INTERVISTA DAEMONHEIM – b.

I tedeschi Daemonheim hanno recentemente pubblicato il loro terzo full length “Tidian”, un intrigante album a base di Black Metal in cui confluiscono svariate influenze, dal Death al Jazz passando per il Prog. Incuriositi e ammaliati da quella che si preannuncia essere una delle migliori release di questo 2014, Hypnos Webzine ha colto l’opportunità per conoscere un po’ più da vicino la band e la sua storia. Ecco il resoconto di quanto ci ha raccontato il fondatore e cantante/chitarrista b..

Ciao b., benvenuto su Hypnos Webzine. Partiamo dall’inizio, ossia dal 1999. Come è nata la band e come vi siete evoluti nel corso degli anni?

b.: Ciao e grazie per l’opportunità di far conoscere un po’ di più i Daemonheim ai vostri lettori. La band è nata nello stesso modo in cui più o meno nascono la maggior parte dei gruppi: volevo (perchè nel 1999 TH non faceva ancora parte dei Daemonheim) applicare al Black Metal alcune idee che non avevo trovato in nessun’altra band, per cui creai i Daemonheim. Se aveta la possibilità di andare a sentire i nostri primi lavori capirete di cosa sto parlando. Successivamente nel 2002 TH mi ha affiancato, apportando una maggiore qualità a livello sonoro e compositivo. In tutto questo tempo abbiamo provato (se tutto va bene, riuscendoci) a creare uno stile unico di musica (Black Metal) ed arte, cercando sempre di mettere i testi, che sono quanto sta dietro ai Daemonheim, in un appropriato wall of sound.

Come ho scritto in sede di recensione, il vostro Black Metal con influenze Death, Pagan e addirittura Prog/Avantgarde mi ha in qualche modo ricordato ora i Dawn, ora i Niden Div. 187, ora gli Ephel Duath (giusto per citare i primi nomi che mi sono venuti in mente). Quali sono le band e i dischi che ritieni siano stati effettivamente i più importanti per l’evoluzione della vostra musica?

b.: Senza dilungarsi troppo, sia per me che per TH sono stati fondamentali i gruppi Black Metal di metà anni ’90, come pure molte band Death Metal o di altri generi, anche non Metal. Tuttavia non abbiamo mai provato a copiare il loro stile, né cercato di imitarle. Il modo in cui abbiamo suonato in tutto questo tempo non può essere accostato a quello di alcuna band. Fino ad ora non ho mai sentito qualcuno che ha ascoltato la nostra musica fare lo stesso paragone. I gruppi che hai citato li sento infatti accostati ai Daemonheim per la prima volta.

Parlando dell’album, la cosa che ho apprezzato di più è che tutte queste influenze entrano nelle vostre composizioni in modo naturale, senza dare l’impressione di essere “divise” per episodi ma piuttosto emergendo di volta in volta da una base comune. Come nascono le vostre canzoni e come avviene la loro scrittura?

b.: Per prima cosa ci concentriamo sui testi, una cosa che è essenziale sia pronta prima che inizi il processo di scrittura vero e proprio. Il contenuto di un pezzo infatti influenza molto il modo in cui la musica dovrà essere fatta. Potrà essere veloce e brutale, oppure ci sarà bisogno di avere dei rallentamenti per enfatizzare il testo, e così via. L’obiettivo è di riuscire a raggiungere un’unità tra musica e contenuto. Questo è il motivo per cui le nostre canzoni sono così diverse sia in se stesse che tra di loro.

Pensi che “Tidian” vi consenta di esprimere nel modo migliore la vera essenza dei Daemonheim? Quale canzone ritieni possa descrivervi meglio? Siete soddisfatti del risultato finale e del modo in cui l’album è stato accolto?

