INTERVISTA FILII ELIAE – Ossibvs Ignotis

In questa estate meno infuocata del solito, l’arrivo del promo dei Filii Eliae è stata una notevole ventata di aria fresca per il panorama Metal tricolore. La loro personale miscela di Heavy, Doom e Thrash presente sul lavoro d’esordio “Qui Nobis Maledictvm Velit” è in grado di sprigionare malvagità ed oscurità quanto e più di un normale disco Black Metal. Vista anche l’importante passato che la band dei fratelli Figliolia si porta dietro, noi di Hypnos Webzine non potevamo fare a meno di contattarli per un’intervista. A risponderci è stato un sintetico Ossibvs Ignotis, alias Roberto Figliolia, il drummer della band…

Salve Roberto, prima di tutto ti ringrazio per aver accettato questa intervista per Hypnos Webzine, e poi volevo farti i complimenti per “Qui Nobis Maledictvm Velit”! A mio modesto parere è una delle vere sorprese che mi è capitato di ascoltare durante questo anno. Spero che dopo tanti anni di inattività, i primi feedback che avete ricevuto da questo vostro come back siano ottimi come il mio. Voi vi ritenete comunque soddisfatti del risultato ottenuto?

Ossibvs Ignotis: Si, fino ad ora abbiamo ricevuto eccellenti riscontri in Italia e all’ estero e considerando il tempo che abbiamo avuto a disposizione per la registrazione, il missaggio, l’ art-work e tutto il resto ci riteniamo molto soddisfatti del risultato finale, anche se ci sarebbe stato ancora qualcosa su cui lavorare.

Parlando dei Filii Eliae, questa è, vostre testuali parole presenti sulla bio, la vostra terza incarnazione. Quali sono stati i motivi e gli obiettivi che vi eravate prefissi di ottenere al momento della costituzione di questo nuovo progetto?

Ossibvs Ignotis: E’ da diverso tempo che sperimentiamo un nuovo e diverso sound che ha poco a che fare con la proposta dei nostri precedenti progetti. La nostra musica è in continua evoluzione.

Da dove deriva la scelta del nome Filii Eliae e cosa vi ha spinto ad utilizzare il latino come lingua per i vostri testi? E’ stato complicato scriverli?

Ossibvs Ignotis: Il nome della band è stato scelto dopo aver deciso di comporre tutti i testi in latino, in inglese o italiano avremmo perso buona parte dell’oscura atmosfera su cui si basano le nostre composizioni. Non ci sono stati particolari problemi per la composizione dei testi visto che Martirivm è un’ appassionato delle antiche scritture, la bibbia, i salmi, i canti gregoriani e quindi il latino.

“Qui Nobis Maledictvm Velit” dovrebbe tradursi, almeno dai miei lontani ricordi liceali, come “colui che voglia maledirci”. Qual’è il senso di questa frase? Ti stai togliendo qualche sassolino dalla scarpa, riferendoti a qualcuno in particolare?

Ossibvs Ignotis: Ci riferiamo a tutti quelli che parlano male alle spalle, che non hanno il coraggio di parlare guardandoti negli occhi.

Passando alla musica contenuta in “Qui Nobis Maledictvm Velit”, la cosa che ho evidenziato anche in fase di recensione è una vostra incredibile capacità di rimanere fuori da qualsiasi catalogazione, pur mantenendo costante un’atmosfera oscura e malsana. Ritengo che la vostra base sia l’Heavy Metal ottantiano, in cui inserite rallentamenti Doom ed accelerazione Power/Thrash, ma in un contesto più estremo, quasi accostabile al Black. Gli unici paragoni che mi sono venuti in mente, che saltano fuori in qualche passaggio del disco, sono Celtic Frost e i Death SS degli esordi, mentre nell’utilizzo dei synth spesso mi riecheggiano in testa i nostrani e grandiosi Abysmal Grief. Qual’è la tua opinione in proposito? Come siete arrivati a creare tale sound e quanto vi portate dietro dalle vostre precedenti esperienze musicali?

Ossibvs Ignotis: Come ho già accennato prima, la nostra musica è in continua evoluzione, cerchiamo di non ripeterci o riprodurre un determinato stile pur restando, come hai detto, in un ambito molto dark. Se un riff o una parte di batteria si amalgama bene nel pezzo la si inserisce. Non ci poniamo il problema di indirizzarci verso un determinato genere. Anche la musica che ascoltiamo normalmente ha poco a che vedere con quella che suoniamo, nel senso che ci piace spaziare attraverso tutto l’ ambito Metal e non solo.

Apro una piccola parentesi visto che li ho citati, non so se è una delle tante cavolate presenti su Metal Archives, ma è vero che per un periodo, il 1989 se non sbaglio, Martirivm (Maurizio) ha fatto parte dei Death SS? Se si, potresti raccontarci brevemente di questa sua esperienza?

Ossibvs Ignotis: Per circa un anno Maurizio ha suonato con loro registrando un picture disc. A parte i chilometri che doveva fare per andare a provare, decise di lasciare e riprendere a comporre e suonare per conto proprio.

