INTERVISTA ARCANUM INFERI – Band

Freschi di debutto con la loro opera prima “Ars Hermetica”, i siciliani Arcanum Inferi irrompono sulla scena Black Metal italiana con questo buon esordio, carico di riferimenti all’occultismo ed alchimia: Ovviamente Hypnos Webzine non se li è lasciati scappare per un’interessante intervista per tastare il polso della situazione.

Hail Arcanum Inferi, grazie per aver accettato questa intervista!! Allora direi di iniziare dandovi modo di raccontare la storia della band e quali sono i motivi per il quale avete scelto “Arcanum Inferi” come nome Arcanum Inferi: Hail, grazie a te per il tuo tempo!!! Il progetto nasce con l’intento di trasmettere attraverso la musica ed i testi quelle che sono le conoscenze legate alla nostra tradizione ermetico/alchemica; il nome è un sunto del nostro messaggio: arcanum ha la stessa radice di arca, quindi indica un contenitore che trasporta qualcosa di nascosto al volgo, mentre il termine inferi, composto da “in” e “ferre”, può essere tradotto con “portare dentro” . Unendo i due termini potremmo dire che il messaggio degli Arcanum Inferi è un’arca che contiene il modus operandi per andare dentro Sé, per trovare in Sé ogni Conoscenza.

Ormai sono passati diversi mesi dall’uscita del vostro debut full-lenght “Ars Hermetica”, un disco che pur proponendo un Black Metal molto ortodosso nella forma e totalmente devoto ai maestri del genere, riesce a tuttavia ad evitare tranquillamente il classico effetto copia\incolla che affligge i gruppi di nuova generazione. A distanza di questi mesi, quali sono le vostre considerazioni sull’album, ne siete completamente soddisfatti oppure ne cambiereste qualche aspetto? Quali sono state le reazioni generali che avete ricevuto da ascoltatori ed addetti ai lavori?

Arcanum Inferi: Anzitutto ti ringrazio per il tuo commento!!! Credo che non ci si possa mai definire totalmente soddisfatti, c’è sempre quel qualcosa che, col senno di poi, avresti modificato. Nonostante ciò il lavoro riflette bene il messaggio che vogliamo mandare, sia a livello di suoni che di liriche… si, personalmente sono molto soddisfatto del risultato. Parlando di considerazioni esterne alla band, possiamo dire che in molti hanno apprezzato il lavoro e ciò che trasmette, e naturalmente questo non può che farci piacere…

Personalmente reputo tra i punti di forza dell’album è una certa monoliticità di fondo che permette al disco di essere assorbito tutto di un fiato e rendere le varie tracce tutte ad un buon livello compositivo, mentre l’altro è sicuramente il suono, sporco e ruvido in superficie, ma in realtà ben dosato tra i vari strumenti. Era questo il suono che avevate in mente in fase di registrazione?

Arcanum Inferi: Si, questo suono raw e rifinito al tempo stesso è quello che cercavamo, poiché riesce a manifestare in qualche modo quel senso di “antico” ed “occulto” che permea ogni aspetto della band ed al tempo stesso permette di farsi assorbire dagli intrecci dei vari strumenti che, senza una giusta definizione del suono sarebbero andati persi. Il lavoro di Frozen in tal senso è stato impeccabile come sempre…

Prima di questo “Ars Hemetica”, avete registrato un demo nel 2010 (“V.I.T.R.I.O.L”) e da cui avete riproposto ben due tracce nel full-lenght, la title-track ed “Obscura Nox Ad Inferos”. Non avendo avuto modo di ascoltarlo, ritenete che ci sia stata una evoluzione di qualche tipo all’interno della band? Da dove proviene la scelta di riproporre i due brani del demo citati?

Arcanum Inferi: Non so se si possa parlare di evoluzione, sinceramente non ci poniamo il problema… il nostro modo di suonare è molto istintivo, legato alle nostre copnoscenze ed ai nostri stati d’animo, la parola “evoluzione” in questo contesto mi suona troppo “tecnica”, non so se riesco a spiegarmi…Alcuni brani presenti nel full sono stati composti quasi in contemporanea ma inizialmente volevamo partire con un demo e, così, abbiamo preso quei tre brani. Di conseguenza era normale prenderne due e riproporli nel Full, proprio perché facevano parte dello stesso messaggio.

