INTERVISTA DARKENHÖLD – Aldébaran & Cervantes

Hypnos Webzine è lieta di ospitare sulle proprie pagine i Darkenhöld, una Black Metal band francese che si è fatta notare con il loro secondo interessante full-length, “Echoes From The Stone Keeper”. Ecco cosa ci hanno raccontato Aldébaran e Cervantes.

Partiamo dall’inizio. Vi siete formati nel 2008 su iniziativa di Aldébaran. Cosa vi ha spinto a mettere in piedi questo progetto?

Aldébaran: Tutto ha avuto inizio nel 2008 quando ho lasciato, dopo quasi dieci anni, la mia precedente band, gli Artefact. Volevo andare oltre, verso un Black Metal che si rifacesse a quello dei vecchi tempi, abbandonando le strutture troppo complesse e progressive tipiche della mia vecchia band. Penso che, da questo punto di vista, i Darkenhöld stiano cercando più da vicino l’essenza e l’autenticità del proprio io interiore. Comunque, dopo aver tentato di mettere in piedi gli Etheryäl, un gruppo Doom/Death, ho proposto a Cervantes di creare una band che racchiudesse tutte queste idee. Aboth, un talentuoso batterista che conoscevamo, si è unito a noi poco tempo dopo.

Nonostante veniate dalla Francia, sembra che la florida scena Religious Black Metal non vi abbia minimamente influenzati. Anzi, date l’impressione di arrivare direttamente dalla scena Symphonic di metà anni ’90. Siete solo degli inguaribili nostalgici o c’è dell’altro?

Cervantes: Si, è vero. Anche se il Black Metal, da un punto di vista ortodosso, è spesso associato ad una prospettiva anticristiana o satanista, i Darkenhöld non hanno mai voluto intraprendere tematice religiose. L’origine dei Darkenhöld è profondamente radicata nel Black Metal degli anni ’90, però non volevamo usare la parola ”sinfonico”. E’uno termine troppo vago, e preferiamo parlare di Black Metal melodico, atmosferico, etereo o medievale. Nostalgici, forse… ma siamo realisti. La magia dei lavori degli anni ’90 appartiene a quel tempo, perchè comprende molte cose: le produzioni ruvide, lo spirito underground, le fanzine e le poche riviste che si prendevano la briga di viaggiare in quel mondo sconosciuto per scoprire nuovi gruppi, il tape trading, la difficoltà di reperire quegli album che hanno avuto in seguito un forte impatto sul nostro modo di intendere la musica. Un periodo emozionante, quando le persone che ascoltavano Black Metal potevano essere contate su una mano, quando ci volevano tempo, soldi e impegno per alimentare la propria passione. Siamo comunque felici di vedere che alcune fanzine e webzine, come la vostra, mantengono viva la fiamma e ancora si interessano a band come i Darkenhöld, che non seguono le moderne tendenze e sono lontane dal successo. Scriviamo e suoniamo un Black Metal che realmente vorremmo ascoltare, e non ci interessano le mode.

Rispetto agli esordi, la vostra musica si è ulteriormente raffinato, raggiungendo un perfetto equilibrio tra aggressività e melodia. Pensate di aver raggiunto il vostro suono o ci dobbiamo aspettare altri cambiamenti?

Cervantes: Anche se è Aldébaran che si occupa di scrivere tutta la musica, posso dire che se c’è qualcuno che si aspetta un album futuro che ci veda alle prese con sonorità industrial, o in stile Thrash’n’roll, con ritmiche Djent o con strane tastiere psichedeliche, allora resterà deluso! Il suono dei Darkenhöld seguirà la sua evoluzione, e penso che il nostro terzo lavoro affinerà ulteriormente l’equilibrio tra l’aggressività delle chitarre e della batteria e la ricchezza delle tastiere e degli arrangiamenti… ma troverete comunque riff catchy ed elaborati, parti acustiche, tastiere trasognanti e melodiche, sfuriate di batteria, atmosfere epiche e medievali, e la volontà di creare un Black Metal pregno dello spirito degli anni ’90.

Parlando della vostra musica, vi definite Medieval Black Metal. Cosa rappresenta per voi il medioevo e che senso ha parlarne oggi?

