INTERVISTA ABOUT ABORTIONS – Solitudo Cyfer & Thirteen Forever

Stranianti e spiazzanti, così avevo definito il duo About Abortions in occasione della recensione del loro primo full-leght “Substance Of My Psychosis”. Visto l’interesse che tale lavoro aveva suscitato nel sottoscritto, Hypnos Webzine è andata ad intervistare Solitudo Cyfer e Thirteen Forever….

Hail About Abortions! Benvenuti su Hypnos Webzine e grazie per aver accettato questa intervista! Direi che per iniziare potete raccontarci un po’ la vostra storia e soprattutto spiegare il motivo della scelta di un nome così forte.

Solitudo Cyfer: Ci siamo conosciuti casualmente in un negozio di CD della nostra città attuale (Ferrara), quando eravamo ancora ragazzini. Abbiamo da subito capito che tra noi due c’era una grossa intesa, non solo a livello musicale, ma anche per problemi comuni ad entrambi (come bullismo pesante a scuola e famiglie problematiche, nonché problemi di salute fisica e mentale); da qui è nata una grandissima amicizia che dura tutt’oggi. Frequentandoci, abbiamo scoperto, non solo che amavamo gli stessi generi musicali, ma che stavamo imparando a suonare da autodidatti ciascuno uno strumento diverso, io la chitarra e Thirteen Forever la batteria, così abbiamo cominciato ad allenarci insieme per divertimento (questo nel 2006). Più tardi, nel 2008, abbiamo cercato di formare una vera e propria band Black Metal di almeno 4 elementi, ma purtroppo il progetto si interruppe con i gravi danni fisici, riportati da Thirteen Forever in un grave incidente d’auto avvenuto nel settembre del 2009. Quindi, dopo una intensa riabilitazione, nel 2012 ci ritrovammo di nuovo a suonare da soli. Stanchi di cercare persone con gusti musicali affini ai nostri, decidemmo nel Dicembre 2012 di formare una Two-Men-Band che sono poi gli attuali About Abortions. Precisiamo comunque che nei due anni precedenti, durante il periodo di riabilitazione di Thirteen, imparammo anche a suonare altri strumenti: io il basso e Thirteen la tastiera/pianoforte, in più imparammo la tecnica dello Scream per cantare. Quando abbiamo formato gli About Abortions abbiamo deciso di comune accordo di cambiare leggermente il genere musicale a cui ci ispiravamo quando eravamo in quattro membri, perciò da Pure Black Metal ci spostammo sul Depressive Suicidal Black Metal (DSBM), in quanto era più consono ai pressanti e pesanti problemi del momento e all’umore, alquanto triste e travagliato che avevamo sempre avuto, ma che era peggiorato a quell’epoca. Il nome della band è stato deciso perché entrambi ci rispecchiamo nei due concetti che questo nome vuole esprimere: il primo è che ci vediamo e ci sentiamo come due “Aborti della Natura”, due Mostri, due Freaks, due persone diverse da tutto e da tutti, a causa dei nostri problemi fisici e mentali piuttosto invalidanti; il secondo significato, non meno importante del primo, è quello che noi concepiamo l’Aborto come Forma Primaria Di Suicidio Assistito, in quanto il feto non può certo decidere se vivere o morire, se venire al mondo o meno, ma dal momento che, fino ad ora, noi due non abbiamo ancora trovato una persona che in vita sua non abbia mai pronunciato le fatidiche parole “Vorrei Non Essere Mai Nato!”, supponiamo che l’istinto primario del nostro “Es” sia quello di Non Vivere, di Morire, di Non Nascere per non soffrire, perciò, secondo il nostro concetto, un feto, se potesse, deciderebbe per l’Aborto per evitarsi qualsiasi tipo di sofferenza ,alquanto inutile, nel futuro.

“Substance Of My Psychosis” è il vostro unico full-lenght, titolo che sembra mostrare una forte connessione tra la vostra musica ed il dramma della malattia mentale. Quali sono queste sostanze di cui parlate nel titolo? E’ una sorta di metafora della musica come supporto ai propri malesseri interiori oppure gli elementi che hanno invece causato la malattia?

