INQUISITION
“Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”

“Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm” segna il ritorno sulle scene degli Inquisition dopo ben quattro anni di assenza, spezzando un’attesa che cominciava a farsi sentire. Dagon e Incubus propongono dieci rituali per una durata che supera i quaranta minuti nei quali la band si mostra davvero in grande spolvero.

Il trademark della band è rimasto immutato, a partire dalle vocals immediatamente riconoscibili di Dagon e dal sound denso attraversato da riffs agghiaccianti dalle tinte cupe. All’aura arcana che da sempre accompagna le sonorità degli Inquisition, si aggiungono, questa volta, atmosfere “ariose”, gelide e conturbanti che ci proiettano direttamente negli spazi siderali del macrocosmo mistico e perpetuo. E’ una sensazione che si prova sin dall’opener “Astral Path To Supreme Majesties”, nella quale convivono la violenza travolgente e abrasiva sostenuta da un blast beat selvaggio e arpeggi dal sapore maestoso e “antico”, e che si intensifica con “Desolate Funeral Chant”. Questo pezzo è l’annichilimento della luce e della vita fatto in musica grazie alla ritmica lenta ma incalzante sulla quale si innestano fraseggi potenti, lugubri e dai riverberi spettrali. Era da tempo che non sentivo, in ambito Black Metal, un pezzo tanto alienante e ipnotico come quello proposto dagli Inquisition, capace di farci viaggiare in meandri oscuri e desolati per sette minuti che hanno il sapore dell’eternità. Il resto è un susseguirsi dall’alto valore compositivo come “Cosmic Invocation Rites”, pezzo al cardiopalma dai risvolti plumbei nel quale serpeggiano melodie ruvide e malsane, e “Crepuscular Battle Hymn”, traccia dotata di un forte impatto sonoro e gran “groove” soprattutto per le strutture vorticose e variegate del riffing e per il drumming spacca ossa che la contraddistingue, mai monotono. Altro pezzo ricco di pathos è la titletrack, in cui sono presenti dinamiche meno immediate e più elaborate rispetto alla maggior parte delle canzoni presenti nel disco. A dominare sono ritmi cadenzati e mid tempo letali in cui serpeggiano malvagità e sensazioni negative a profusione, sprigionate da riff arcigni e penetranti. Gli Inquisition si dimostrano veri e propri maestri in questi pezzi all’apparenza più calmi ma in grado di toccare la dimensione più buia e contorta della nostra interiorità grazie ad atmosfere in continuo crescendo dal sapore crepuscolare e misterioso capaci di proiettarci negli abissi cosmici.

Arricchito da un artwortk particolare che si discosta dai soliti arcidiavoli e caproni “ingrifati”, questo nuovo album degli Inquisition è un perfetto connubio di maestosità e furia cieca in grado di incantare sia i fan di vecchia data sia i nuovi adepti grazie ad un sound che non smette di regalare emozioni dopo il primo ascolto ma che, al contrario, si amplificano con il passare del tempo.

BRIEF COMMENT: “Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm”, the fifth astonishing album by Inquisition, combines freezing and ghastly melodies with twisted patterns and triumphant mood, conveying a sense of endless hate and darkness. One of the best Black Metal album of 2010.

Etichetta: No Colours Records
Anno di pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Astral Path To Supreme Majesties; 02. Command Of The Dark Crown; 03. Desolate Funeral Chant; 04. Cosmic Invocation Rites; 05. Conjuration; 06. Upon The Fire Winged Demon; 07. Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm; 08. Crepuscular Battle Hymn;
09. Hymn For A Dead Star; 10. Across The Abyss Ancient Horns Bray
Durata: 41:50 min.

Autore: Nivehlein

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