INTERVISTA AURORA BOREALIS – Ron Vento

Dopo la recente uscita del loro ultimo “Worldshapers”, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Ron Vento di questo lavoro e degli Aurora Borealis.

Ciao Ron e benvenuto su Hypnos Webzine. Ti chiedo subito di raccontarci come sono nati gli Aurora Borealis e come mai hai scelto come monicker il nome di uno dei fenomeni naturali più incantevoli.

Ron Vento: Grazie! Attualmente la line up del gruppo vede Mark Green alla batteria, Jason Ian Vaughen Eckert al basso e me alle chitarre e alla voce. In passato abbiamo avuto anche un paio di batteristi davvero ottimi, come Tony Laureano, Derek Roddy e Tim Yeung. Per quanto riguarda il nostro nome, nel 1994 quando dovevamo sceglierne uno la maggior parte delle band puntava su monicker di stampo gore o satanico, ma non era ciò che cercavo. Sono sempre stato attratto dalla storia, dalla mitologia e dallo spazio. I miei studio sono i Nightsky Recording Studios e la band si chiama Aurora Borealis, quindi entrambi hanno a che fare con il cielo. Il nome calzava a pennello e continuo a pensarlo ancora adesso.

Come hai detto, la vostra avventura è iniziata nel 1994, ormai 20 anni fà. Quali sono le situazioni o i momenti che ricordi di quegli inizi?

Ron Vento: Il ricordo migliore è l’aver potuto lavorare per la prima volta con un eccellente batterista. Ho sempre suonato con tizi del Maryland o di Atlanta che, seppur bravi, non riuscivano mai a fare quello che avevo in mente. Ci mettevano un’eternità per imparare la loro parte e il più delle volte la facevano da schifo…Una volta che ero in Florida per sentire Jim, il batterista dei Brutality, ho sentito un tipo che stava facendo una jam session nella vicina sala prove dei Cannibal Corpse e ho chiesto a Jim chi fosse. Mi ha detto chi era e ho provato a rintracciarlo. Chiamai Lee dei Monstrosity e gli chiesi se conoscesse il tipo e inaspettatamente ho scoperto che era Tony Laureano, che proprio in quel periodo frequentava Lee. Chiesi a Tony se fosse interessato a venire con me ai Morrisound Studios per registrare un cd e, una volta incontrarti, gli ho fatto sentire la musica e ha accettato. Rimasi colpito dalla rapidità con cui imparò la sua parte. Gli avevo dato una tape e gli avevo chiesto quanto tempo gli occorresse, e mi rispose di tornare dopo un paio di giorni. Ovviamente pensavo che mi stesse prendendo in giro, ma quando sono tornato stava suonando i pezzi meglio di ogni altro batterista che li aveva provati. E’ stato in quel momento che ho capito che avevo bisogno di migliorare a mia volta, e mi ha “viziato”. Ed è per questo che in ogni nostra uscita hanno suonato batteristi fenomenali.

Come descriveresti la vostra musica? Ci sono gruppi o album che pensi siano stati fondamentali per l’evoluzione del vostro sound?

Ron Vento: Mi piace definirla come una miscela di tutto ciò che va dal Death al Black Metal (temi esclusi) e al Thrash. C’è anche tecnica, ma non a livelli assurdi. Ci sono alcune band che mi rendo conto hanno influenzato pesantemente ciò che suono e scrivo, in particolar modo il Thrash old school alla Kreator, Sodom, o di band ancor più famose come gli Overkill. In ambito Death Metal il mio gruppo preferito sono sempre stati i Vader. Quando uscì “De Profundis” rimasi sbalordito dal drumming di Doc e ancora adesso rimane uno dei miei album preferiti. Poi ci sono ovviamente anche i primi Morbid Angel. Ascoltavo anche molte delle prime uscite di Death melodico come Dark Tranquility and Sentenced; i loro primi lavori erano eccezionali. Ora come ora non mi piace per niente cosa stanno facendo queste due band, ma una volta erano come i migliori Iron Maiden. Mi piaceva anche il Black Metal prima maniera come quello di Marduk, Dark Funeral e Setherial. Sono sicuro che tutte queste band mi hanno influenzato.

Come avviene il processo creativo? Coinvolge tutti i componenti della band? E per quanto riguardo i testi cosa ci puoi dire?

Ron Vento: No, solitamente scrivo tutto io; qualche riff viene portato anche dal bassista, ma direi che il 95% è roba mia. Di solito scelgo un tema e inizio a pensarci lasciando che indirizzi il songwriting. Parto dai riff e dal tempo e poi ci costruisco attorno il resto. I testi sono sempre l’ultimo mattone. Quasi sempre ho un concept che voglio sviluppare, così, dopo aver preparato la musica, ascoltando i vari pezzi decido quale sia più adatto per il testo che ho in mente. Dato che gli ultimi due album erano basati su delle storie, è stato cruciale abbinare la giusta canzone al giusto testo.

