INTERVISTA DEGENERHATE – Gianluca Lucarini

Visto il grosso interesse suscitato in me dal loro full-lenght di debutto, “Chronacles Of The Apocalypse”, non potevo lasciarmi scappare l’opportunità di contattare via mail il mastermind dei Degenerhate, Gianluca Lucarini, ed effettuare una ricca e succosa intervista. Lasciamo quindi la parola al diretto interessato…

Ciao Gianluca! Benvenuto su Hypnos Webzine e grazie per aver accettato di fare questa chiacchierata sulla nostra webzine. Senti, per rompere il ghiaccio che ne dici di raccontare un po’ la storia dei Degenerhate?

Gianluca Lucarini: Ciao a tutti e grazie per l’opportunita’ che ci avete offerto! Dunque, ho formato i Degenerhate nel 2002, e dopo qualche hanno di lontananza dalla scena musicale estrema, ho sentito il bisogno di ritornare a sonorita’ a me care. Per l’occasione, ho chiamato all’appello due amici di vecchia data, Max Varani alla voce (Enthralment, Corpsegod, CorpseFuckingArt) e Fabio Fraschini al basso (Desecration, D-Form, Enthralment, Novembre). Reclutato poi il batterista, Cristiano Rotatori, la prima lineup della band era formata. Con questa formazione registrammo qualche anno dopo il minicd “The End Has Just Begun”. Nel corso degli anni abbiamo cambiato diversi batteristi, fino ad arrivare all’entrata in pianta stabile nella band di Francesco Struglia, nostro attuale drummer. Inoltre nel 2010, abbiamo inserito anche un secondo chitarrista, Angelo Vernati, ottimo amico ed ottimo musicista,che ha portato un suono ancora piu’ compatto e massiccio alla band. Con questa line up abbiamo registrato il nostro primo full lenght “Chronicles Of The Apocalypse”. Ritengo che i Degenerhate siano la naturale evoluzione (e prosecuzione) di tutte le band in cui abbiamo militato; considera che io, Fabio e Max siamo dei veterani della scena, anche anagraficamente, e che ci conosciamo da fine anni ottanta/inizi novanta! Li ritengo molto piu’ che amici, direi dei compagni di vita! Immagina che io registrai il primo demo con la mia band nel 1989, ci chiamavamo Flegias ed il demo si intitolava “Reign Of Confusion”, ancora qualche aficionados della scena romana lo conserva gelosamente….

“Chronicles Of The Apocalypse” giunge dopo ben otto anni dal vostro EP di debutto “The End Has Just Begun”, un bel lasso di tempo. A cosa è dovuto tutto questo ritardo? Quali problemi avete dovuto affrontare per giungere alla pubblicazione di questa nuova release?

Gianluca Lucarini: Fondamentalmente, il ritardo è stato dovuto ai nostri impegni professionali, extramusicali, che ci hanno permesso di lavorare ad intermittenza alla registrazione di “Chronicles Of The Apocalypse”. Inoltre, devi considerare, che abbiamo registrato l’album ai Playrec Studio a Roma, di proprieta’ di Fabio il nostro bassista, che, giustamente, dava priorita’ ai clienti paganti dello studio, quindi ci siamo dovuti “accontentare” degli spazi liberi di tempo, che rimanevano tra una session e l’altra. Nonostante tutto, ritengo che Fabio ed il nostro fonico, Luigi Colasanti Antonelli, abbiano fatto un eccellente lavoro! Sono estremamente soddisfatto del sound di “Chronicles Of The Apocalypse”!

A distanza di tutti questi anni come giudichi il vostro lavoro di debutto “The End Has Just Begun”? Cosa avete trasferito di questo lavoro in “Chronicles Of The Apocalypse” e su quali aspetti invece si differenziano?

Gianluca Lucarini: Ad essere sincero, neanche noi ci aspettavamo tutta quella accoglienza calorosa per “The End Has Just Begun” ! Considera che dopo soli 3 mesi dalla registrazione del minicd, avevamo gia’ tre offerte da parte di labels per rilasciare il lavoro. Alla fine optammo per la label messicana EBM Records, che fece un ottimo lavoro di distribuzione in tutto il mondo, eravamo anche nel catalogo della Relapse negli States!!! Considera che tutte le copie andarono sold out in breve tempo, e ci fecero delle ottime recensioni, sia sul web che sulla carta stampata. Non male per una band nuova che aveva registrato un minicd in tre giorni!!! I pezzi di quel mini mi piacciono ancora un casino, hanno molto groove e manifestano chiaramente le nostre reminescenze brutal death direi; con il senno di poi, rivedrei delle parti di batteria ed alcuni aspetti relativi alla registrazione. Ritengo “Chronicles Of The Apocalypse” un lavoro piu’ maturo, sperimentale, ragionato e forse meno “istintivo” rispetto a “The End Has Just Begun”. Inoltre la produzione è decisamente migliore. Come ho detto precedentemente, sul minicd era manifesta la nostra passione per un certo tipo di brutal death metal, mentre in “Chronicles Of The Apocalypse” credo che la matrice grindcore sia piu’ marcata. Sicuramente quello che abbiamo trasferito in “Chronicles Of The Apocalypse” sono le liriche a sfondo socio politico o, comunque, testi di denuncia.

