INTERVISTA HAVENLESS – Fred

Con il loro full length di debutto “The Crimson Lines”, i francesi Havenless hanno dato vita ad uno dei lavori più interessanti dell’anno appena trascorso. Ammaliati da questa uscita, Hypnos Webzine ha colto l’opportunità per conoscere più da vicino questa band e il suo lavoro. Ecco cosa ci ha raccontato il cantante e chitarrista Fred.

Ciao Fred, partiamo dall’inizio. Gli Havenless si sono formati nel 2012 e nel giro di poco tempo avete pubblicato un EP ed un album che hanno messo in luce delle ottime capacità compositive. Questa vostra abilità l’avete sviluppata suonando in precedenza con altri gruppi o siete alla vostra prima esperienza assoluta? Quali erano le ambizioni o gli obiettivi che vi siete posti quando avete iniziato? Infine, per quanto riguarda il vostro nome, si tratta di un tributo agli Enslaved e alla loro famosa canzone?

Fred: Ciao e grazie per questa intervista! Gli Havenless non sono la nostra prima esperienza musicale; io e Christine abbiamo già fatto parte di vari progetti di diversi generi Metal. Attualmente pochi sono ancora attivi; Christine suona nei Qantice (Heavy/Speed Metal) e negli Hretghir (Black Metal) mentre io suono con gli Ossuaire (old school Death Metal) e gli Exylem (Post-Metal). Benoit suona invece in una rock band settantiana mentre Romain è coinvolto in alcuni progetti alla scuola di batteria Agostini; per loro gli Havenless rappresentano la prima esperienza in ambito Metal. Per quanto riguarda il titolo, in effetti abbiamo scelto il nome della band pensando a quel famoso titolo presente nell’album “Below The Lights” degli Enslaved, ma questo non è l’unico motivo dato che quel titolo si sposa molto bene con i testo scritti dal nostro ex bassista Vincent Mattana.

Come ho scritto nella recensione, ma come anche riportate nella vostra biografia, la vostra musica si ispira a band come Opeth, Enslaved, Ihsahn and Porcupine Tree, e aggiungerei pure Dream Theater. Dato che si tratta di gruppi con un suono ben definito, avete mai temuto di essere etichettati come una loro mera “copia”? Quanto ritieni queste influenze abbiano inciso sul vostro modo di suonare?

Fred: Ascolto parecchio le band che hai citato nella domanda e sono io che mi occupo della scrittura dei pezzi… quindi si, la nostra musica ne è sicuramente ispirata; gli Opeth in particolare spuntano fuori in molte delle recensioni che ci riguardano. Non temiamo comunque di essere accusati di plagio in futuro, perché sappiamo che la nostra musica è molto personale nonostante le somiglianze con questi gruppi… E anche se accadesse in una o più recensioni, ci riteniamo dei fan del Progressive Rock e del Metal!

Parlando di “The Crimson Lines”, la cosa che ho apprezzato maggiormente è che tutte queste influenze entrano in modo naturale nella vostra musica, senza dare l’impressione che siano “divise” per episodi, quanto piuttosto emergendo da essa di volta in volta. Cosa ci puoi dire del modo in cui i vostri pezzi vengono creati e di come avviene il processo compositivo?

Fred: Stando agli ottimi feedback degli ascoltatori, mentre si ascolta la nostra musica i riff si collegano tra loro in un modo piuttosto speciale: le atmosfere variano in continuazione ma la consistenza rimane tutta… È un processo che si allontana parecchio dalle tipiche strutture musicali fatte da “verse, chorus …”. A questo si aggiunge la lunghezza dei pezzi. A differenza del nostro primo EP, le tastiere sono molto presenti in quasi tutti i passaggi dell’album; ciò ha sviluppato considerevolmente le atmosfere della musica e non vediamo l’ora di poterle ampliare ulteriormente nel nostro prossimo lavoro. Il brano “Prelude”, per esempio, è abbastanza simile alle parti introduttive presenti in “House Of The Bleak”, “In The Soreness Chamber” e alle atmosfere di “Cold Shape”. Penso che questo sia il tipo di dettaglio che ha contribuito alla buona riuscita delle canzoni.

Quale canzone pensi possa descrivervi nel modo migliore? Siete soddisfatti del risultato finale e di come l’album è stato accolto dai vostri fan e dai recensori?

