INTERVISTA DARKESTRAH – Asbath

Hypnos Webzine è orgogliosa di poter incontrare i Darkestrah, una delle band più interessanti della scena Metal che ha saputo impressionare e affascinare nel corso degli anni grazie all’innata capacità di coniugare Black Metal e sonorità della loro terra d’origine. Intervistati in occasione dell’uscita della loro ultima fatica, “Manas”, ecco cosa ci ha raccontato il batterista Asbath.

Ciao Asbath. Partiamo dai vostri primi passi, quando nel 1998 vi siete formati in Kirghizistan. Quali erano le ambizioni e le aspettative dei Darkestrah? Cosa ci puoi dire del percorso che vi ha portato sin qui?

Asbath: Hail Hypnos! I Darkestrah sono nati come progetto temporaneo. All’epoca tutti noi membri fondatori eravamo coinvolti in altri gruppi, ma con il passare del tempo ci siamo accorti che la band aveva molto potenziale e abbiamo deciso di portare avanti questo discorso. Ma anche allora nessuno aveva in mente di andare oltre qualche live e la registrazione di un paio di demo. In più la band cessò sostanzialmente di esistere quando io e Kreigtalith ci siamo trasferiti in Germania, ed è stato solo quando ci siamo ricongiunti in Germania che ci apparve evidente che potevamo creare qualcosa di più di una semplice band locale.

Una volta arrivati in Germania, come siete entrati in contatto con Kanwulf? Dato che il vostro primo album scritto lontano dal Kirghizistan, “Embrace Of Memory”, è anche quello più lontano dalle vostre tipiche sonorità, essendo infatti molto più vicino al classico Black Metal, ritieni che la sua composizione possa essere stata in qualche modo influenzata da quest’incontro?

Asbath: Lo incontrai ad un concerto, uno dei primi giorni in cui mi trovavo a Lipsia. Abbiamo chiacchierato per un po’ ed è venuto fuori che stava cercando un batterista. Io non avevo ancora una band, quindi è stata proprio una coincidenza. Nonostante all’epoca non conoscessi neppure di nome i Nargaroth, sono orgoglioso di aver fatto parte di una così grande band. Per quanto riguarda “Embrace Of Memory”, beh, non credo che l’influenza di Kanwulf sia così palese. Come ho detto, è stato un nuovo inizio. I Darkestrah erano in pratica una nuova band e non sapevamo esattamente quale direzione avremmo preso. In ogni caso, non credo che la differenza tra quest’album e gli altri sia così evidente; il suono è si veramente sporco, ma il tipico riffing dei Darkestrah è riconoscibilissimo, tanto è vero che “Akyr Zaman” e la cover dei Pagan, “Marching of the Hordes”, sono tuttora nella nostra scaletta live.

Ad esclusione di quest’album, tutti i vostri altri lavori sono pregni delle ammalianti sonorità della vostra terra mischiate con pattern Black Metal. Come riuscite ad unire questi differenti elementi nel processo creativo?

Asbath: A dire il vero non abbiamo uno schema fisso. Alcuni pezzi nascono a partire da un certo riff, altri sono ispirati dal ricordo di una melodia legata alla nostra terra. Lo stesso “Khagan”, per esempio, è nato da una meditazione serale in un parco.

Un’altra caratteristica distintiva dei vostri album è l’essere concettualmente incentrati su racconti, leggende o eventi storici della vostra terra natia. In particolare, il vostro ultimo full-length “Manas” ruota attorno al poema epico Kirghizo “Манас дастаны” (“L’Epopea di Manas”). Puoi raccontarci qualcosa di più?

Asbath: “Манас дастаны” è il poema epico nazionale dei Kirghizi. La storia che racconta ha inizio quando le tribù Kirghize vengono allontanate dalle loro terre, divise e ridotte in schiavitù. In seguito Manas, un giovane guerriero la cui nascita era stata predetta, riesce a riunire i Kirghizi in un’unica tribù, sconfiggendo i nemici e riconquistando Ala-Too, la Montagna Variopinta, la terra sacra dei Kirghizi. D’altra parte “Manas” è il più lungo poema epico mai scritto, perciò non è facile riassumerne il contenuto in poche frasi, anche perché si compone di capitoli secondari, flashback e altro ancora. Insomma, sia la storia che la sua inusuale mole lo rendono un elemento chiave della cultura tradizionale dei Kirghizi e una sorta di inno di orgoglio nazionale.

“Manas” è anche molto interessante dal punto di vista musicale. Confrontato con i vostri precedenti lavori, sembra infatti enfatizzare ancor di più i toni epici e atmosferici della vostra musica, dando maggior spazio alle clean vocal e al cantato armonico. Ritieni che tutto ciò sia stato una scelta cosciente o un’evoluzione naturale? Dobbiamo aspettarci ulteriori novità in futuro?

Asbath: Beh, è difficile dirlo ora. Come ho detto, non abbiamo schemi compositivi standard, perciò c’è sempre posto per un cambiamento in ciò che facciamo. Sono comunque abbastanza sicuro che il percorso intrapreso con “Manas” sia quello giusto, perciò continueremo su questa strada.

Avete fatto o programmato qualche concerto per supportare l’uscita di “Manas”? Qual’è la dimensione on stage dei Darkestrah e come riuscite a ricreare le complesse atmosfere degli album?

Asbath: Abbiamo suonato ad un release show a Lipsia e ora stiamo pianificando un paio di date che faremo prima della fine dell’anno. Sul palco siamo in cinque, e ci serviamo di volta in volta dei sampler orchestrati dal nostro tastierista Resurgemus, come pure di percussioni sciamaniche e del temir-komuz. Nel nostro ultimo concerto abbiamo anche avuto un video proiettato sullo sfondo, ottenendo un’esperienza davvero molto coinvolgente che credo riproporremo anche in futuro.

Giunti a questo punto, quali sono i vostri prossimi progetti? Avete già cominciato a scrivere qualcosa?

Asbath: Abbiamo un paio di nuovi riff, ma al momento è ancora troppo presto per poter dire in cosa si trasformeranno. Per quanto riguarda i progetti futuri, il nostro ultimo concerto a Lipsia è stato filmato e registrato semi-professionalmente, e almeno una parte verrà pubblicata, probabilmente in streaming gratuito, come una sorta di bootleg ufficiale. Ma dato che ce ne stiamo occupando da soli, ci vorrà del tempo.

Questa era l’ultima domanda. Grazie per la disponibilità. Lascio a te l’ultima parola per i fan.

Asbath: Vogliamo ringraziare i nostri fan per il loro supporto e voi di Hypnos Webzine per l’interesse dimostrato. I Darkestrah non si fermeranno mai. Continuate a seguirci!

Autore: Iconoclasta

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