Un altro aspetto del disco che mi è subito piaciuto sono gli assoli di chitarra, che pur essendo di stampo classico e dotati sempre di una melodia di base (come ad esempio quello dell’opener “Mortem Mecvm Veniet”), riescono sempre a risultare spettrali ed inquietanti.

Ossibvs Ignotis: Gli assoli sono basilari nella struttura dei pezzi, la maggior parte del tempo durante la composizione viene impiegata nella ricerca della melodia migliore per gli assoli stessi che non saranno mai solo veloci e tecnicamente ben eseguiti, ma dovranno essere molto musicali accompagnando l’ ascoltatore durante tutto il percorso.

Tutte le nove tracce presenti in “Qui Nobis Maledictvm Velit” sono di alto livello, e personalmente quelle che ho apprezzato di più sono state la title-track, contornata da dei synth cimiteriali, e “Ex Putredine”, il cui titolo rispetta perfettamente le sonorità della traccia. Se dovessi scegliere una delle tracce del disco per far comprendere ad un nuovo ascoltatore il vostro sound, per quale opteresti?

Ossibvs Ignotis: “Qui Nobis Maledictvm Velit”. Sicuramente!

L’unico piccolo neo che ho trovato nel disco è forse l’uso della voce. Non so se per un problema di produzione od un semplice gusto personale, ma questa continua litania è messa un po’ in sottofondo come mixaggio e secondo me non rende sempre al massimo, risultando alla lunga un pochino monotona. Cosa ne pensi?

Ossibvs Ignotis: E’ proprio quello che volevamo, una voce claustrofobica e asfittica come se facesse fatica ad uscire da sottoterra.

Mi potresti dire dove si trova quell’altare/monumento immortalato nella copertina? Ho la sensazione di averlo già visto o addirittura visitato!

Ossibvs Ignotis: Si trova al cimitero di Salerno ed è l’ ossario dove venivano sepolte le salme di ignoti (Ossibvs Ignotis).

Nella prima domanda, ho detto che i Filii Eliae sono la vostra terza incarnazione, ma non ho citato le vostre due precedenti band, i Mayhem e gli Enslaved. Quali ricordi ti porti dietro di queste esperienze? Cosa ritieni non funzionò per entrambi i progetti?

Ossibvs Ignotis: Siamo oggi ancora qui grazie a quelle esperienze. Stupendi ricordi e una scena che purtroppo non c’è più…e non solo in Italia.

Dopo lo scioglimento degli Enslaved siete rimasti inattivi per quasi ventanni, cosa avete fatto in questo lungo lasso di tempo? Avete completamente chiuso con la musica o avete semplicemente abbandonato il Metal per altri generi musicali?

Ossibvs Ignotis: Non abbiamo mai abbandonato completamente, anche se come saprai ci fu un periodo di stasi per il Metal in generale. La voglia di ritornare c’ è sempre stata ed eccoci quà.

Tu che hai vissuto in prima persona i mitici anni ’80, come pensi che sia cambiato il Metal rispetto a quel periodo? Quanto e in che modo ritieni che le tecnologie moderne ne abbiano modificato l’approccio, sia dal punto di vista del musicista che dell’ascoltatore?

Ossibvs Ignotis: Oggi è tutto diverso, in senso negativo chiaramente. Quello che risalta di più è la poca naturalezza e originalità dei musicisti attuali con scarse idee e alla costante ricerca di emulare, fotocopiare band o riprodurre fedelmente un determinato genere. Anche la tecnologia ci ha messo del suo: chiunque adesso con l’aiuto di un software sarà in grado di produrre qualcosa. Per l’ascoltatore alla ricerca di novità o semplicemente di buona musica risulterà quindi molto difficile la ricerca, dovendosi districare tra un mare di cloni e musica di plastica.

Avete contatti con qualche gruppo della vostro zona o con altre band italiane? Quanto è conosciuto il vostro passato tra i gruppi attuali?

Ossibvs Ignotis: Al momento non siamo in contatto con molti gruppi e possiamo dire che chi ci conosce è soprattutto per quello che abbiamo fatto in precedenza. Come Filii Eliae siamo ancora relativamente giovani…

Avete in programma qualche data live per l’autunno? Avete già in cantiere qualche altra uscita o preferite aspettare ulteriori responsi al disco prima di rimettervi a comporre nuovo materiale?

Ossibvs Ignotis: Abbiamo deciso di registrare e far uscire il nostro nuovo full lenght possibilmente per la prima metà del prossimo anno, anche perché abbiamo quasi tutto pronto. Per quanto riguarda i live preferiamo attendere ed organizzare tutto al meglio senza affrettarci. Non avrebbe alcun senso suona in giro adesso, solo una perdita di tempo.

Questa era l’ultima domanda, ti ringrazio nuovamente per la tua disponibilità e prima di lasciarti la chiusura dell’intervista, volevo chiederti se potresti dire ai nostri lettori dove e come è possibile reperire il vostro debutto, dato che non ho trovato alcun sito internet della Lux Perpetua Records.

Ossibvs Ignotis: La Lvx Perpetva è la nostra etichetta, visto che in giro è pieno di ciarlatani. Per il momento si può andare sul nostro Myspace oppure inviarci una mail. Comunque è momentaneamente possibile il free download del CD sul nostro Bandcamp.

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