Thirteen Forever: Il titolo “Substance Of My Psychosis” è stato creato per riassumere in 4 parole tutti i contenuti dell’Album stesso. Questi contenuti, che sono poi le sei canzoni, descrivono ognuno uno stato d’animo diverso, partendo dalla rabbia, l’odio per la società e per la gente cattiva di “Amputation Of Torment”, la voglia di cercare nel coma uno stato di assoluta tranquillità per scappare da una vita opprimente di ”No More Cerebral Activity”, per arrivare alla distruzione totale della propria anima, dell’orgoglio e all’idea di non sentire più nulla, nemmeno da svegli, se non soltanto il dolore e la tristezza che aumentano a dismisura, fino a farti esplodere e farti sentire solo una piccola carcassa vuota e fatta a pezzi di “Nothing In Nothingness”, passando poi da un concetto di apparente indifferenza, dove la tribolazione e l’angoscia regnano sovrani, ma la gente non capisce e ti addita come egoista solo perché vuoi sparire nel nulla per le tue sofferenze di “Dissolve In The Wind”, arrivando ad una storia reale di Cyber-Bullismo capitata a me e Solitudo in quel periodo, una storia che ci aveva ridotto il morale a brandelli, tanto da non vedere più altre vie di fuga se non il lasciarsi andare agli eventi ed eventualmente morire di “Last Breath Of Sorrow”, finendo con la storia di cinque tentativi di suicidio non riusciti e il sesto che va a buon fine di un ragazzo che chiedeva sempre “Scusa di essere nato”, ispirati ai miei 5 primi tentativi di suicidio reali di “White Death Into The Sleep”. Alla fine “Substance Of My Psychosis” è un titolo che riassume sentimenti negativi generati dalla mente travagliata di due individui sofferenti di reali psicosi generate da vere e proprie malattie e non solo dall’umore instabile; è una serie di fatti reali, pensieri ed emozioni inquietanti e pesanti che circolano dentro alla testa ed ai ricordi di due veri malati di mente; un titolo generato da malattia ed iperemotività , da ipersensibilità e problemi reali che si instaurano quando la malattia mentale non è più solo una moda per spiegare un genere musicale, ma diventano fattori conduttori dell’esistenza di due persone vere che spesso non possono più gestire a pieno la loro vita e rischiano di farli esplodere, facendoli, così, perdere dentro al loro strano mondo opprimente e claustrofobico, pieno di frustrazioni e situazioni instabili molto difficili da gestire, al limite della comprensione umana.

Prima di passare a parlare della vostra musica, vorrei un attimo soffermarmi sulla vostra immagine. Questo perchè, pur possedendo una estetica piuttosto comune nell’ambito del Depressive, ha un qualche cosa che mi ha colpito e creato disagio. Un esempio è sicuramente la copertina di “Substance Of My Psychosis”, una strana scultura deforme davvero inquietante. Di chi è opera e come si rapporta al contenuto del disco?

Solitudo Cyfer: L’immagine di copertina di cui parli l’abbiamo creata noi. E’ frutto di una sovrapposizione di immagini già esistenti che raffigurano, in particolare la Morte chiusa su se stessa in un abbraccio mortale e una testa umana che esplode. Sovrapponendo tali immagini si ottiene un’immagine unica, dove sembra che la Morte stritoli letteralmente la testa di quell’ uomo, fino a farla esplodere. Il significato di questa raffigurazione è che la Morte ti gira continuamente in testa fino a farti esplodere pensieri negativi e suicidi per tutto il dolore e i problemi che ti gravitano attorno. E’ strettamente connessa con quanto è contenuto nel full-length, perché le canzoni, appunto, parlano di questi argomenti così bui e ossessionanti che hanno invaso pian piano le nostre vite. Inoltre, raffigura molto bene il titolo dell’album, perché sono per l’appunto le Psicosi che spesso ci riempiono di pensieri opprimenti ed angoscianti, deprimenti e intollerabili, fino a farci scoppiare le nostre teste e a portarci ad auto distruggerci anche attraverso l’autolesionismo ed a volte portandoci direttamente fino al suicidio.