Cervantes: Pur avendo una certa conoscenza del medioevo, non ci riferiamo a questo periodo come fanno altre band che ne parlano in termini storici. Noi siamo interessati da castelli, armi, leggende, dalla sua essenza e anche dal modo in cui si viveva, usando tutto questo come un fantastico sfondo per incantare l’ascoltatore ed invitarlo a seguirci in un viaggio attraverso i tempi antichi. Ovviamente sappiamo che il medioevo non fu un’età dorata, nonostante molti ingenuamente lo credano… Non ci esaltiamo come stupidi ragazzini che pensano che gli uomini e i valori fossero migliori e che la vita stessa fosse meravigliosa!

Passando al livello compositivo, come nascono i vostri brani e cosa li ispira, sia a livello lirico che musicale?

Aldébaran: Il modo in cui componiamo è abbastanza semplice; passo a Cervantes tutta la parte strumentale in modo che possa scriverci dei testi, indicandogli di solito una linea guida da seguire a livello di tematiche. Poi proviamo parecchio con Aboth, il batterista, e gli arrangiamenti vengono scritti in un secondo momento.
L’ispirazione principale viene dai miei sentimenti, ma prendo spunto anche dalle antiche rovine e dalle foreste che visito; ma sono pure attratto dalle atmosfere storiche e medievali. In termini di influenze, siamo debitori del primo periodo di gruppi come Satyricon, Gehenna, Dimmu Borgir, Bathory, Emperor, Godkiller, Abigor, Burzum, Wallachia etc. Anche altri generi musicali possono in qualche modo interessarci, e cerchiamo sempre di avere una mentalità aperta. Per noi è comunque essenziale avere un suono personale, e anche per questo penso che i Darkenhöld devano avere una propria identità ed essere in qualche modo unici.

Ritenete che “Echoes From The Stone Keeper” esprima al meglio l’essenza dei Darkenhöld? Siete soddisfatti del risultato finale e di come è stato accolto?

Cervantes: Si, “Echoes From The Stone Keeper”, è un’opera, anzi una visione, autentica e personale in ogni suo aspetto, e siamo contenti di questo feeling. Ci sono sempre cose che vorremmo cambiare, e probabilmente con il nostro terzo lavoro lo faremo, ma siamo orgogliosi di questo album perchè è proprio una produzione “casalinga”, e abbiamo speso moltissimo tempo per dargli questa forma e questi contenuti.

Per supportare l’uscita avete fatto anche vari concerti. Come stanno andando questi live? Come descrivereste la dimensione on stage dei Darkenhöld e in che modo riuscite a ricreare l’atmosfera dell’album?

Cervantes: Non saliamo sul palco vestiti come ogni giorno, solo per suonare la nostra musica e per aspettare di berci una birra! Vogliamo proporre un’esperienza musicale vera e propria che faccia sentire il pubblico parte di un universo tangibile e allo stesso tempo atmosferico. Ovvio, abbiamo qualche limite di budget, ma curiamo con attenzione la nostra presenza scenica, usando abiti medievali, torce, macchine del fumo, sfondi… un turnista alla tastiera ci aiuta infine a ricreare questa nuova dimensione sonora. Al momento stiamo invece pianificando un tour in Francia con Fhoi Myore e Angmar (dal 4 all’ 11 maggio) per promuovere “Echoes From The Stone Keeper”, ma stiamo anche cercando l’opportunità per esibirci in qualche festival.

Proprio in occasione della pubblicazione di “Echoes From The Stone Keeper” siete passati alla Those Opposed Records. Avete già avuto modo di pianificare altre uscite? Cosa ci dobbiamo attendere per il futuro?

Cervantes: Il tour francese di cui abbiamo appena parlato sarà la nostra prossima sfida. Dopo questo importante evento, inizieremo a lavorare sul nuovo album, e se ne avremo la possibilità vedremo di fare anche qualche altro concerto. Ci piacerebbe veramente tanto venire a suonare in Italia e poter così innalzare il vessillo dei Darkenhöld anche all’estero!

Grazie per la chiacchierata. Lascio a voi l’ultima parola.

Cervantes: Grazie a te per questa piacevole e interessante intervista, apprezziamo veramente questo supporto! La recensione che hai fatto per “Echoes From The Stone Keeper” coglie perfettamente il nostro modo di intendere il Black Metal ed evidenzia alcune influenze che rivendichiamo, ed è sempre bello leggere o sentire le parole di persone che hanno veramente capito chi siamo e qual’è l’essenza della nostra musica.
Salutiamo i lettori di Hypnos Webzine. Speriamo di vedervi sotto il palco!

Autore: Iconoclasta

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