La cosa che mi ha molto interessato di “Ars Hemetica” è stata la scelta di basare i testi su pratiche alchemiche ed occulte, ed in questo specifico caso ad una famosa opera attribuita al sommo Ermete Trismegisto. Come mai la pratica occulta vi interessa così tanto? In che modo ritenete di aver fatto confluire gli insegnamenti impartiti in questo testo nella vostra musica?

Arcanum Inferi: Come dicevo prima, è proprio da questi interessi che nasce il gruppo. Essendo sia musicisti che studiosi e sperimentatori, per noi è stato del tutto naturale dar vita a questo progetto. Per quanto riguarda gli insegnamenti, sicuramente una parte importante la giocano i testi, che si muovono tra descrizioni tecniche sulla pratica alchemica e descrizioni di stati d’animo che da quella pratica scaturiscono. Dal punto di vista musicale posso dirti che il tipo di melodie che compongono i brani, così come gli intrecci di chiatarra e basso, possono destare nell’ascoltatore alcuni ricordi… ma le parole non bastano, solo le sensazioni possono rispondere esaurientemente alla tua domanda.

Come descrivereste la vostra musica ad un potenziale ascoltatore e quale traccia di “Ars Hermetica” consigliereste come la più rappresentativa del vostra essenza musicale?

Arcanum Inferi: Domanda difficile… potrei descriverla come guerriera e drammaticamente oscura. Così cme descriverei l’iter alchemico. Per quanto riguarda la traccia non saprei proprio, in quanto come ti dicevo pocanzi, e come tu stesso accennavi, il lavoro è come un corpo unico che, nella sua interezza, accompagna l’ascoltatore nelle zone più nere della sua Anima. E’ difficile dare un valore particolare ad una parte di un percorso…

Gli Arcanum Inferi hanno anche una loro versione on stage? Avete qualche data in programma nel breve termine?

Arcanum Inferi: Sì, ovviamente sì, ci è capitato di suonare live. Consideriamo questo aspetto come molto importante ma non del tutto necessario ai fini della musica e del nostro messaggio in sé. Ultimamente abbiamo avuto svariate proposte in tal senso, ma, purtroppo, non sempre è possibile trovare un connubio fra i nostri impegni extra musicali e la possibilità di un singolo live, o di un tour serio.

Questa è una domanda piuttosto ricorrente nelle interviste che sto facendo per Hypnos Webzine, ed è riferita ai vostri contatti e alla percezione che avete delle realtà Black Metal italiane. Qual’è la situazione dalle vostre parti?

Arcanum Inferi: Adoro la scena italiana e, naturalmente, la sicula. Ascolto molto black tricolore ma, al contempo, detesto profondamente una certa mentalità che pare dilagare nella nostra penisola. Ho molti contatti con ragazzi di altre band e nella maggior parte dei casi vedo una buona collaborazione ma, purtroppo, in altre occasioni vengono fuori atteggiamenti a dir poco squallidi che non fanno altro che ledere la nostra scena. La Sicilia è una Terra davvero ricca di band notevoli, riesce infatti a sfornare gruppi che sanno tenere alto l’onore del Black Metal siculo: potrei citarti anzitutto i nostri fratelli Valefar, i Mourning Soul, i Mystica Nox o la one man band Anwech per mantenerci nel Black più classico, oppure potrei parlare dei Legion Of Darkness, una band Pagan davvero eccezionale, Lord Agheros (che ha collaborato al nostro lavoro con l’outro di “Aeterna Damnatio”)… i nomi sono davvero molti, spero che alcuni di questi riescano a ricevere i dovuti riconoscimenti.

Ok! L’intervista è finita! Vi ringrazio nuovamente per la vostra disponibilità e vi lascio concludere l’intervista nel modo che preferite.

Arcanum Inferi: Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultam Lapidem…

Autore: KarmaKosmiK

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