INTERVISTA DELIRIUM X TREMENS – Ciardo

Ad un anno di distanza dall’ottimo “Belo Dunum, Echoes From The Past”, i Delirium X Tremens hanno dimostrato che è possibile mettere insieme tradizione e modernità, la brutalità del Death Metal con il calore della nostra tradizione popolare, ma senza scadere nel triste calderone Folk Metal. Hypnos Webzine è andata a tastare il polso della band al leader e voce della band Ciardo

Ciao Ciardo, grazie mille per la tua estrema disponibilità nei riguardi di questa neonata zine! Senti, per prima cosa ti vorrei chiedere, essendo ormai passato un anno dall’uscita di “Belo Dunum”, di parlarci dei riscontri generali che avete ottenuto da questo vostro ultimo lavoro e se siete soddisfatti di quello che avete fatto ed ottenuto.

Ciardo: Ciao e grazie a te per la possibilità di fare due parole su Hypnos zine!! Possiamo dirci molto soddisfatti a un anno di distanza dall’uscita di “Belo Dunum”, i riscontri sono stati positivi sia da parte della stampa sia da parte del pubblico. La nostra svolta stilistica è stata accolta davvero ottimamente! Diciamo che quando ci siamo buttati su quest’idea, il fatto di raccontare delle tradizioni e leggende della nostra città (Belluno) unendo al nostro Death Metal strumenti classici quali flauti, fisarmoniche e cori Alpini, non avevamo idea della reazione che avrebbe potuto scatenare sugli ascoltatori… Ma abbiamo fatto quello che ci piaceva, ed è piaciuto anche a chi ha ascoltato il nostro prodotto, meglio di così… !!

Probabilmente avrai già ricevuto questo tipo di domanda, ma la mia curiosità è tale da fartela in ogni caso. Cosa vi ha spinto a passare da sonorità e tematiche iper-futuristiche, per non dire sci-fi, ad un vero e proprio omaggio, ma inedito e personalissimo, al vostro territorio?

Ciardo: Non sapevo neanche cosa voleva dire sci-fi, ora lo so ehehehe! Il nostro vecchio concept e il nostro nuovo sentiero stilistico sono legati da un sottile ma importantissimo filo conduttore. Nei nostri lavori precedenti esternavamo la nostra avversione all’abuso della tecnologia dei tempi moderni, alla sete di potere dell’uomo, alla sua brama di prevaricare qualsiasi legge naturale e alla massificazione verso mode o correnti di pensiero comandate dai media. Partendo da questo concetto, ci siamo guardati indietro, verso le nostre radici, quando la tecnologia non aveva di certo il posto che occupa al giorno d’oggi, quando i nostri avi vivevano in semplicità e in sintonia con la natura, quando si badava all’essenza delle cose e non all’apparenza. C’è anche da dire che siamo molto legati alle nostre tradizioni di montagna, ed è giusto per noi portare avanti il ricordo della nostra terra.

L’inserimento di piccoli elementi folk, quali la fisarmonica in “Life Before Nothing” o l’uso del dialetto in “Screams Of 2000 Screams”, in che modo ha modificato il vostro modo di scrivere musica?

Ciardo: Per comporre ci siamo focalizzati principalmente sulle emozioni da esprimere, in modo che la musica fosse intrisa dell’atmosfera giusta per ogni storia raccontata in ciascuna canzone. I vari strumenti classici che abbiamo inserito servivano per ricreare certe atmosfere “antiche” di cui le canzoni necessitavano, per dare quell’alone di vecchio e polveroso. Per poterli inserire abbiamo dovuto comporre le parti ritmiche, ovviamente, in base alla parte dello strumento acustico, cercando così di creare un binomio perfetto dove tutto suonasse fluidamente. Non volevamo però che le canzoni diventassero troppo piene, e quindi abbiamo centellinato questi strumenti solo nei punti che ritenevamo importanti. E’ stata una sfida per noi comporre questo album, ci siamo messi in gioco, cercando di creare qualcosa di nuovo!

Parlando in maniera personale, ritengo che “Artiglieria Alpina” sia un piccolo gioiellino da tramandare ai posteri, sia per il perfetto incastro tra metal o l’uso dei cori tradizionali, che per il testo, poetico ma scevro da qualsiasi ideologia politica. Mi premeva sottolineare questo aspetto poichè come ho detto in fase di recensione, ci sono troppe persone che parlano a caso ed in maniera che dire superficiale è un eufemismo. Potresti raccontarci quale è stata la genesi di questo brano?

Ciardo: La storia degli Alpini per noi è storia di famiglia, e qui dalle nostre parti è molto sentita e viva. Questa composizione è nata proprio per questo motivo, un omaggio a quei ragazzi che prima di noi hanno versato il sangue sulle nostre montagne. Mi fa piacere che tu abbia capito che questa canzone (come tutte) sia assolutamente priva di qualsiasi appartenenza politica, questo aspetto per noi era molto importante, qui semplicemente abbiamo voluto dare voce a loro , agli Alpini caduti in guerra sulle nostre cime Dolomitiche! Soprattutto per questo pezzo, più che mai la musica segue minuziosamente ogni passaggio del testo, a partire dal coro che introduce la canzone. Ti dirò, inizialmente scrissi un riff cadenzato senza pensare a una sua collocazione ben precisa, ma poi dopo qualche riascolto pensammo che fosse perfetto per una canzone sugli Alpini. Fu così che nacque il testo e tutto il resto, in perfetta simbiosi!