Sei coinvolto in altri progetti o in altri gruppi?

Ron Vento: Al momento no, il mio studio di registrazione mi tiene veramente molto occupato. Produciamo band di ogni sorta; è stato il mio unico lavoro a tempo pieno negli ultimi 15 anni o anche più. Qualche tempo fa avevo qualche progetto parallelo. C’era una band chiamata Imperial Crystalline Entombment con cui facevamo un Black Metal a velocità folle e con tematiche ridicole. Era veramente divertente e sorprendentemente andò bene, soprattutto tenendo conto che avevamo scritto l’album in qualcosa come due giorni.

Per quel che mi riguarda “Worldshapers” è un ottimo album, una devastante e ipnotizzante esperienza di Black/Death. Come è stato accolto dal pubblico? Avete pianificato qualche data per supportarlo o siete già al lavoro su nuovo materiale?

Ron Vento: Grazie, lo apprezzo molto. Per il momento abbiamo avuto una ventina di recensioni e tutte sostanzialmente dicono la stessa cosa, cioè che sembra proprio essere il miglior album che abbiamo mai fatto, e questo anche a livello di produzione. Ho sempre scritto per me stesso, ma questa volta sentivo che sarebbe potuto essere il mio miglior cd, e sono felice di vedere che anche gli altri lo pensano. Lo stesso vale per tutti quelli che lo hanno acquistato. Per quanto riguarda i concerti, è da un bel po’ di anni che non ne faccio uno. Mi limito alle cose da studio. Ho già scritto la prima traccia per un nuovo album, anche se poi mi sono perso dietro alla produzione di altre cose. Ci prendiamo sempre qualche anno tra un lavoro e l’altro, e anche questa volta non sarà diverso.

Come è riportato sulla vostra pagina facebook, è possibile scaricare gratuitamente la vostra intera discografia. Cosa ne pensi del fenomeno del downloading e dell’ industria musicale?

Ron Vento: Si, chiunque può scaricare la nostra discografia completa, ad eccezione del nuovo cd. Dal momento che per la prima volta da molto tempo siamo sotto contratto con una label, non possiamo proprio renderlo disponibile gratuitamente. Se fosse per me, lo farei, ma l’etichetta deve rientrare con i costi di stampa e promozione. Per quanto riguarda il downloading, non mi interessa per niente. Non mi guadagno da vivere con la band, quindi veramente non mi importa. Piuttosto, ci tengo che uno che non può permettersi il mio cd lo possa ascoltare comunque. La musica è forse una delle poche gioie che la gente ha nella vita, e se hanno la possibilità di avere un computer voglio che possano anche avere la mia roba, se questo li fa felici. C’è comunque la possibilità di fare una donazione, nel caso qualcuno abbia soldi extra e voglia supportarci. Conosco persone che vivono grazie alla propria band e immagino che per loro il downloading sia una disgrazia e che la gente dovrebbe supportarli, comprando la roba se gli piace. Ma viviamo in un mondo in continua trasformazione e, che ci piaccia o meno, questo è il futuro. Cerco di adeguarmici piuttosto che di combatterlo. I gruppi hanno altri modi per far fronte a questi mancati introiti, devono solo agire in maniera diversa rispetto al passato.

Cosa ci puoi dire della scena Metal nordamericana? Ci sono gruppi che ti hanno colpito?

Ron Vento: Ad essere sincero, non so dirti molto. Come puoi vedere dalle mie influenze, mi è sempre piaciuta di più la roba europea. Ci sono qua e là un paio di buone band, ma la maggior parte delle volte i nuovi gruppi che mi piacciono non sono nordamericani. Sarebbe bello avere da queste parti delle band creative e non la solita gente che segue l’ultima moda.

Questa era l’ultima domanda. Grazie per l’intervista, lascio a te l’ultima parola.

Ron Vento: Grazie per lo spazio che ci avete dato, lo apprezzo moltissimo. Non siamo mai realmente stati nel circuito mainstream del Metal, e sono ragazzi come voi e ‘zine come la vostra che ci hanno ogni volta aiutato a raggiungere un pubblico sempre più vasto. Tutti dovrebbero provare a sentire il nostro ultimo “Worldshapers”. Abbiamo anche del merchandise disponibile, come magliette, poster e toppe. Date un’occhiata anche alla nostra pagina facebook per tenervi aggiornati. Chiunque voglia contattarmi, può farlo scrivendomi via mail. Amo parlare con i fan.

Autore: Nivehlein

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