IL VUOTO
“Weakness”

Anche se non mi precludendo per partito preso l’ascolto di alcun genere, devo però ammettere che, tranne rare e lodevoli eccezioni, difficilmente le uscite che esulano dai miei gusti musicali riescono a tenermi incollato alle cuffie e a coinvolgermi come invece accade per le altre. Così, se con il Doom va bene ma non benissimo, con il Drone andiamo decisamente peggio, tanto che spesso mi limito a soltanto pochi minuti per capire se si tratta di qualcosa che possa fare al caso mio. Tutto questo per dire che questo “Weakness”, debutto sulla lunga distanza per il progetto Il Vuoto, portato avanti dalla mente dietro a Chiral, sulla carta avrebbe dovuto essere un ascolto ostico visto che veniva etichettato come Drone/Funeral Doom. Ciò si è rivelato solo in parte vero, sia per merito del suo autore sia per una vicinanza, quantomeno a livello d’atmosfere, con i Beatrik più lenti e claustrofobici di “Requiem Of December”, circostanza che credo mi abbia in qualche modo invogliato a non mettere frettolosamente da parte il disco. Ho usato proprio l’aggettivo “claustrofobico” perché, in fin dei conti, è quello che meglio descrive le sensazioni che affiorano durante i quaranta minuti abbondanti di “Weakness”, un lavoro che s’insinua pian piano nella mente dell’ascoltatore, trascinandolo in un vortice plumbeo e soffocante che difficilmente darà scampo. Come ho lascito intendere già qualche riga fa, la definizione del genere proposto è un po’ fuorviante, visto che la componente Drone è, per mia soddisfazione, assai secondaria rispetto a quella Funeral Doom, che d’altra parte è spesso addolcita, passatemi il termine, dall’utilizzo del piano (“And Night Devours Me”, “And Night Took Her” e “Closure XVII”) e da un lieve ma abbastanza persistente substrato sonoro quasi melodico, che può richiamare un certo tipo di Post-Rock a tinte Depressive quando non i Katatonia di “Brave Murder Day”, penso a “I, Essence Of Nothingness”, o gli Opeth, si senta lo splendido e malinconico finale di “Sea Of Emptiness”. Insomma, di influenze più o meno evidenti ne emergono parecchie durante i sette brani proposti, ma il nostro sembra aver saputo mediare in modo convincente le varie anime che pulsano nel progetto, confermando di avere una vena creativa davvero molto ispirata dopo le già ottime prestazioni offerte con Chiral. In conclusione, da fruitore occasionale del genere posso dire che “Weakness” da il meglio di sé in “I, Essence Of Nothingness” e nei momenti più lontani dal Drone, parere peraltro imputabile solo ai miei gusti personali e non ad oggettive considerazioni di carattere musicale, tenendoci comunque a rimarcare come esso risulti apprezzabile anche e nonostante tali episodi, cosa che credo sia una sorta di attestato di qualità che dovrebbe valere più di mille altre parole.

BRIEF COMMENT: “Weakness”, first full length by Il Vuoto, a project created by Chiral‘s mastermind, is an album in which an eerie Funeral Doom is merged with Drone elements and some latent influences from Katatonia and Opeth. Though I’m not really into this kind of music, I have to admit that most of the songs do their job pretty well, giving birth to dark and claustrophobic atmospheres that’ll surely satisfy every fan of the genre.

Contatti: Facebook
Etichetta: Satanarsa Records
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. And Night Devours Me; 02. The Harvest; 03. Sea Of Emptiness; 04. And Night Took Her; 05. Through Mirrors I Saw The Ghost Of Me; 06. I, Essence Of Nothingness; 07. Closure XVII
Durata: 45:34 min.

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.