“Chronicles Of The Apocalypse” esce in totale autoproduzione come un full-lenght. Come mai questa scelta? Possibile che non siete riusciti a trovare una label, nonostante l’alta qualità espressa nel vostro lavoro?

Gianluca Lucarini: Ad oggi non abbiamo ancora trovato una label per stampare il cd, nonostante sia piaciuto tantissimo a diverse etichette. Credo che ci sia una serie di cause concatenate: in primis, la crisi economica che fa comprare meno dischi alle persone, ergo, l’etichette discografiche stampano meno rispetto a prima. E poi penso, che oggi, molte labels, puntino piu’ a qualche ristampa di vecchie bands, seguendo il trend attuale, dove le ristampe di “vecchie glorie” vendono di piu’ di bands attuali. Forse la gente non riesce a trovare niente di particolarmente interessante, in tutte le milioni di bands fotocopia che pullulano il mercato, e per questo, preferisce investire in roba old school. Comunque siamo fiduciosi, che prima o poi, qualche etichetta arrivera’, magari anche in coproduzione.

Parlando direttamente di “Chronicles Of The Apocalypse”, la prima cosa che mi ha sicuramente colpito è stata la resa sonora. Nonostante suoniate Grind\Death con tracce molto brevi, siete sempre riusciti ad evitare i classici brani di sola “caciara” tipici del genere, trovando sempre un minimo di struttura, od un bel riff portante, che riescono a dare personalità alla singola traccia. Da dove derivano queste scelte stilistiche? Qual’è la tua concezione del Grind?

Gianluca Lucarini: Posso dirti che le tracce brevi sono la mia concezione del grind, io scrivo tutte le musiche ed i testi nei Degenerhate, ed in fase di composizione, mi viene naturale creare pezzi che siano brevi ma estremamente intensi. Ritengo che questo sia il nostro trademark, e cioè che ogni singolo brano sia breve, fulmineo, ma perfettamente identificabile e riconoscibile; vuoi per un particolare riff , per struttura o per un ritornello. Mi piace l’idea che chi ascolta il nostro album, possa poi ricordarsi le tracce, e canticchiarle, perche’ gli sono rimaste in testa. A me succede proprio così, dopo che ho ascoltato un disco che mi è piaciuto.

Sempre a proposito delle tracce che compongono il vostro ultimo lavoro, ho notato che avete inserito i brani piu’ “sperimentali” (se vogliamo definirle cosÏ) verso la fine del disco. Tra queste vorrei citare “Another You Another Me” e “Song Of Hate & Destruction”, che sono davvero atipiche per il genere. Cosa mi puoi dire al riguardo?

Gianluca Lucarini: Diciamo che i due brani da te citati sono sicuramente fuori dai canoni standard del grindcore, ma a noi piace la contaminazione, non siamo un gruppo grind ordinario, non lo siamo mai stati, ed è proprio per questo che abbiamo inserito in “Chronicles Of The Apocalyse” queste due tracce. Nella domanda precedente parlavi di personalita’, credo che questo possa identificare a pieno la nostra: puoi trovare songs prettamente grind tipo “Bushit”, “Earth First” o “War Inside My Head”, ed allo stesso tempo la melodica “Another You Another Me”, o “Song Of Hate And Destruction” con arpeggi clean di chitarra, urla lancinanti ed aperture black metal, o ancora “Fur Is Dead” cadenzata e funerea in perfetto stile doom. Tra l’altro “Another You Another Me” e “Song Of Hate And Destruction” hanno delle liriche molto intimistiche, a cui sono molto affezionato. Tra l’altro suono pure in una side project band, Rome In Monochrome, dove posso esploro territori musicali anche abbastanza distanti dai Degenerhate, ma comunque, inevitabilmente, ne vengo poi influenzato.

“Chronicles Of The Apocalypse” vede la collaborazione in fase di mastering di un maestro quale Scott Hull (Agoraphobic Noisebleed, Pig Destroyer). Mi puoi raccontare di come è nata questa collaborazione e se ritieni che il lavoro di Scott abbia inciso in qualche modo sul risultato finale dell’album.