Arrivando finalmente a parlare di musica, il vostro genere si ancora fortemente al Depressive, ma ritengo che i vostri brani maggiormente riusciti, e mi riferisco a “Nothing In Nothingness” e “Dissolve In The Wind”, possiedano una forte anima Dark Wave che amplifica maggiormente il senso di estraniazione e sofferenza dei brani. Siete d’accordo con questa mia affermazione? Quali ritenete che siano le vostre principali influenze musicali?

Thirteen Forever: A parte il Depressive, i generi che ci hanno maggiormente influenzato sono stati inizialmente (riferendoci alla nostra prima demo “Those Who Want To Kill Me?”) il Drone Doom Metal, la Dark Ambient e il Raw Black Metal. Tracce di questo si possono trovare anche in “Amputation Of Torment”, che è il primo brano di “Substance Of My Psychosis”. Successivamente altri generi a cui ci siamo ispirati sono stati: Blackgaze, Post Black Metal, Atmospheric Black Metal, Funeral Doom Metal ed Experimentally Black Metal. Dobbiamo però ammettere che non siamo del tutto esenti dall’aver toccato punte di atmosfere Dark Wave in alcuni brani, come ad esempio la canzone sperimentale a tre voci (tutte e tre nostre, due in Scream e una in Clean) “White Death Into The Sleep”. Vorrei far presente che quelle poche vene di Dark Wave che si possono intravedere, a nostro avviso, praticamente solo in “White Death Into The Sleep”, sono residui della musica che ascoltavo da bambino, a causa di una grande passione di mia madre per questa musica e che poi ho trasmesso a Solitudo quando ci eravamo appena conosciuti. Riteniamo, in ogni caso, che “Nothing In Nothingness” e “Dissolve In The Wind” non siano state particolarmente sfiorate da queste influenze, ma piuttosto che abbiano preso spunto, più che da dei generi musicali in sé e per sé, da delle band DSBM che noi amiamo molto.

L’altro punto di forza è senz’altro l’uso delle doppie vocal, i cui timbri usati sono davvero strani ed inquietanti, ma soprattutto in alcune tracce si nota subito una loro perfetta simbiosi con la musica, e qui cito di nuovo “Nothing In Nothingness”. Da dove è nata l’idea di cantare in simultanea e come pensate le linee vocali?

Thirteen Forever: Uscivo da un periodo molto nero. Dopo il mio incidente d’auto, durante la riabilitazione, dopo un quarto tentativo di suicidio che mi aveva portato alla morte e al ritorno forzato dai medici, attraverso un defibrillatore, dovetti fare Teatro per riabilitare sia corpo che spirito. Lì, un bravo regista mi insegnò ad usare la voce ed a cantare, così successivamente insegnai queste tecniche anche a Solitudo. Insieme provavamo e riprovavamo tecniche di Scream e Growl, fino al punto che, non trovando mai un cantante per la nostra nuova band, ci venne l’idea che, se formavamo una Two-Men-Band, uno di noi poteva essere anche il vocalist. Il fatto è che non sapevamo mai deciderci chi dei due avesse la voce più incisiva, sofferente, inquietante e trasmissiva per militare nel DSBM; così un giorno che stavamo provando “Litany Of Death” (secondo brano del nostro demo), ci trovammo, nella foga delle prove, a cantarlo casualmente in contemporanea e subito notammo che quella formula funzionava molto meglio delle nostre due voci separate, così abbiamo iniziato a cantare in simultanea e abbiamo deciso di mantenere questa linea di due First-Vocals. Per quanto riguarda le linee vocali, in genere sono io che le studio e le preparo, basandomi sulle lyrics che ho scritto, ma soprattutto affidandomi alle sensazioni ed emozioni che mi fa provare proprio in quei momenti la nostra musica. Non c’è nessuna formula alchemica, solo il lasciarsi trasportare dalle intense emozioni.

