INTERVISTA CEREBRAL EXTINCTION – Band

Con il full length di debutto “Inhuman Theory Of Chaos”, i Cerebral Extinction sono riusciti a ritagliarsi un posto al sole nell’affollato panorama Brutal/Death. A qualche mese da questa uscita e con i bresciani già al lavoro su del nuovo materiale, Hypnos Webzine è andata a tastare il polso della situazione.

Ciao ragazzi, vi do subito la parola per presentarvi e per sapere come è nata l’idea di dare vita ai Cerebral Extinction e quali erano i vostri obiettivi.

Band: La nostra idea fin dall’inizio è sempre stata quella di creare un prodotto valido che ci permettesse di trovare un etichetta valida il prima possibile per riuscire a portare anche all’estero la nostra musica. Possiamo dire che pubblicare l’album per la label giapponese Ghastly Music è stato sicuramente un salto di qualità che ci ha permesso di espandere i nostri orizzonti oltralpe, non solo in quanto a vendite, ma anche per i live.

Avendo alle spalle già diverse esperienze con altri gruppi, quali pensate siano gli elementi di continuità con il vostro passato e quali, invece, quelli di distacco?

Band: La continuità la possiamo trovare nel fatto che come Cerebral Extinction andiamo avanti a comporre canzoni in ambito prettamente Brutal e Death tecnico puntando sulla professionalità e cercando di trovare idee sempre fresche e nuovi spunti. Allo stesso tempo il punto di distacco lo troviamo proprio nel fatto che cerchiamo di discostarci dal Death prevalentemente old school, che per il nostro modo di comporre è troppo limitante.

Spesso le scelte musicali di un gruppo agli esordi sono imputabili all’influenza di una certa band piuttosto che di un certo album. Nel vostro caso, ritenete che sia effettivamente così? Se si, quali sono i gruppi e i lavori che vi hanno “plasmato” maggiormente?

Band: Per quanto riguarda Malshum, sicuramente i Suffocation. Riguardo a Shon invece per questo album la sua linea guida musicale risente molto dell’influenza di Disentomb, Vomit The Soul e in genere il Brutal stile americano. In merito al songwriting di Davide, le sue influenze musicali principali come bassista sono Cannibal Corpse, Necrophagist, Megadeth, Nile, Obscura, Cephalic Carnage e i Dark Tranquillity dei primi album, portando quindi un approccio più tecnico e variegato (come si può apprezzare in alcuni stacchi in tapping o in slap) al già pesante songwriting di Shon.

Rimanendo ancora un attimo in tema, i vostri pezzi nascono a tavolino cercando di farli suonare in un certo modo o date libero sfogo all’ispirazione del momento? Insomma, potete spiegarci come scrivete e registrate i vostri pezzi?

Band: Per quanto riguarda la composizione delle varie parti strumentali, se ne occupa principalmente Shon e poi insieme a Davide li elaboriamo e arrangiamo cercando di dare una nostra identità ai pezzi. Per quanto riguarda i testi, se ne occupa esclusivamente Malshum e poi ci pensa Davide a tradurli il più fedelmente possibile in inglese.

Parlando dei testi, quali tematiche vi piace esplorare? Avete anche per questi una fonte d’ispirazione da cui attingere?

Band: Per quanto riguarda “Inhuman Theory Of Chaos”, gli argomenti trattati sono identificabili nell’oscenità dell’essere umano, del lato oscuro dell’uomo, prendendo spunto dai fatti attuali mescolati ad una passione per le storie di fumetti.

“Inhuman Theory Of Chaos”, uscito ad un anno di distanza dal vostro debutto, è decisamente un passo in avanti rispetto a “Promo 2013” sia a livello di suoni che di songwriting. Siete soddisfatti del risultato complessivo o cambiereste qualcosa? A tal proposito, come si sta evolvendo la vostra musica?

Band: Per quanto riguarda la resa finale del prodotto, siamo pienamente soddisfatti sia dal punto di vista della registrazione e mastering che dal lavoro fatto da Rudi per l’artwork. Per il momento possiamo solo anticipare il fatto che il nostro nuovo lavoro sarà un altro passo avanti sia in quanto a musica, a cui ora dedichiamo molto più tempo, sia in quanto a testi, dato che stiamo elaborando un concept.

Parlando di progetti futuri, oltre a questo concept che avete in programma, cosa ci dobbiamo attendere e quali sono le vostre aspettative?

Band: Per quanto riguarda i concerti stiamo cercando di organizzare un minitour e ci sono già delle date in cantiere per i prossimi mesi. Abbiamo già scritto un paio di canzoni e il prossimo disco sarà un’ulteriore viaggio all’interno della malasanità umana, portandoci a toccare temi come dualismo, schizofrenia o paranoia . A livello musicale ci sarà invece un evoluzione compositiva ispirata da band come Deeds Of Flesh e Defeated Sanity.

So che avete già avuto modo di portare in concerto i nuovi pezzi. Com’è stata la tenuta dal vivo e la risposta del pubblico? Per come la vivete voi, il live è la vostra dimensione o siete più a vostro agio in sala di registrazione?

Band: Si, abbiamo avuto modo di portare l’intero disco dal vivo presentandolo al Lowlands Death Fest per la prima volta e poi anche in occasione del release party degli Hideous Divinity. L’impatto con il pubblico ci è sembrato ottimo e coinvolgente. Sicuramente il live è la dimensione dove riusciamo a sentirci più a nostro agio e, allo stesso tempo, l’impatto che i nostri pezzi possono avere è decisamente migliore rispetto al disco.

Questa era l’ultima domanda. Vi ringrazio per la disponibilità e lascio a voi l’ultima parola per concludere come preferite.

Band: Ti ringraziamo per l’intervista e speriamo di riuscire a suonare il più possibile per poter realizzare così tutti i nostri obiettivi. Grazie anche a tutti quelli che ci seguono e ci supportano… DISUMANI!!!!

Autore: Iconoclasta

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