INTERVISTA ANNWFYN – Floris

Rimasti colpiti dal suo ammaliante EP di debutto “Zicht”, Hypnos Webzine non si è lasciata sfuggire la possibilità di una chiacchierata con Floris, mastermind della one man band olandese Annwfyn.

Ciao Floris. Per prima cosa voglio chiederti cosa ti ha spinto a creare Annwfyn pur essendo già attivo con il progetto Meslamtaea. Quando hai iniziato questo nuova avventura e qual era il tuo obiettivo principale?

Floris: Per me la musica è una forma d’arte, un modo per esprimere e tradurre i miei stati d’animo, pensieri ed esperienze. Nel corso degli anni il progetto Meslamtaea si è evoluto da un’entità tipicamente Black Metal in un qualcosa di più personale (un esempio è la traccia “Slaapwandelaar”). Questo è stato il momento in cui l’idea di tradurre il mio mondo interiore in suoni è divenuta molto più importante del suonare riff pesanti con chitarre distorte e dell’urlare a squarciagola. Ho Intitolato quel LP “Gedachten” (pensieri) e ho deciso di dedicarmi a qualcosa di nuovo, in modo da mantenere la stessa atmosfera ma senza dover ricorrere ai tipici elementi Black Metal. Tutto ciò si è concretizzato nel progetto Annwfyn, che come è avvenuto per l’ultima incarnazione dei Meslamtaea, è un incrocio di differenti stili, sonorità e generi. Per certi versi una musica eterea multi-strutturata per ascoltatori dalla mentalità aperta. Penso che la musica debba essere ascoltata attentamente per poter essere capita appieno. Essa è alquanto delicata e stratificata: c’è molta carne al fuoco. Nessuno si aspettava che si riuscisse a ritagliare un po’ di spazio, e non potevo certo prevedere se sarebbe stata apprezzata dalla comunità Metal piuttosto che dal pubblico Post-Rock/Metal Shoegaze. Ma mi piaceva, così ho deciso di autofinanziare e di rilasciare un EP distribuito dalla Heidens Hart Records. Ed eccolo qui!

C’è un motivo particolare dietro alla scelta del nome Annwfyn? Cosa significa?

Floris: Annwfyn è un luogo mitologico oltre il nostro mondo, quindi tale nome risulta perfettamente adeguato ad un concept incentrato sul mio mondo interiore.

In “Zicht”, le parti vocali sono eseguite da Arjan. Quando è iniziata questa collaborazione? Ti confronti con lui durante il processo creativo? Puoi dirci come nascono i tuoi pezzi?

Floris: Arjan è un amico di vecchia data con cui ho suonato in numerose band. Tutta la musica è stata scritta e registrata da me, mentre la voce di Arjan è stata aggiunta in un secondo momento. Arjan si è poi anche occupato della fase di mixaggio e della masterizzazione dell’ EP.

Per quanto riguarda i testi, quali sono le tematiche che preferisci affrontare? Da dove ti viene l’ispirazione?

Floris: Sintetizzando, Annwfyn parla dei sensi e della coscienza dell’uomo, di filosofia, di natura, della società, di psicologia, della sensibilità, del soprannaturale eccetera. La natura umana per me è sempre stata, e rimane tuttora, un grande mistero. In questo triste mondo moderno tutti sembrano aver dimenticato chi e che cosa sono e da dove vengono. Io credo che abbiamo una percezione molto limitata della realtà. Tutti lo sanno, ma nessuno vuole andare oltre, perciò la gente si focalizza sul proprio piccolo mondo sicuro, l’unico che riesce a comprendere. Il genere umano è una specie strana e distruttiva e il suo comportamento non assomiglia a quello di nessun altro animale sulla terra. Perciò sono molto interessato anche alle teorie del paleocontatto del ricercatore (scrittore, ndr) Erich Von Däniken.

Nella breve descrizione allegata all’EP è scritto che la tua musica “non è Post-Rock, Folk acustico, Shoegaze o Progressive; è una musica impossibile da catalogare ma che allo stesso tempo si ispira a tutti questi generi”. Quali sono le tue principali influenze?

Floris: Gli Ulver sono una delle mie influenze più importanti, e “Kveldssanger” mi ha spinto a creare qualcosa con le chitarre acustiche, anche se comunque la musica di Annwfyn è influenzata da ascolti ad ampio spettro e questa fusione è avvenuta in modo del tutto naturale e assolutamente non forzato. I miei ascolti vanno dai gruppi psichedelici degli anni ’70, come gli Yes (specialmente quelli del periodo “Fragile” and “Close To The Edge”), a quelli Fusion alla Mahavischnu Orchestra, passando però anche per la musica Celtica, per quella Classica o per il Metal e il Post-Rock contemporanei. Apprezzo pure la cosiddetta seconda ondata Black Metal norvegese, o la corrente Avantgarde, tipo i Fleurety, o alcune cose di gruppi odierni come Code, Virus o Ihsahn. C’è così tanto da ascoltare che non mi fossilizzo su un solo genere.

Oltre alla musica, ho apprezzato molto anche lo splendido artwork che si sposa perfettamente con l’atmosfera dell’EP. Pensi che l’esperienza musicale deva essere estesa anche alle immagini?

Floris: Il merito va a Lennart Verhoeff, un bravissimo illustratore che ha realizzato l’intero artwork che così bene si coniuga con il concept portato avanti da Annwfyn. Penso che la musica e il mood della copertina debbano andare di pari passo, e questo è anche il motivo per cui amo collezionare i vinili e i loro grandi artwork. Non mi piacciono gli MP3 e il loro ridurre la musica ad un prodotto usa e getta da mettere in un hard disk.

Pensi che ci sarà mai la possibilità di portare il progetto Annwfyn su un palco, o comunque ci hai mai pensato?

Floris: Ci sono così tanti strumenti coinvolti che è impossibile riprodurre questa musica dal vivo. Ogni brano ha parecchie partiture di chitarra, sia acustica che elettrica, per non parlare delle armonie degli archi, della batteria, delle percussioni, dei synth o dei bassi, sia acustici che fretless (talvolta con più parti per armonia), o delle innumerevoli voci, a volte invertite e distorte (tanto che gli stessi olandesi non capiscono del tutto). Insomma, non c’è proprio la possibilità di un live… anche se non sarebbe male avere sul palco un’orchestra al completo (ride).

Passando ai tuoi progetti futuri, hai già pianificato qualcosa di particolare o iniziato a scrivere nuovo materiale?

Floris: Scrivere e registrare la mia musica è un processo che procede molto molto lentamente perché suono solamente quando mi sento ispirato. Ci vuole un sacco di tempo per scrivere valide melodie ed armonie, tanto più che non voglio riciclare idee che sono già state ampiamente usate. Per questo motivo ci vogliono un po’ di anni per ultimare un nuovo lavoro; per “Zicht” ad esempio ho impiegato cinque anni. Al momento mi sto comunque concentrando sul nuovo materiale degli Asgrauw, una band Black Metal in cui suono. Sarà veramente una cannonata!

Grazie per la disponibilità. Lascio a te l’ultima parola.

Floris: Grazie per l’attenzione e il sostegno, lo apprezzato veramente tanto!

Autore: Iconoclasta

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