Gianluca Lucarini: Abbiamo avuto modo di apprezzare il lavoro fatto da Scott durante questi anni con diverse bands, e siccome volevamo per “Chronicles Of The Apocalypse” un mastering potente e corposo, la scelta di rivolgersi a Scott è stata quasi obbligata. Si è dimostrato un professionista serio e capace, e siamo molto soddisfatti del lavoro che ha fatto per noi. Dopo il suo intervento il disco suona piu’ massiccio e potente.

Tra le vostre tracce compaiono anche due cover, “Cannibal Ritual” dei maestri tedeschi Blood, e “Running Through The Blood” dei Fear Of God. Per quale motivo le avete inserite all’interno di “Chronicles Of The Apocalypse”? Cosa rappresentano per voi queste due cover?

Gianluca Lucarini: Abbiamo registrato queste due cover per delle compilation tributo che sarebbero dovuto uscire, sia per i Fear Of God che dei Blood. Ad oggi non abbiamo saputo piu’ nulla di questi progetti, con tutta probabilita’ sono naufragati, indi per cui, le abbiamo inserite in “Chronicles Of The Apocalypse”. Ci siamo molto divertiti a registrarle e riarrangiarle a modo nostro. Nutro un profondo rispetto per entrambe le band.

Dando uno sguardo ai testi di “Chronicles Of The Apocalypse”, si nota subito l’assenza sia di testi demenziali (che ultimamente sono tornati molto di moda) che di piccoli bignami di medicina e fisiologia, in favore di tematiche tremendamente attuali e di stampo sociologico\politico. Quale realtà volevi rappresentare nei tuoi testi ed in che modo le liriche si raccordano al titolo dell’album?

Gianluca Lucarini: I testi per i Degenerhate sono importanti quanto lo è la musica, e la visione pessimistica che ho della societa’ moderna, è un’inesauribile fonte d’ispirazione. Non scrivo testi politicamente/socialmente impegnati perché siamo un gruppo grind ed i clichè del genere lo impongono, li scrivo perché mi viene naturale esprimere tali concetti e contestualizzarli nella nostra musica. Diciamo che le tracce contenute nell’album, non sono altro, che le cronache che raccontano l’Apocalisse. Tra l’altro, all’interno del cd, sono presenti i testi di tutte le tracce.

Uno dei brani che più fa’ riflettere è sicuramente “Turn Off The TV Turn On The Brain”, anche se ormai tale discorso dovrebbe essere esteso ai sempre più fastidiosi social network. Qual’è il tuo pensiero alla base del pezzo?

Gianluca Lucarini: La genesi di “ Turn Off The Tv, Turn On The Brain” è stata dovuta al profondo disgusto, che provo per la televisone, che è diventata sempre piu’ un mezzo di mediocre intrattenimento, piuttosto che un mezzo d’informazione onesto ed imparziale. L’enorme potere che ha la televisione d’influenzare le persone, è spaventosamente pericoloso!!!! La gente si lascia lobotomizzare da tutta questa spazzatura mediatica, subendo, inconsciamente e passivamente, una violento lavaggio del cervello. Da qui è nato il titolo ed il testo della canzone.

Avete già effettuato delle date live per la promozione di “Chronicles Of The Apocalypse”? Potresti descrivere la dimensione live dei Degenerhate? Avete in programma alcune date nel prossimo futuro?

Gianluca Lucarini: Non abbiamo effettuato live perché siamo una band atipica anche in questo: Francesco il nostra batterista, abita attualmente in Olanda per motivi di lavoro, Fabio il bassista, fa il musicista di professione, ed è spesso in giro per l’Italia a suonare con artisti e gruppi mainstream della musica leggera italiana, io sono tutta la settimana fuori casa per lavoro,Max meglio non parlarne…..purtroppo è estremamente difficile riuscire a coniugare gli impegni e l’esigenze di tutti ! In futuro, sto pensando di avvalermi, di qualche amico musicista che gravita nella scena, per poter fare qualche concerto ad alto contenuto distruttivo. Ma per ora è solo una mia idea, vedremo l’evolversi degli eventi.

Leggendo i ringraziamenti del booklet, non ho potuto fare a meno di riconoscere vecchie conoscenze di almeno una decina di anni fa nell’ambito dell’underground romano, tra questi menziono Andrea Cipolla ed i suoi Corpsefucking Art, Vito e gli Ultimo Mondo Cannibale ed i sempre mitici Orlando Brothers. Dal tuo punto di vista com’è cambiato l’underground romano da dieci anni a questa parte dal punto di vista delle amicizia e supporto comune, visto da quello qualitativo, mi sembra che nell’ambito Death, tutto sommato Roma continua a produrre nuove ed interessanti realtà?

