INTERVISTA ENISUM – Lys

Attivi da ormai dieci anni, Lys ed il suo progetto Enisum si apprestano a tagliare questo importante traguardo freschi di pubblicazione di “Arpitanian Lands”, uno degli album più interessanti usciti da un po’ di tempo a questa parte in Italia. Ecco quello che il musicista piemontese ci ha raccontato.

Ciao Lys, benvenuto su Hypnos Webzine. Prima di concentrarci sul nuovo lavoro, vorrei sapere cosa ti ha spinto a dare vita al progetto Enisum e quali aspettative avevi e hai tuttora. Visto che soltanto da poco sono entrati in formazione Leynir al basso ed Epheliin come voce femminile, si può dire che Enisum sta diventando una band a tutti gli effetti? In ogni caso, come mai hai preso questa decisione?

Lys: Ciao, il progetto Enisum è nato nel 2006 con l’intenzione di creare musica Black unita al Dark Ambient. Negli anni il tutto si è evoluto. La discografia di Enisum è la seguente: “Enisum” e “Sedlec Kostnice” usciti nel 2006, “Mountain’s Breath” nel 2010, “Black Autumn” nel 2012, “Desolation” a cavallo tra 2013 e 2014 e “Samoht Nara” pubblicato nel 2014 dalla Dusktone, come l’ultimo “Arpitanian Lands”. Sono tutte autoproduzioni a tiratura limitata tranne gli ultimi due album nei quali sono entrati nel progetto il bassista Leynir ed Epheliin come voce femminile. Nell’ultimo lavoro c’è stato anche l’ingresso in line up di Dead Soul alla batteria. I brani vengono scritti da me e poi suonati insieme agli altri membri di Enisum mentre precedentemente suonavo e registravo tutto io. Solo con l’uscita di “Samoht Nara” abbiamo iniziato a suonare live, prima Enisum era una one man band.

In sede di recensione ho scritto che il Black Metal proposto in “Arpitanian Lands” è più personale e maturo rispetto a quello già eccellente visto in “Samoht Nara”, sia per la presenza di passaggi tra l’Atmospheric e il Post-Black, sia per il maggior spazio dato alla voce di Epheliin. Come valuti questa nuova uscita in un’ottica di crescita compositiva e quali sono i gruppi e gli album che ritieni fondamentali per l’evoluzione della tua musica nel corso degli anni?

Lys: Sicuramente “Arpitanian Lands” è un album più maturo rispetto a “Samoht Nara”, è cambiata anche la produzione ed il lavoro in studio. Tra le band che mi hanno dato ispirazione ci sono i Wolves In The Throne Room, i Lunar Aurora, gli Alda e tanti altri gruppi Post-Black. Gli album che mi hanno toccato di più sono tanti, ma rimaniamo sempre in ambito Cascadian Black Metal, Post-Black e Dark Ambient.

Quali sono i punti in comune più evidenti e le differenze più marcate tra gli Enisum degli esordi e questa loro nuova dimensione? A livello di scrittura dei pezzi, c’è stato un contributo anche da parte dei nuovi membri o hai continuato ad occuparti di tutti i vari aspetti della fase compositiva?

Lys: Penso ci sia sempre una linea guida che si può sentire in ognuno dei lavori che ho registrato, a livello di scrittura continuo a scrivere io i brani e poi li arrangio insieme ai miei compagni.

Parlando più in dettaglio di “Arpitanian Lands”, cosa ci puoi dire della sua genesi? C’è qualche brano che consideri particolarmente adatto per esprimere l’essenza che sta dietro al progetto? Sei soddisfatto del risultato finale e di come l’album è stato accolto?

Lys: “Arpitanian Lands” è una maturazione del precedente “Samoht Nara”, sia dal punto musicale che per quel che riguarda la produzione e la collaborazione tra me e gli altri membri di Enisum. Un brano in particolare per esprimere l’essenza di Enisum? Non saprei… Ogni brano è una cosa a sé. In ogni caso, sono soddisfatto di come è stato accolto l’album.

Come accennato, nella tua musica c’è una componente più atmosferica ed una più tipicamente Black. Come convivono questi due aspetti? Sono due sensazioni che miri a trasmettere come in conflitto o come convergenti nella stessa direzione?

Lys: Rispecchia un po’ come sono fatto io… Ci sono parti tranquille alternate a sfuriate più aggressive. È sia un conflitto ma anche una convivenza… se gestite bene le due varianti possono convivere insieme

Per quanto riguarda i testi, fin dal titolo, ma pure dal monicker scelto (leggetelo al contrario e otterrete il nome di un monte della Val Di Susa, ndr), è evidente che le tematiche affrontate attingono direttamente dai luoghi in cui vivi. Ma da dove arriva l’ispirazione per scriverli e quanto ritieni siano importanti nell’economia dei tuoi lavori? Da questo punto di vista, un po’ mi ha stupito la scelta dell’inglese, che permette sicuramente un vantaggio nel proporsi all’estero ma in qualche modo potrebbe aver fatto perdere un po’ dell’immediatezza e dell’espressività derivanti dall’utilizzo della nostra lingua. Come è maturata questa decisione?

Lys: L’ispirazione viene dall’ambiente dove vivo… boschi, montagne e fiumi. I testi sono in inglese con qualche parte/titolo in dialetto. Non è facile scrivere brani e testi totalmente in dialetto, è difficile amalgamare il cantato in dialetto con certe metriche musicali. In futuro magari ci saranno novità riguardo l’uso del dialetto.

Vista la tua ritrovata prolificità, sei già al lavoro su del nuovo materiale, o hai comunque già pianificato qualcosa per il futuro? Cosa ci dobbiamo aspettare dalla prossima uscita a nome Enisum?

Lys: Non ho mai perso l’ispirazione per scrivere musica. Si, sto scrivendo brani per il nuovo album, ma non so ancora quando uscirà. Ora siamo concentrati sui live che ci vedranno suonare sia in Italia che all’estero.

Prima di concludere, voglio farti una domanda che credo ti interessi da vicino. La tua terra, la Val Di Susa, negli ultimi anni è salita alla ribalta delle cronache per la ben nota questione della TAV Torino-Lione. Qual’è il tuo punto di vista su questa spinosa questione?

Lys: Sulle questioni politiche non mi esprimo. Posso dirti che sono contrario ad ogni sfruttamento della natura e della sua fauna.

Bene, questa era l’ultima domanda. Grazie per la disponibilità. Ti lascio l’ultima parola.

Lys: Ciao, grazie a te! Supporto a tutto L’UNDERGROUND!

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