INTERVISTA EX AENIMA – Adriano Ruzza

Uno degli obiettivi principali che noi di Hypnos Webzine ci siamo dati è quello di dare visibilità e risalto a band che, almeno dal nostro punto di vista, risultino meritevoli e degne di avere sulla nostra webzine una piccola vetrina dove mettersi in mostra. Come nel caso dei ciociari Ex-Aenima, autori di un ottimo secondo lavoro intitolato “The Dream Of Kyra”, il solo talento di questi tempi non sembra bastare per poter emergere dal caos dell’underground, ed è per questo che abbiamo contatto uno dei due chitarristi, Adriano Ruzza, per tastare un po’ il polso della band.

Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Hypnos Webzine!! Direi che possiamo rompere il ghiaccio dandovi modo di introdurvi ai lettori, raccontando la vostra storia.

Adriano Ruzza: Un saluto a tutti gli appassionati della buona musica ma soprattutto a tutta la redazione di Hypnos Webzine che ci ha dato questa bellissima opportunità. Il progetto Ex Aenima nasce nell’agosto del 2006 per volere di Patrizio Scappaticci (chitarra), Adriano Ruzza (chitarra) e Antonio Ricci (basso); a questo primo nucleo si aggiungono Sonny Scafi alla voce, Dario Cappello alle tastiere e Gianni Marchelletta alla batteria. Sin da subito abbiamo iniziato a comporre materiale inedito che sarebbe poi entrato a far parte del nostro disco d’esordio “Streamline”. L’album viene registrato nell’estate del 2007 e suscita un discreto interesse nell’underground musicale nostrano. All’uscita dell’album seguono concerti, partecipazioni radio e la pubblicazione del nostro singolo “Silent Faces” sulla compilation della rivista di Rock Hard. Dopo la pubblicazione di “Streamline” la band vive un periodo non facile caratterizzato dall’uscita dal gruppo di Dario e Sonny, i quali verranno sostituiti dalla voce e le tastiere di Diego Parravano. L’inserimento di Diego da nuova linfa al gruppo che inizia subito a comporre altro materiale per quello che può essere considerato il primo full-length del gruppo, “The Dream of Kyra”. Dopo una fase di promozione del disco la line-up subisce dei nuovi e significativi cambiamenti; l’uscita dal gruppo di Gianni Marchelletta costringe la band ad un periodo di stallo e riflessione dal quale, i restanti membri, ne escono più maturi e con nuovo slancio grazie anche all’introduzione del nuovo drummer Davide Tomadini.

“The Dream Of Kyra”, se non erro, è il vostro secondo lavoro, che giunge a distanza di quasi cinque anni dal vostro esordio “Streamline [0.00 sec.]”. Nonostante questo debutto abbia ottenuto buoni giudizi e commenti su diverse riviste e siti specializzati, come mai è passato tutto questo lasso di tempo?

Adriano Ruzza: In realtà il processo compositivo di “The Dream of Kyra” è iniziato immediatamente dopo la sessione di produzione di “Streamline”. Purtroppo o per fortuna, il disco inteso come opera d’arte che sintetizza il pensiero di un gruppo di persone, ha rappresentato un momento di crescita totale per la band, che oltre alla “sfida” compositiva in se, ha dovuto affrontare altri problemi legati alla sostituzione dell’ex cantante Sonny Scafi e dell’ex tastierista Dario Cappello. Il prodotto finale ,quindi, risente del tempo impiegato e beneficia in maniera caratteristica dei progressi avuti a livello di intesa personale e crescita compositiva, soprattutto dopo l’incontro con Diego Parravano.

Tra l’altro, sono a conoscenza del fatto che anche la registrazione ha avuto una gestione molto travagliata, che vi ha portato a registrare/mixare per ben due volte il disco

Adriano Ruzza: Purtroppo quello che per ogni band rappresenta uno dei momenti di “sintesi” piu importanti, a causa di incomprensioni con il fonico/produttore dell’epoca (Simone Fiorletta), si è trasformato in un infruttuoso scontro di idee che ci ha portato, dopo una prima fase di mixing, ad abbandonare la strada intrapresa e a rivolgerci, quindi, ad un altro studio di registrazione. Dopo qualche ricerca abbiamo avuto la fortuna e l’onore di conoscere il Maestro Luca Leonori, fonico del Butter&Fish Studio di Roma. Grazie alla collaborazione con una personalità di così elevato spessore culturale e tecnico siamo riusciti finalmente a dar vita al nostro lavoro.