A questo punto vorrei davvero chiedervi come è nata “Nothing In Nothingness” e di cosa parla il testo, visto che l’interpretazione vocale è davvero da brividi. Mi pare anche di aver letto in una vostra intervista che la registrazione del brano ha avuto alcuni contrattempi.

Solitudo Cyfer: “Nothing In Nothingness” è senza dubbio uno dei brani più sentiti e riusciti che abbiamo mai scritto. E’ nata casualmente da una banalissima serie di accordi di pianoforte senza pretese, che stavo suonando io, un giorno, per noia, durante delle prove. Solitudo, che fino a quel momento sembrava non essere ispirato da niente, mi disse “Rifallo un po’!…” ed io ricominciai a ripetere quegli accordi di piano e lui mi venne dietro con la chitarra ricavandone quel bellissimo e straziante accordo in Clean che caratterizza tutto il pezzo. La costruzione di questo brano fu strana: partì come un brano acustico, registrando prima chitarra e pianoforte, dopo ci aggiunsi la batteria e poi abbiamo chiesto aiuto a una nostra amica, Francesca D’Avorio, la quale studia violino e violoncello al Conservatorio di Ferrara, per realizzare la parte degli archi. Il testo mi venne di getto e tutto d’un fiato dopo aver ascoltato la base musicale totale che avevamo così ottenuto. Cito testualmente: “Why can’t I open that?” (“Perché non posso aprire quello?”) è una frase che si ripete spesso in “Nothing In Nothingness” , dove “quello” non è altro che un oggetto dei nostri desideri indefinito che può essere identificato con qualsiasi cosa si desideri aprire, (un sogno in un cassetto, una porta, il proprio cuore, una bara etc). Il resto del testo è una serie di sensazioni e di sentimenti che si provano in un contesto di sconforto totale, quando pensi che la tua vita non abbia più un valore reale e quando ti senti murato vivo nella tua casa, con una perdita totale di orgoglio e di controllo sugli eventi e il vuoto irreale ed inquietante che ti inghiotte pian piano fino a non farti sentire più nessun tipo di emozione da quanto hai gridato e pianto durante i giorni e le notti che sembravano per te infinite. Per comprendere meglio questo testo sarebbe buona cosa leggerlo integralmente; (i nostri testi sono tutti disponibili sul nostro Bandcamp e nella sezione “Mostra Altro” di ogni nostro singolo video YouTube). Si, hai letto bene, per la realizzazione di questo pezzo ci sono stati diversi contrattempi; infatti abbiamo dovuto realizzarlo due volte, risuonare tutto da capo, richiamare Francesca per la sua parte e ricantare tutto di nuovo, al punto che eravamo esasperati ed esausti; e tutto questo perché ci si era cancellato tutto l’arrangiamento! Ci abbiamo impiegato ben 3 mesi pieni per realizzarlo, ma a quanto pare ne è valsa la pena.

Un’altra cosa che ho messo in evidenza nella recensione di “Substance Of My Psychosis” è il grosso salto di qualità tra i primi due brani e “Nothing In Nothingness”. Non lo so, ma sembra quasi di sentire due band completamente diverse. E’ questa solo una mia impressione personale?

