INQUISITION
“Obscure Verses For The Multiverse”

Dopo un’inarrestabile ascesa che li aveva visti passare dall’ancora acerbo album d’esordio “Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult” a quella fulgida gemma che risponde al nome di “Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”, non nascondo che ero davvero curioso di andare a constatare se gli Inquisition sarebbero stati in grado di ripetersi ad alti livelli.

Per quanto mi fossi prefissato di non fare paragoni con il loro ultimo lavoro, durante i primi ascolti di questa sesta fatica del duo americano ammetto che è stato difficile non avvertire una sorta di calo d’interesse, o quantomeno un misto di malcelata delusione e di già sentito. Durante gli oltre cinquanta minuti in cui si dipanano i nove brani (più una bonus track, ripresa da “Nefarious Dismal Orations”) di questo “Obscure Verses For The Multiverse”, la sensazione non era infatti che gli Inquisition avessero smesso improvvisamente di saper suonare o, peggio ancora, avessero stravolto il loro tipico sound, quanto piuttosto che mancasse quel qualcosa di indefinito in grado di rendere i brani immediatamente coinvolgenti e, in definitiva, personali, con la parziale eccezione dell’uno-due iniziale “Force Of The Floating Tomb” e “Darkness Flows Towards Unseen Horizons”. Con il passare degli ascolti “Obscure Verses For The Multiverse” ha però iniziato a ritagliarsi un proprio spazio sempre più importante, liberandosi progressivamente della sua apparente incompiutezza e dispiegando tutto il suo effettivo potenziale, fatto di lenti e sinistri arpeggi pronti ad esplodere in vorticosi riff o in brevi assoli dal forte gusto melodico, il tutto sempre sovrastato dall’inconfondibile voce di Dagon. Ecco allora che, oltre ai brani succitati, iniziano a scolpirsi nella mente il riffing tagliente della title track o le morbose melodie che fanno la loro comparsa in “Master Of The Cosmological Black Cauldron”, nell’ammaliante “Joined By Dark Matter, Repelled By Dark Energy” o in “Inversion Of Ethereal White Stars”, quasi canticchiabile nella sua linea vocale portante. A suggellare il tutto ci pensa poi la solita buona produzione, precisa e curata, che non fa sentire l’assenza del basso e un reparto testi ben lontano dai classici cliché tutto Satana e caproni. Insomma, non raggiungerà i picchi compositivi di un “Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm” e non ne possiederà l’immediatezza e l’originalità, ma una volta che si riuscirà ad entrare tra le sue molteplici sfaccettature questo nuovo album degli Inquisition non potrà che confermarli, ancora una volta e se mai ce ne fosse stato bisogno, tra le migliori band in ambito Black Metal.

BRIEF COMMENT: “Obscure Verses For The Multiverse”, sixth full length by Inquisition, continues on the path traced by “Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”. Though it doesn’t reach its level, this new album shows once again a lot of good tracks, upholding the american duo as one of the best Black Metal bands.

Contatti: Bandcamp
Etichetta: Season Of Mist
Anno di pubblicazione: 2013
TRACKLIST: 01. Force Of The Floating Tomb; 02. Darkness Flows Towards Unseen Horizons; 03. Obscure Verses For The Multiverse; 04. Spiritual Plasma Evocation; 05. Master Of The Cosmological Black Cauldron; 06. Joined By Dark Matter, Repelled By Dark Energy; 07. Arrival Of Eons After; 08. Inversion Of Ethereal White Stars; 09. Infinite Interstellar Genocide; 10. Where Darkness Is Lord And Death The Beginning (Bonus Track)
Durata: 52:29 min.

Autore: Iconoclasta

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