Parlando di questo nuovo lavoro, si sente che la band ha compiuto dei notevoli passi in avanti dal punto di vista compositivo. Pur continuando a mantenere i piedi ben saldi nel Progressive Metal più canonico, la vostra personalità sembra emergere maggiormente negli episodi più melodici, mostrando una enorme cura nella creazione dell’architettura melodica. Dal vostro punto di vista, quali ritenete siano i punti di forza di questo disco? Quali pensate che siano le maggiori differenze tra “The Dream Of Kyra” e “Streamline [0.00 sec.]”?

Adriano Ruzza: La genesi di The Dream Of Kyra ha influenzato ed è stata influenzata da una crescita personale che ogni componente ha, naturalmente, subito, ma anche dal “bagaglio” musicale al quale ogni musicista attinge. Gruppi come Pink Floyd, Marillion, Kansas, Genesis, Dream Theater, ecc… hanno profondamente segnato i nostri percorsi musicali arricchendo di sfumature quello che poi è il sound e lo stile caratteristico degli Ex Aenima. A livello compositivo si ha quindi che la canzone non è mai il risultato di una sola mente ma è, in qualche modo, l’esternazione di un pensiero di gruppo che vede nei momenti melodici il minimo comun denominatore.

“The Dream Of Kyra” per il momento è uscito sotto forma di autoproduzione, come mai questa scelta? Possibile che dopo i buoni riscontri di “Streamline [0.00 sec.]” non abbiate ricevuto alcuna offerta discografica? Per un nostro eventuale lettore interessato, in che modo è possibile procurarsi il disco?

Adriano Ruzza: Dopo “Streamline” abbiamo ricevuto alcune proposte ma non si sono rivelate delle strade percorribili, inoltre guardando quello che il mercato discografico mondiale ci propone, si può ben capire quale sia la tendenza…Lo spazio e le opportunità professionali per una band emergente sono andate man mano riducendosi; questo andamento non ha solamente influenzato l’economia della musica ma anche lo stile e quindi la libertà del musicista. Un tempo la figura del produttore era importantissima, perchè rappresentava l’elemento di mediazione tra la lo stile della band ed il volere della casa discografica, era come se in qualche modo esso fosse il membro aggiunto del gruppo (basti pensare a Bob Rock per i Metallica), ora invece lo spessore di questa figura si è un po’ perso e le case discografiche, in accordo con i loro interessi, preferiscono distribuire coloro i quali riescano a dare un ritorno economico consistente ed immediato. La scelta quindi di autoprodurre il disco ci ha consentito, finanziando da soli la nostra musica, di avere un prodotto commercializzabile lasciando intatte il 100% delle nostre idee. Se qualcuno è interessato alla nostra musica può facilmente contattarci tramite mail o tramite la nostra pagina facebook ed invieremo una copia del disco nel formato che piu preferisce.

Leggendo le vostre note biografiche si legge che “The Dream Of Kyra” è strutturato come se fosse un concept album, che racconta un unico grande sogno diviso in diverse scene, ognuna rappresentata da un singolo brano. Quale era il significato intrinseco di questo sogno ed in che modo vi siete approcciati alla composizione delle liriche e delle tracce che compongono l’album?