b.: E’ una domanda difficile. Per quanto mi riguarda, ritengo che “Tidian” sia il nostro lavoro migliore, e anche quello più Progressive, anche se a mio avviso è un po’ troppo Progressive. Forse il prossimo sarà più diretto e più Black di quanto non lo fossero i nostri primi lavori. Ogni uscita mostra sotto molti punti di vista l’essenza dei Daemonheim. Non è una canzone, un testo o roba del genere che lo fa. E’ una cosa che viene fuori dalla sua interezza. Tutti i nostri lavori condividono l’essere il meglio dei Daemonheim. Forse si differenziano l’un l’altro, ma alla base di tutte c’è la stessa quintessenza. Quanto al risultato finale, ne siamo molto soddisfatti e, come ho già detto prima, è la nostra miglior release. Rappresenta un altro aspetto e punto di vista, e conclude il ciclo tematico legato alla mitologia e alla tradizione iniziato con“Hexentanz”. Non ci importa però se piace o meno alla gente, non lo abbiamo mai fatto. I Daemonheim si estremizzano perché suoniamo un genere senza confini. Alcuni non ci apprezzano perchè siamo poco Black, altri ci amano per lo stile unico che proponiamo, e via dicendo, ma non ci interessa. Non abbiamo mai cambiato idea o stile a causa delle opinioni del pubblico e mai lo faremo.

Come mai “Tidian” è uscito così tanto tempo dopo “Hexentanz”? Quali sono i punti in comune e quali le differenze tra questi album?

b.: Il vero motivo è sostanzialmente il poco tempo a disposizione. Sarebbe interessante vedere come sarebbe venuto “Tidian” se fosse uscito qualche anno prima, perchè abbiamo cambiato molta strumentazione e, di conseguenza, anche il suono è migliorato. Io e TH abbiamo bisogno di molto tempo prima di essere completamente soddisfatti di ogni pezzo, e finché non è così non pubblichiamo nulla. Ogni nostra uscita rappresenta il meglio che possiamo offrire in quel momento. Il modo in cui lavoriamo e scriviamo non è mai cambiato, anche se forse in questo periodo stiamo lavorando di più insieme perché abitiamo più vicini che in passato. Questa è un cosa positiva e, se tutto va bene, per il nostro prossimo album non si dovrà aspettare di nuovo così tanto tempo, anche se, in definitiva, ci prenderemo tutto il tempo necessario per farlo diventare ancora una volta il nostro miglior lavoro.

Per quanto riguarda i testi, quali sono le tematiche che preferite trattare? Da dove prendete ispirazione?

b.: Qualsiasi cosa interessante o che ci sta a cuore, non ci sono limiti in fatto di tematiche. Il primo album era misantropico e a suo modo anche anticristiano, mentre “Hexentanz” e “Tidian” sono dedicati alla nostra terra (la catena montuosa Harz) e ad aspetti mitologici e folkloristici. Il prossimo sarà leggermente diverso e forse (a livello di testi) un po’ più vicino al nostro primo lavoro. L’ispirazione la trovi tutta intorno a noi ogni istante in cui respiriamo, ogni passo che facciamo. Basta lasciarla crescere e poi scriverla.

Per quano riguarda i vostri progetti futuri, avete già pianificato o scritto qualcosa di nuovo? Cosa ci dobbiamo aspettare dal vostro prossimo lavoro?

b.: Il concept che sarà alla base del prossimo lavoro e i testi stessi sono già scritti da qualche anno, però ancora non sappiamo che tipo di musica ci sarà. Niente è ancora deciso. Faremo qualche altro esperimento e vedremo (e ascolteremo) se si legherà bene con i testi. Sarà sicuramente in puro stile Daemonheim, con un anima Black Metal e con tutti gli altri elementi che già abbiamo (o meno) usato.

Visto che siete un duo, credi ci sarà mai la possibilità di vedere i Daemonheim in concerto, o almento ci avete mai pensato?

b.: I Daemonheim sono sempre stati una band misantropica e dunque non c’è alcun bisogno di dimostrarlo on stage. Non abbiamo niente contro i concerti o i gruppi (Black) Metal che li fanno, ma noi non siamo come le altre band. La nostra non è musica per gente sbronza. Ucciderebbe l’atmosfera e l’essenza dei Daemonheim. Già è un grande sforzo pubblicare un album…

Grazie per il tuo tempo, lascio a te l’ultima parola.

b.: Grazie a te per l’intervista e per il supporto ai Daemonheim! Vi auguro il meglio per la ‘zine! Per ulteriori informazioni, visitate il nostro sito o seguiteci su facebook.

Autore: Iconoclasta

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