Altra traccia che sicuramente lascia il segno è il trittico dedicato al terribile disastro del Vajont. A quasi 50 anni da quel terribile 9 ottobre, che cosa rimane ancora impresso nella memoria dei vostri conterranei di quella maledetta giornata? In che modo avete cercato di trasferire tali sentimenti nella vostra musica? Quali sono i tuoi pensieri a proposito di questa triste faccenda?

Ciardo: La tragedia del Vajont è una catastrofe difficile da cancellare dalla memoria, sia per chi l’ha vissuta che, per chi come noi, all’epoca non era neanche nato. Nella memoria rimane la tristezza , ma soprattutto la rabbia verso quello che è successo e che poteva essere evitato. La diga infatti fu costruita in un posto molto pericoloso, una frana staccatasi dal monte Toc invase il bacino della diga e fece strabordare l’acqua che finì a valle annientando il paese di Longarone e colpendo anche il paese di Erto. 2000 vittime si conterà. Pensa di andare a dormire una sera, e tutto ad un tratto vieni travolto da un ondata d’acqua inarrestabile, e il tuo paese non esiste più. Il trittico che abbiamo dedicato al Vajont è diviso in tre parti: la prima ,“Life before nothing”, che narra della vita prima della tragedia e dell’incombente lavoro di costruzione della diga da parte della Sade, canzone pervasa da un alone di tristezza e sinistri presagi. La seconda, “Scream of 2000 screams”, introdotta dalla narrazione in dialetto Bellunese su quello che stava avvenendo, canzone rabbiosa che narra la visione della distruzione causata dall’onda del Vajont. La terza , “The memory”, canzone totalmente acustica, è un omaggio alle vittime innocenti che ora giacciono in silenzio, ed è questa una canzone intrisa di malinconia e che da la pace a questo nostro mesto trittico. Abbiamo cercato di trasmettere queste emozioni, tristezza, rabbia, dolore, malinconia, tramite le liriche, tramite le armonizzazioni delle chitarre e le strutture ritmiche di tutti gli strumenti, utilizzando la voce narrante nel nostro dialetto su una base acustica molto triste. Io credo che questa tragedia sia un esempio che ci fa capire che la natura non va sfidata… l’avidità dell’uomo, della Sade, del governo dell’epoca, hanno fatto perdere la vita a 2000 persone innocenti che non hanno mai trovato giustizia! Per capire quello che si può o non si può costruire in montagna non basta studiare geologia… per capire la montagna bisogna viverla!

Sempre parlando delle liriche di “Belo Dunum”, l’unica traccia che in apparenza sembra poco inquadrata nell’ambito del disco è “33 Days Of Pontificate (Vatican Inc)”, risultando quasi una tipica invettiva verso il Cattolicesimo, ma in realtà Papa Giovanni Paolo I era originario di Canale D’Agordo (o Forno di Canale) un piccolo comune nella provincia di Belluno. Quali erano i tuoi pensieri dietro alla scrittura di questo testo e per quale motivo hai voluto concentrare l’attenzione sulla strana morte di questo Papa?

Ciardo: Il testo di questa canzone, come altri, in realtà è stato scritto da Pondro, bassista. E’ un argomento scottante questo, che ci intrigava parecchio, e visto che Papa Luciani era originario di Canale D’Agordo , il tutto era attinente con il nostro concept sulle Dolomiti e su Belluno! Papa Luciani, morto in circostanze misteriose dopo soli 33 giorni di pontificato, era una persona genuina e umile come la montagna insegna…ma era andato a toccare argomenti troppo scottanti, come i conti bancari della chiesa, i possedimenti del Vaticano, e come potete immaginare, per quei delinquenti chiamati vescovi, cardinali etc., diventava una situazione pericolosa, una situazione da risolvere al più presto .. in 33 giorni appunto! Sicuramente questo per noi è stato anche un veicolo per andare contro chiesa , Vaticano e compagnia brutta!

Cambiando argomento, volevo chiedervi qual’era lo scopo che la vostra etichetta, la Punishment 18, si prefiggeva di ottenere con il promo “Drops Of Stone…”, che conteneva una piccola anticipazione di “Belo Dunum”. Ve lo chiedo perchè, personalmente, l’ascolto di quelle due tracce presenti mi avevano completamente messo fuori strada, pensando che anche voi vi foste convertiti in qualche modo al Folk Metal tanto di moda negli ultimi anni.