Solitudo Cyfer: Non è esattamente un salto di qualità, piuttosto si tratta del fatto che volevamo allacciare il nostro primo full-fength, che è per l’ appunto “Substance Of My Psychosis”, al nostro primo demo “Those Who Want To Kill Me?”. Per capire questo allacciamento si dovrebbe ascoltare quel primo lavoro, ma se vogliamo spiegarlo in parole povere, il brano che apre il nostro album , ovverosia “Amputation Of Torment”, mantiene la linea musicale che avevamo adoperato per realizzare “Those Who Want To Kill Me?”, cioè chitarre elaborate in maniera più che Drone Doom Metal o Experimentally, chitarre scordate all’inverosimile e parecchio difficili da suonare, anche se in realtà il suono che ne fuoriesce potrebbe apparire a molte orecchie come un semplice e banalissimo rumore di fondo; in realtà dietro questa metodica, apparentemente molto barbara e rudimentale, c’è molta tecnica, quasi più che in alcuni brani eseguiti in maniera pulita e tradizionale. Il secondo brano, “No More Cerebral Activity”, doveva invece fungere da linea di unione tra il nostro vecchio stile e i nuovi About Abortions e quindi è una via di mezzo tra i vecchi lavori ed i nuovi. Non a caso è anche l’unico brano in tutta la carriera della nostra band che ha una particolarità rispetto a tutti gli altri e cioè che io e Thirteen in due tratti del brano cantiamo separatamente, proprio per distinguerlo da tutto ciò che era avvenuto prima e da tutto quello che sarebbe avvenuto dopo. E’ stato usato questo metodo di approccio, per passare dallo stile vecchio al nuovo, senza creare negli ascoltatori che hanno apprezzato il nostro primo demo, lo sconvolgimento classico che si crea in un ammiratore, quando, da un primo lavoro al successivo c’è troppo distacco di sonorità. Quindi è stata più una scelta dettata da un voler far capire ai nostri primi fan che non eravamo cambiati, che eravamo sempre gli About Abortions di un tempo, soltanto con qualcosa di nuovo da presentare.

Come avviene la costruzione di un vostro brano?

Thirteen Forever: Solitamente, funziona circa così: durante le prove, primariamente, Solitudo cerca e trova un riff di chitarra che piaccia ad entrambi; quando questo avviene, io provo ad andargli dietro con la batteria. Una volta instaurata una bell’intesa tra first guitar e batteria, si registra tutto quando attraverso un PC. Successivamente vengono costruite, sempre da Solitudo, le seconde chitarre o la lead guitar ed eventualmente, se il brano lo prevede, registriamo anche il piano/tastiere che, ovviamente, suono io. Poi, in un terzo momento, se crediamo che effettivamente necessiti per creare un’atmosfera più cupa, sempre Solitudo aggiungerà alla registrazione trafiletti di basso. Una volta ottenuta la base musicale totale, complessiva di mixing e mastering, io, che sono il compositore delle lyric, ascolto più e più volte il brano fino a quando un testo mi compare quasi dal nulla. Una volta ottenuto anche un abbozzo di testo, cerco una possibile linea vocale, cantando quelle parole, spesso ancora informi, lasciandomi trasportare dalle emozioni e dal pathos stesso della musica, cambiando, se necessario, anche alcuni trafiletti delle lyric, in modo da adattarle meglio alla linea vocale, senza però perdere il significato originale di ciò che intendo trasmettere con le parole. Una volta fatto tutto ciò, non ci resta che cantarlo, fare nuovamente mixing e mastering …et voilà… il brano è fatto!

Guardando la vostra pagina Bandcamp si vede che siete molto attivi e prolifici tra singoli e split. Quale di queste ultime vostre uscite consigliereste l’ascolto per approfondire la vostra musica?

Solitudo Cyfer: Sicuramente, per comprendere meglio il percorso fatto da About Abortions, consiglieremmo vivamente il nostro primo demo “Those Who Want To Kill Me?”, anche se dobbiamo ammettere che è per veri intenditori del genere e non per tutte le orecchie; tra i vari split, a nostro parere, è sicuramente da prendere in considerazione “Death Waltz”, perché non solo è il nostro lavoro più curato dal punto di vista di mixing e mastering, ma contiene due nostri brani che hanno una storia particolare, ovvero il cantato è stato registrato in veri attimi di crisi alienante da stress e crollo psicotico di entrambi. Un altro split degno di nota è “…Click The Switch…End It All…!!!”, dal momento che contiene due nostri brani significativi, l’uno “Sweet Pills For Profanate My Soul” che parla di un esperienza realmente accaduta, vissuta da Thirteen dentro ad un ospedale psichiatrico, dopo un ennesimo tentativo di suicidio con pillole; l’altro, “Destructive Like A Blow”, che, a nostro avviso, è uno dei brani con la stessa intensità e pathos emotivo totale creato da musica, testi e voci paragonabile a “Nothing In Nothingness”.

