichetta: Beyond Production
Anno di pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. VICarIVS fILII DeI (Inductio); 02. Averno Resvrrectvris; 03. Der Monarchristvs; 04. I Bleed Black; 05. Devastate E Liberate (Libro Primo); 06. The Gift, Lemegeton; 07. Lvzifer Démasqvé; 08. Cvm Clave Diaboli; 09. Demonmetal; 10. Mediator Dei (Conclusio)
Durata: 43:21 min.

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.