HOLYPHANT
“Holyphant”

Seguire il sacro verbo di Tony Iommi al fine di riportare il Metallo nella sua forma più pura ed incontaminata, ritengo che sia questo il compito che gli Holyphant si siano imposti al momento della loro creazione. Tuttavia, sebbene il terzetto capitanato dal cantante e chitarrista Bale veda nel sommo maestro di Birmigham il punto vitale su cui incentrare le composizioni di questo loro omonimo debutto, non è assolutamente possibile liquidare gli Holyphant semplicemente come cover band. I rimandi all’opera omnia dei Black Sabbath sono presenti ed evidenti sin dal primo ascolto, eppure gli Holyphant riescono in qualche maniera a fare uscire prepontemente la propria personalità compositiva. Il loro tenersi perfettamente nel mezzo tra Heavy e Doom, senza disdegnare nemmeno qualche passaggio ai limiti della psichedelia, come nel caso della sognante “Forgiveness” che potrebbe essere considerata un po’ la loro “Planet Caravan”, ne fanno un gruppo certamente retrò, eppure in qualche modo anche attuale. La produzione calda e potente di questo loro debutto evidenzia ulteriormente il loro voler andare diretti al sodo, oltre che dare il giusto spessore al timbro caldo ed evocativo di Bale. Poche ciance, le melodie ci sono, i riffs cazzuti anche, e se aggiungiamo che il frontman è dotato anche di un notevole gusto chitarristico, il quadro è presto fatto. Se proprio dovessi dare una indicazione al lettore per approcciarsi alla band, consiglio di ascoltarsi la triade “A New Omen”“Beholders Of Time”“The Shipwreck”, e trarne da se le proprie valutazioni. Insomma, c’è poco altro da aggiungere, gli Holyphant rimangono fuori dalla mia top 5 dello scorso anno soltanto per meri motivi temporali. Da tenere strettamente sotto controllo per il prossimo futuro.

BRIEF COMMENT: “Holyphant” is a self-produced debut that looks directly to the immortal riffs of Tony Iommi, but at the same time it’s also able to show a band with its own identity. In fact, the band has nice tunes, riffs and an interesting leader as Bane, a skilled guitar-player and a very talented singer. I think that tracks like “A New Omen”, “Beholders Of Time”, “The Shipwreck” are good examples for having a first contact with the music of the band.

Contatti: Facebook
Etichetta: Self-released
Anno di pubblicazione: 2017
TRACKLIST: 01. Hallucinations; 02. A New Omen; 03. Beholders Of Time; 04. The Shipwreck; 05. Life Denied; 06. The Matriarch; 07. Mystical Dimension; 08. Forgiveness; 09. The Cellar
Durata: 50:53 min.

Autore: KarmaKosmiK

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