Adriano Ruzza: Contrariamente a molti esempi di concept album nei quali si racconta semplicemente un episodio di fantasia, nel nostro disco si vuole dare un riscontro reale all’intera storia. Tutti gli stati d’animo e le prove di coraggio che la piccola Kyra si trova ad affrontare nei vari brani rappresentano la metafora della vita, ne risulta ,quindi, un album strutturato secondo tre macro-momenti i quali rappresentano le fasi che caratterizzano l’analisi e la risoluzione di ogni problema che la vita ti pone di fronte: dalla paura iniziale che porta ad un momento di caos, fino alla risoluzione ed al raggiungimento di uno stato d’animo superiore. Per quanto riguarda il songwriting, abbiamo seguito un “canovaccio” iniziale nel quale avevamo scritto per grandi linee l’evolversi dell’intera storia suddividendo i temi di ogni canzone; successivamente abbiamo composto i brani con le relative linee melodiche e quindi abbiamo scritto i testi. Il processo (come dicevamo prima) è stato abbastanza lungo ma proprio come la protagonista del disco ne siamo usciti musicalmente e stilisticamente arricchiti.

Per la canzone conclusiva del album (“Mother”) avete girato anche un video-clip. Potete raccontarci qualcosa a tal proposito e soprattutto, come mai la scelta è ricaduta su questa traccia che, opinione personale, non rappresenta al 100% il sound della band?

Adriano Ruzza: Proprio come il disco, anche il video è stato autoprodotto, ed in effetti è stata una bellissima esperienza grazie alla quale abbiamo avuto modo di confrontarci con la scrittura di una “sceneggiatura” e l’allestimento di un set di ripresa, tutte cose con le quali un gruppo musicale non sempre si trova a dialogare, ma grazie alla professionalità degli “attori” e di Riccardo Rea (regia) abbiamo realizzato un video molto intimo che rispecchia in pieno il carattere della canzone. La scelta è ricaduta su “Mother” perché, nonostante la sua “semplicità”, rappresenta un brano tutt’altro che facile, in linea con il concept e dal forte impatto emotivo. Inoltre essendo la nostra prima esperienza “video” avevamo bisogno di familiarizzare con la macchina da presa per poter sperimentare con altri brani.

So che siete reduci da una serie di concerti fatti nelle vostre zone. Com’è stato il responso live delle tracce che compongono “The Dream Of Kyra”? A quando la possibilità di vedervi in situazioni su palchi di maggior importanza?

Adriano Ruzza: Dobbiamo dire che il responso è stato davvero molto positivo. Nonostante la loro lunghezza, i brani riescono ad emozionare sia il pubblico che noi, questo grazie soprattutto alla componente melodica di cui parlavamo prima e di cui ogni canzone è “fornita”. Per quanto riguarda i live futuri siamo in attesa di conferma da parte di alcuni locali di Roma, per cui invitiamo gli interessati o i semplici curiosi a consultare la nostra pagina facebook in attesa di aggiornamenti.

Ormai dalla composizione dei brani di “The Dreams Of Kyra” sono passati diversi anni, per cui ritengo che gli Ex Aenima siano attualmente in scrittura o che comunque avrete già iniziato a buttare giù qualche nuova idea. Avrete qualche anteprima da darci? Avete già individuato quale sarà o potrebbe essere il futuro percorso della band?

Adriano Ruzza: Nel futuro prossimo della band c’è di scuro la registrazione di un nuovo disco. Possiamo anticipare che, proprio come i suoi predecessori, anch’esso sarà un concept album ed avrà come tema centrale l’analisi della condizione umana dal punto di vista di un osservatore vittima o artefice della decadenza dei nostri tempi.

Voi provenite dalla piena Ciociaria. Esiste una scena metal florida dalle vostre parti? Quali sono le bands con cui siete in contatto?

Adriano Ruzza: Il nostro è un territorio ricchissimo di bravi musicisti e di band estremamente valide come ad esempio i Metaphysics, nostri amici di lunga data. Purtroppo i luoghi dove ascoltare buona musica, magari anche del Rock inedito, non sono molti e questo penalizza molte band emergenti che faticano a trovare dello spazio nell’underground.


Direi che con quest’ultima domanda l’intervista è conclusa. Lascio a te piena libertà di chiuderla.

Adriano Ruzza: We, all, are like the waves.
We never die,
We’re just crashing on the shore.
I’ll be a wave again…

..a Matteo Fontana, il cui amore per la buona musica ed il coraggio nella vita, saranno per noi forza e costante ispirazione.

Autore: KarmaKosmiK

1 pensiero su “INTERVISTA EX AENIMA – Adriano Ruzza

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