Ciardo: I promo di “Drops Of Stone…”, li abbiamo preparati noi di tasca nostra, ne abbiamo fatti 1500 più o meno. E’ un ottimo mezzo promozionale, ne abbiamo distribuiti molti in giro, soprattutto in Germania dove io e il bassista siamo soliti andare al Party San festival. Crediamo che non ci sia miglior modo per promuovere la propria band, se non quello di fare ascoltare i propri pezzi! Comunque non credo che le due tracce presenti abbiano una così marcata vena Folk, anzi direi che tutto il disco non ce l’ha, ehehe abbiamo proprio cercato di evitare quest’aspetto.

Un’altra cosa che volevo domandarti è il tuo parere sull’interessante compilation di gruppi veneti “Eons Of Revolution Vol. 1”, prodotta dalla WOM Records e che vi vedeva tra i vari partecipanti. Personalmente, la trovai una iniziativa molto intelligente e che metteva in mostra gruppi della tua regione molto interessanti (tra cui voi ovviamente). Quali sono i rapporti con le altre metal band della zona? Sai se presto uscirà un volume 2?

Ciardo: Alessio della WOM Records è un ragazzo in gamba e che fa davvero tanto per le band della zona. La compilation “Eons…” è una delle sue tante iniziative per promuovere le band locali e secondo me è davvero un’ottima idea! Ho sempre apprezzato le compilation, anche la nostra etichetta Punishment 18 Records ne ha fatte parecchie ed è un ottimo mezzo di promozione. Oltretutto è anche l’organizzatore del WOM Festival che si tiene a Piombino Dese (PD), dove abbiamo suonato a settembre di quest’anno… davvero un bel festival !! Il volume due è già uscito , ma non so dirti se ha in progetto altre compilation. Oltre alla “Eons…” ha creato un’altra compilation unicamente composta da band Black Metal che si chiama “Epistulae ad Luciferum”. Con le altre band manteniamo un ottimo rapporto, a noi non interessa farci la guerra, non abbiamo tempo per queste cose…

Dal punto di vista live, come è andata la promozione del disco? Avete fatto anche date all’estero? Come descriveresti la dimensione on stage dei Delirium X Tremens?

Ciardo: Di date all’estero una sola purtroppo, al Metal Mania festival in Slovenia. Per le date in Italia quest’anno è stata un po’ magra, però abbiamo suonato in validi festival come il Sun Valley Metal Fest, Rock at Tarz, WOM Festival… Ci sono sempre più locali che chiudono ed è sempre più difficile suonare nel nostro paese. La nostra dimensione onstage? Polverosa, gelida, antica, Dolomiticamente montanara e fottutamente potente !!

Ormai è passato un anno dall’uscita di “Belo Dunum” ed immagino che abbiate iniziato a pensare a nuovi mosse riguardanti la band. Cosa ci dobbiamo aspettare nel breve e nel lungo periodo dai Delirium X Tremens?

Ciardo: Stiamo organizzando un tour balcanico, che toccherà Romania, Bulgaria, Serbia, Macedonia, Grecia… Partiremo il 3 Gennaio del prossimo anno e staremo via 10 giorni! Abbiamo qualche proposta per delle prossime date tra Febbraio e Aprile, ma ancora niente di confermato a parte una data a Valdobbiadene (TV) il 21 Dicembre con gli Inverted. Abbiamo avuto anche un interessante proposta che riguarda “Belo Dunum”, una specie di documentario, ma ne parleremo quando avremo qualcosa di fisso in mano. Nel frattempo stiamo componendo nuovo materiale per il successore di “Belo Dunum”, si tratterà di un concept basato sempre sulla nostra tradizione, leggende delle Dolomiti, e fatti realmente accaduti che riguardano la nostra città, Belluno. Le Dolomiti hanno ancora molte storie da raccontare!!

Ultima domanda. In questo periodo di estrema crisi, politica, economica e sociale, in che modo riuscite a portare avanti la vostra passione verso la musica? Come vedi il prossimo futuro della tua terra e dell’Italia?

Ciardo: Ci vogliono tanti sacrifici, non dico di no, ore in sala prove, pensare al merchandise, alle grafiche, ai contatti etc. etc.. e in più ci vuole un gran investimento di tempo e soldi! Quello che ci fa tirare avanti è proprio la passione per quello che stiamo facendo , la voglia di metterci in gioco e creare sempre qualcosa di nuovo, questo è ! Il futuro??!! Eh, bella domanda la tua, beh se andiamo avanti così, la vedo grigia, però non sto qui a preoccuparmi troppo, attendo con calma il momento dell’esplosione generale così (si spera) faremo una bella disinfezione col napalm in parlamento e in Vaticano, giù tutti e palla al centro!

L’intervista è finita, ti ringrazio nuovamente per la tua estrema cortesia nel rispondere alle mie domande. Lascio a te l’ultima parola dell’intervista.

Ciardo: Grazie mille a te e a voi di Hypnos Webzine per lo spazio. Restate sintonizzati sulle prossime nostre date e news su www.deliriumxtremens.com oppure su Facebook, Twitter e poi non so che altro! Ascoltate le gelide leggende delle Dolomiti!

Autore: KarmaKosmiK

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