HOTH
“Astral Necromancy”

Se tentare di decifrare un gruppo dal nome scelto è un po’ come cercare di farsi un’idea di un libro basandosi solamente sul titolo, è anche vero che alcuni monicker più di altri possono orientare e, in un certo qual modo, svelare le intenzioni di una band. Nel caso degli Hoth, un duo nato dalle menti di Eric Peters e David Dees, l’uso di un nome che rimanda apertamente all’universo di Star Wars, ed in particolare al gelido pianeta su cui si trovano i nostri prodi all’inizio de “L’Impero Colpisce Ancora”, di sicuro indirizza verso tematiche sci-fi. A differenza di quanto erroneamente pensavo accingendomi a sentire questo “Astral Necromancy”, loro terza fatica sulla lunga distanza che segue il tutt’altro che disprezzabile “Oathbreaker”, musicalmente i nostri non sono però vicini ai territori esplorati dai Voivod o dai Vektor, muovendosi piuttosto in quella zona d’ombra che è a metà strada tra il Black Metal ed il Melodic Death. L’idea tutto sommato abbastanza semplice e, per certi versi, banale dei nostri è infatti quella di attingere a piene mani dalla lezione impartita da Jon Nödtveidt ed i suoi Dissection e dalla scena Death svedese, andando poi a diluire ulteriormente qua e là il tutto con degli spunti che ammiccano ora alla tradizione Heavy ora a quella Power e con un cantato che si avvicina a quello di Abbath, pur non avendone la stessa asprezza (il che non è per forza un male, anzi). Il risultato, a dispetto delle premesse, è qualcosa di maledettamente efficace non tanto a livello innovativo, penso infatti alle volte in cui c’è un palese rimando a riff più o meno noti, ma perché, nel loro essere derivativi, gli Hoth ci mettono molto del loro, amalgamando alla perfezione queste influenze e dando quel tocco in più che non fa risultare stucchevoli i vari brani ma, al contrario, li rende godibilissimi. Insomma, questo “Astral Necromancy” non sarà certo un album che fa dell’originalità il suo punto di forza, ma con esso gli Hoth dimostrano che è comunque possibile creare, se si hanno le qualità, a dei gioiellini davvero niente male. Imperdibile, soprattutto se siete dei nostalgici delle sonorità di metà anni novanta.

BRIEF COMMENT: Highly influenced by Scandinavian Extreme Metal, Hoth‘s third full length “Astral Necromancy” is a stunning album where the American duo has crafted eleven songs full of majestic atmospheres and mesmerising riffs. A must have.

Contatti: Sito Ufficiale
Etichetta: Epicurus Records
Anno di pubblicazione: 2018
TRACKLIST: 01. Vengeance; 02. The Living Dreams Of A Dead God; 03. The Horrid Truth; 04. Passage Into Entropy; 05. Citadel Of The Necromancer; 06. Ad Inane Precatio; 07. The Gathering Of The Accursed Artifacts; 08. Ascension; 09. Journey Into The Eternal Winter; 10. The Void Between The Stars; 11. Solitude
Durata: 50:19 min.

Autore: Iconoclasta

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