INTERVISTA CARTAGINE – Alessio Greco

L’interessante fusione tra il Drone ed il Funeral proposta nel demo d’esordio dei Cartagine non è passata certo inosservata qui su Hypnos Webzine. Per approfondire alcuni dei suoi aspetti e per conoscere qualcosa in più di questo progetto, ecco il resoconto della chiacchierata con il suo mastermind Alessio Greco.

Ciao Alessio! Benvenuto sulle pagine virtuali di Hypnos Webzine e grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Per iniziare, vorrei chiederti cosa ti ha portato ad scegliere per il tuo progetto l’affascinante nome di Cartagine e come esso si rapporta alla musica da te composta.

Alessio Greco: Ciao, credo che riportarti un estratto storico di ciò che divenne Cartagine dopo le guerre puniche possa rendere al meglio l’idea della scelta di questo nome: “Cartagine, la possente regina del Mediterraneo che aveva fatto tremare Roma, fu rasa al suolo, la città fu sistematicamente bruciata, le mura abbattute, il porto distrutto. L’aratro fu passato sulle rovine della città, ed i solchi furono cosparsi di sale in modo tale che nulla potesse più crescere sul suo suolo.” Personalmente sono sempre stato affascinato dalla storia, soprattutto di quel periodo e le modalità con le quali Cartagine venne rasa al suolo furono unichee brutali, ai tempi credo impensabili. Alla fine ciò che cerco di esprimere con Cartagine è proprio questo… la distruzione e la sterilità dopo di essa.

“I” è il tuo primo lavoro uscito sotto il nick Cartagine e, come ho scritto in fase di recensione, la sua peculiarità è quella di provare a gettare un ponte tra il lento divenire del Drone e la fangosità soffocante del Funeral. Da dove è scaturita questa idea e quali ritenevi fosse l’obiettivo da raggiungere con questo demo?

Alessio Greco: “I” è stato un album quasi di getto, avevo il bisogno di esprimere qualcosa che avevo dentro e di esprimerlo nella maniera più “immediata” possibile. E’ stato scritto, composto e suonato in pochissimo tempo, era la prima volta che mi cimentavo in sonorità simili e ho reinterpretato a modo mio un “genere” che fino a quel momento per me era quasi totalmente nuovo. Non c’è mai stato un vero e proprio obiettivo da raggiungere, bensì come detto prima, più un bisogno di esprimere qualcosa che era entrato a far parte di me.

Parlando dei quattro brani di “I”, ho la sensazione che tutti si basino sul medesimo tema portante, un semplice giro di accordi di chitarra in low-tuning, svilupparti poi verso lidi diversi. E’ corretta questa mia interpretazione o c’è dell’altro sulla composizione delle tracce?

Alessio Greco: Hai colto perfettamente nel segno! “I” si potrebbe interpretare come un concept album, una unica grande traccia.

Cartagine è il tuo primo progetto musicale o in passato hai già militato, o registrato altro materiale, in altre band o progetti? Quali sono le influenzi musicali più importanti che ti sei portato dietro in questa esperienza?

Alessio Greco: Prima di Cartagine ho militato per oltre 10 anni nei Milvains come batterista. Suonavamo Hardcore, quindi un genere totalmente diverso dal progetto attuale che però mi ha aiutato molto sia per l’esperienza live che in studio, diciamo che molto probabilmente senza questa passata esperienza, Cartagine non sarebbe mai esistito. Prima avevo un background differente, ascoltato molta musica, tanti generi musicali differenti anche dall’Hardcore e affini, ma non mi sono mai nemmeno avvicinato a ciò che ascolto e suono attualmente. Oggi sento comunque moltissima musica, di qualsiasi genere essa sia. Ritengo questa cosa molto importante, soprattutto per chi come me si ritrova a dover comporre e suonare tutto da solo.

Quale strumentazione hai utilizzato per registrare “I”?

Alessio Greco: Strumentazioni molto economiche. Il disco è stato registrato direttamente su pc in modo molto “spartano” e lo-fi.

Guardando sulla tua pagina Facebook, risulta che recentemente hai suonato un live nella tua città, Latina, di spalla agli Hierophant. Innanzitutto come è andato il concerto e quali sono state le tue sensazione nel proporre live i brani di “I”? Quali sono le differenze che hai notato tra il risultato in studio e quanto fatto live?

Alessio Greco: Gli Hierophant sono un grandissimo gruppo. Dal vivo sono delle vere e proprie fottute macchine da guerra. E stato un piacere ed un onore poter condividere il palco con loro, ottimi musicisti e bravissime persone. Per quel concerto ho proposto un set nuovo, più Drone/Ambient, che poi è quello che è l’attuale evoluzione di Cartagine. Le differenze tra live e studio le può notare chi ascolta il disco e poi viene ai concerti… io non propongo mai un set uguale all’altro, ogni live è una singola esperienza. Ciò che faccio in studio lo ascolti. Ciò che suono live lo vivi.

Programmi per il futuro: c’è in vista qualche nuova release? Come pensi che evolverà il suono di Cartagine?

Alessio Greco: Come ti dicevo prima, Cartagine si è evoluto verso sonorità molto più Drone/Ambient, ci sono molti synth, nuova effettistica, e non ci sono più le chitarre…almeno per ora! Ho appena finito di lavorare al nuovo album “Summa Theologiae” in uscita per il prossimo inverno, del quale è possibile ascoltare un estratto presente sul mio sito.

Ultima domanda prima dei saluti di rito. Dal momento che conosco molto bene Latina per motivi personali, ti vorrei chiedere qual’è la situazione musicale della città e se sei in contatto con qualche piccola band dell’underground che ancora deve emergere. Da quel che ho visto io, non sembra esserci molto spazio per il Metal nella zona del Pontino.

Alessio Greco: Latina propone ed ha sempre proposto ottime band sia nel Metal, sia nel Punk, sia in altri generi. Qui ho molti amici che suonano, ma non mi sento di definire le loro band “piccole”, sia per il loro livello tecnico, di esperienza live, sia per il livello umano. Elephante, Misantropus, E.N.G. (Elementi Non Gestibili) e Tsubo sono tutte band che si “sbattono” molto, apprezzate a livello nazionale ed internazionale, che danno sempre il massimo in quello che fanno, facendolo in modo eccellente! E’ anche grazie a persone come loro se ho avuto il piacere di portare avanti il progetto Cartagine

Ok, questa era l’ultima domanda! Grazie per le tue risposte e la tua disponibilità verso la nostra webzine. A te il compito di terminare nella maniera che preferisci.

Alessio Greco: Grazie a te! E’ stato un piacere rispondere alle vostre domande!

Autore: KarmaKosmiK

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