Cosa avete in preparazione per questo 2015? Avete in programma qualche altra nuova uscita?

Solitudo Cyfer: Certamente! Stiamo già lavorando ad un nuovo album, che si dovrebbe avvalere anche di diverse collaborazioni; e se va tutto bene, dovrebbe uscire a fine 2015 massimo inizio 2016. In più, dovrebbe uscire intorno a metà anno, forse anche prima, un mini-split in collaborazione con Zoloft Evra, ma non siamo ancora del tutto sicuri dei tempi di rilascio. Avevamo anche in programmazione un’altro 4 ways-split che avrebbe dovuto uscire all’incirca tra Marzo e Aprile, ma purtroppo sembra che un paio delle quattro band partecipanti abbiano avuto dei contrattempi sulla realizzazione dei loro brani, perciò non sappiamo ancora nulla di certo riguardo a questo lavoro.

Avete fatto qualche data live o gli About Abortions sono soltanto una studio band?

Solitudo Cyfer: Gli About Abortions, purtroppo, possono essere solo una studio-band. Il problema maggiore del partecipare a dei live è dato dall’invalidità del batterista Thirteen Forever, che purtroppo, per i suoi problemi cardiaci causati dalla sua malattia genetica e dopo quel fatidico incidente d’auto, non può più suonare il suo strumento per più di pochi minuti alla volta. Perciò sarebbe impossibilitato a sostenere un live per intero. Io, per par condicio, non voglio presentarmi su di un palco senza di lui alla batteria, quindi gli About Abortions, pensiamo, rimarranno sempre e solo una studio-band.

Direi che con questa domanda abbiamo finito. Grazie ancora per la disponibilità e lascio a voi la chiusura di questa intervista.

Solitudo Cyfer & Thirteen Forever: About Abortions: non solo un nome cupo e pieno di controversie, ma anche una band che quando suona, canta e compone ci mette l’anima. Tutta quell’anima che tutti noi ci sentiamo portata via da tempo, quell’anima perduta e ritrovata milioni di volte da chiunque abbia sofferto tanto nella vita. Se volete fare un’esperienza unica e diversa nel panorama DSBM, ascoltateci e dentro alle nostre canzoni potrete ritrovare dei pezzetti della vostra anima che erano andati perduti da tempo e che si ricongiungeranno a voi attraverso le nostre note, le nostre voci e i nostri testi. Con infinito affetto a tutti quelli che ci seguono, che ci hanno sempre seguito fin dal principio e che ci seguiranno anche in futuro, un caloroso saluto Black Metal da Solitudo Cyfer & Thirteen Forever degli About Abortions.

Autore: KarmaKosmiK

2 pensieri su “INTERVISTA ABOUT ABORTIONS – Solitudo Cyfer & Thirteen Forever

  1. Cari ragazzi, ho letto la vostra intervista tutto d’ un fiato e, devo essere sincero, mi avete impressionato !!! nonostante le vostre gravi problematiche ho colto la vostra bellezza d’ animo e un istinto superiore per la creazione dei vostri brani. Ho ascoltato con vero interesse alcune delle vostre canzoni ed anche se non appartengono al mio genere musicale, posso sicuramente dire, ( sono parole che vengono dal cuore ), voi vivete e dovete vivere, c’ è un mondo intorno che ha bisogno delle vostre composizioni, ci sono tanti ragazzi e ragazze che come voi hanno mille problemi e, per loro rappresentate la speranza, perché il messaggio che viene dalla vostra musica è univoco, ” ce la si può fare ” e ne siete la dimostrazione, ce l’ avete fatta tra mille difficoltà e drammatici problemi. BRAVI !!!

  2. Nonostante tutti i problemi avete un gran cuore! Son fiero di conoscervi e spero continuiate a ispirare le persone con la vostra magnifica musica, sempre originale e ben distinta! Solo bella figura 😉

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