Fred: Ognuno di noi la pensa in modo differente a proposito del miglior pezzo dell’album… Ogni brano ha un impatto diverso su di noi, ma pensiamo che “Lamentation” sia quello che meglio possa soddisfare gli amanti del Progressive Death Metal! Siamo abbastanza soddisfatti del risultato di questo primo album. Non abbiamo raggiunto la perfezione, ma questo ci dà un ampio margine per i prossimi lavori, senza per questo caricarci di troppa pressione. Volevamo un suono tipicamente anni ’90, molto naturale e senza tonnellate di trigger sul kick, per esempio; e si, potrete sentire un vero amplificatore! Al momento le recensioni sono molto positive, ma stiamo aspettando con impazienza di avere anche il responso dai fan nei prossimi concerti.

Nella descrizione che accompagnava il vostro album c’è scritto che i vostri testi possono ricordare lo stile di quelli di King Diamond. Non avendo potuto leggerli, puoi dirci qualcosa di più a riguardo dei temi che trattate e da dove traete la vostra ispirazione?

Fred: Io e il nostro vecchio bassista siamo dei grandi ammiratori di King. Nei suoi album ha sempre raccontato con molta bravura delle belle storie mostrando allo stesso tempo un tocco molto teatrale e usando testi molto descrittivi e narrativi; spesso ricorre anche a dialoghi con personaggi immaginari. Aggiungi a tutto ciò qualche fantasma e altre entità, e avrai King Diamond! Per quel che ci riguarda, abbiamo creato alcune storie con risvolti thriller in cui queste entità si rivelano le responsabili di tragedie. Un’altra fonte d’ispirazione sono i testi di Edgar Allan Poe, in particolare “House Of The Bleak” e “In The Soreness Chamber” traggono spunto rispettivamente da “La Caduta Della Casa Degli Usher” e da “Il Pozzo E Il Pendolo”.

Per quanto riguarda i vostri progetti futuri, avete già iniziato a scrivere qualcosa? Verso quali lidi musicali vedi andare il gruppo nei prossimi anni?

Fred: Abbiamo già iniziato a lavorare sul nuovo album e speriamo di poterlo pubblicare nel 2016! Tenteremo di migliorare, mantenendo allo stesso tempo un suono molto organico e naturale, ma si tratterà comunque di qualcosa molto prog e atmosferico, sicuramente più che in “The Crimson Lines”… o comunque ci proveremo! Presteremo attenzione anche ai feedback delle persone, cercando di ascoltare i loro suggerimenti! In più pensiamo che l’arrivo di Christine Lanusse come nuova bassista possa portare sicuramente una ventata di novità!

Avete già avuto la possibilità di supportare l’uscita di “The Crimson Lines” con qualche concerto? Come descriveresti la vostra dimensione nei live?

Fred: Sfortunatamente non abbiamo ancora avuto la possibilità di testare l’album dal vivo. Per questo tipo di musica, penso che bisogni spingere al massimo l’aspetto visivo (e in questo ci da una mano un eccellente artwork)… La nostra musica è atmosferica, e dovrà esserlo anche sul palco! Sarà il nostro prossimo passo.

L’ultima domanda è un po’ diversa dalle altre, ma voglio fartela soprattutto perché siete francesi. Per quel che mi riguarda, la satira, ma pure la musica, è un qualcosa che non dovrebbe mai avere limiti. Cosa pensi dei recenti attacchi terroristici che hanno sconvolto Parigi?

Fred: Qui in Francia piace a pochi far sapere la propria opinione a riguardo, perchè i pareri sono molto diversi e i dibattiti infuriano… Ma tutti noi siamo d’accordo sul fatto che è totalmente inaccettabile che un gruppo di disegnatori venga ucciso per ciò che fà. Charlie Hebdo ha sempre preso di mira tutte le culture e tutte le religioni nelle sue vignette; un atto così estremo non è giustificabilie per noi che viviamo in una democrazia. Ma molte delle domande che ci si pone oggi riguardano la libertà di espressione. Perchè proprio loro? Sono andati troppo oltre? Ci dovrebbe essere un limite? Se si, chi dovrà stabilirlo? Non vogliamo esprimerci al riguardo. Per me la vera domanda su quanto sta accadendo in questo periodo è: come può un simile atto innescare l’odio verso un’intera religione? Forse la paura…

Grazie per il tuo tempo. A te l’ultima parola.

Fred: Grazie ancora per il tuo supporto e per l’interesse nei nostri confronti. Seguiteci su facebook e ricordatevi che siamo sempre disponibili alle vostre richieste (recensioni, concerti, etichette…) per diffondere il più possibile la nostra musica! Saremo entusiasti di poter presentare il nostro secondo lavoro! Rock on!

Autore: Iconoclasta

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