Gianluca Lucarini: Sono d’accordo con te, a Roma ci sono tutt’oggi delle realta’ musicali estremamente valide! Mi vengono in mente, i gia’ citati da te, Ultimo Mondo Cannibale e Corpsefucking Art, ma anche gli Tsubo, i Buffalo Grillz, gli Hour Of Penance, i Neid di Viterbo, i Payback, che nell’ambito hardcore, sono a mio parere, una band dalla caratura internazionale. Credo che la scena sia piu’ viva che mai nella capitale, e credo anche, che rispetto a quando iniziammo noi, ci siano molte piu’ opportunita’ per i gruppi di avere visibilita’: internet al primo posto, ma anche molte piu’ sale prove, locali per suonare dal vivo etc.etc. Sicuramente, l’underground capitolino, si è evoluto, sia in termini di qualita’che di quantita’ dell’offerta, e questo non puo’ essere che una cosa positiva. Finchè ci sara’ gente, che ha voglia di sbattersi nel supportare l’underground, la scena sara’ sempre viva! Conosco Andrea dei CorpseFucking Art da piu’ di vent’anni, Vito degli Ultimo Mondo Cannibale e Giorgio degli Tsubo da una decina circa, e l’amicizia ed il supporto reciproco non solo è immutato, anzi, con il passare degli anni si è solidificato ed è aumentato! Nutro un profondo rispetto verso questi ragazzi!

Senti, mi spieghi meglio la storia riguardante la vostra partecipazione al vecchissimo film horror underground “Sick-O-Pathics”, di cui avete messo i video di alcuni spezzoni sul vostra pagina di Facebook? Come siete finiti dentro questo piccolo cult movie italiano?

Gianluca Lucarini: Partecipare al film “Sick-O-Pathics” è stata un’esperienza incredibile!!!! Conoscevamo Brigida Costa, regista del film insieme a Massimo Lavagnini, che ci offrì, a me e Max, di presenziare alle riprese del film e di recitare anche delle parti. Inutile dire che ne fummo entusiasti! Eravamo, e siamo, dei cultori del cinema horror/splatter/gore e il pensiero di essere nello stesso lungometraggio dove facevano dei cameo gente come Lucio Fulci, Joe D’Amato, Sergio Stivaletti, David Warbeck, Linnea Quigley, ci riempiva di orgoglio e ci faceva sentire dei privilegiati! Tra l’altro alla premiere del film al Fantafestival di Roma, io e Max , fummo intervistati da Rai Tre che stava facendo un report sulla manifestazione. Il film è oramai introvabile da anni, ma dopo una lunghissima ricerca, finalmente, sono riuscito a trovarne una copia in dvd da un tizio in Florida! “Sick-O-Pathics” infatti, venne distribuito per il mercato statunitense, dalla mitica Troma! Sul nostro sito Facebook, potete vedere le clip dove ci siamo noi!

In una delle tua email che ci siamo scambiati, mi ha detto che i Carcass sono uno dei tuoi gruppi preferiti in assoluto, mi dici cosa ne pensi del loro inaspettato come-back di “Surgical Steel”?

Gianluca Lucarini: Si, lo confesso, i Carcass sono stati e sono ancora oggi, la band che mi ha pervaso l’anima! Da quando suonavano grind patologico, fino alla svolta death melodica avvenuta con “Heartwork”; sono totalmente Carcass addicted! Non penso ci sara’ mai piu al mondo, una band come i Carcass! Riguardo “Surgical Steel”, a parte lo scetticismo iniziale, devo dire che non mi è dispiaciuto affatto. Niente di trascendentale intendiamoci, ma un dignitoso come back, con un marcato imprinting Carcassiano.

Ultima domanda di rito. Quali sono i prossimi piani del gruppo? State già pianificando nuove uscite discografiche?

Gianluca Lucarini: Nel futuro prossimo, quello che ci preme maggiormente, è trovare un’etichetta per rilasciare “Chronicles Of The Apocalypse”. Dovremmo inoltre partecipare ad uno split con altre bands nel 2014. Attualmente abbiamo sei pezzi nuovi pronti, vedremo se inserirli in questo split o su un secondo full lenght album.

Ok! Siamo finalmente giunti a conclusione della nostra chiacchierata. Grazie mille per la tua disponibilità ed in bocca al lupo per il futuro dei Degenerhate. Come faccio di solito, ti lascio il compito di chiudere questa intervista nel modo che piu’ ritieni opportuno.

Gianluca Lucarini: Grazie a te per la tua disponibilita’ e per l’opportunita’ offertaci! Invito tutti i tuoi lettori sulla nostra pagina Facebook e su Twitter. Inoltre se volete ascoltare dei brani in anteprima di “Chronicles Of The Apocalypse”, scrivete Degenerhate su Youtube e potrete ascoltare, tramite il nostro canale, tre tracce. Grazie ancora, un saluto a tutti! GRIND ON!!!!!!!