INTERVISTA KORRIGANS – Torc & Spiorad

E’ capitato in diverse occasioni di aver menzionato un mio forte attaccamento e vissuto per tutto il territorio pontino, ragion per cui mi è sembrato estremamente naturale dover andare più a fondo con l’interessante full length di debutto dei Korrigans che, in mezzo ad un panorama ultimamente alquanto affollato come quello del Folk Metal, sono riusciti a catturare la mia attenzione grazie ad un lavoro ricco di storia locale, oltre che di energia. Ad accompagnarci alla scoperta di questo “Ferocior Ad Rebellandum” ci penseranno quindi le parole del chitarrista Torc ed del tastierista/fisarmonicista Spiorad.

Salve ragazzi! Benvenuti su Hypnos Webzine! Per iniziare, vorrei sapere da voi quali sono stati i responsi fin qui ricevuti per “Ferocior Ad Rebellandum”.

Torc: Ciao! Al momento siamo soddisfatti in particolare di come il pubblico ha accolto “Ferocior Ad Rebellandum”. Abbiamo infatti notato un grande interesse da parte degli appassionati del panorama undeground Folk/Black italiano e non; inoltre dopo l’uscita del disco, anche durante le serate c’è stata senz’altro più partecipazione da parte di chi ci ha ascoltato. “Ferocior Ad Rebellandum” è stato inoltre recensito da diverse ‘zine con responsi positivi, fino ad ora, anche se, com’è giusto che sia, non sono mancate, a volte, critiche alla produzione che senz’altro ci faranno migliorare per le prossimo uscite,anche perché in effetti questo era il nostro primo lavoro professionale. In sintesi, sta andando bene e la speranza è che ci aiuti a suonare un po’ in giro!

Korrigans è un nome tipicamente celtico, i cui influssi si riversano anche nelle vostra musica, ma tutto il resto sembra essere totalmente ancorato alle vostre radici pontine. Cosa vi ha portato a creare questa sorta di innesto musicale? Qual’è stata la scintilla che ha portato alla formazione del vostro gruppo?

Torc: Nel nostro genere gli innesti musicali di generi diversi sono una cosa estremamente comune, il solo unire il metal a musiche che a volte affondano le loro radici addirittura nel medioevo ne è già un esempio! Korrigans rappresenta bene il repertorio musicale di cui ci serviamo, la nostra musica deve molto alle tradizioni irlandesi e bretoni. La scintilla che ha portato il gruppo ad essere quello che è può essere rintracciata semplicemente nella voglia di suonare e nell’unione dei nostri approcci nei confronti della musica, approcci diversi che combinati insieme hanno dato vita a quello che ora potete ascoltare. Ciò che ci distingue da altri gruppi può essere proprio questo, una combinazione di sonorità e di temi che è diventata un nostro marchio di fabbrica.

Prima di “Ferocior Ad Rebellandum”, avete pubblicato nel 2012 un self-titled demo, i cui titoli sembrano però riferirsi maggiormente al foklore ed alla mitologia celtica. Come vedete adesso i risultati ottenuti in quel lavoro, e cosa poi vi ha spinto ad abbandonare quelle tematiche, per abbracciare la storia delle vostra terra natia?

Torc: Tenendo conto del budget bassissimo che abbiamo investito su quella demo e tenendo conto della poca esperienza che avevamo, siamo comunque soddisfatti, in fondo è stato grazie a quel lavoro che ci siamo fatti conoscere! Traendo spunto dalla musica “celtica” è stato inevitabile riprendere anche i temi di quella tradizione, di cui molti di noi, me compreso, sono appassionati. Andando avanti, però, ci siamo resi conto che oltre ad essere temi già ben usati da altre band, sarebbe stato bello dar voce a storie che fino ad ora non erano mai state raccontate con un registro epico e nulla di meglio poteva venire che dalle storie della nostra terra, storie spesso ignorate, come la ribellione dei Volsci, e soprattutto vicende che narrate nella nostra lingua d’origine ci hanno permesso di gestire meglio anche la forma estetica dei testi, una sorta di tributo a uno dei tanti angoli di storia che non sono finiti sotto i riflettori com’è capitato per la mitologia celtica o norrena.

“Ferocior Ad Rebellandum” racconta la storia delle feroce rivalità tra i Romani ed il popolo dei Volsci. Cosa vi ha spinto, tra le tante storie e leggende presenti sul territorio pontino, a scegliere proprio questa antica popolazione come argomento per questo concept album? Inoltre, quanto la storia ufficiale di questo conflitto è stata unita ad elementi di fantasia? Lo chiedo perchè mi ha molto incuriosito il personaggio de “Il Baluardo” e mi chiedevo quanto fosse stato concepito dalla vostra fantasia o quanto rispondente a fatti storici.

Torc: Abbiamo scelto la rivolta dei Volsci per diversi motivi, in primo luogo abbiamo voluto dar voce ad un pezzo di storia ancora non influenzata dalla cultura cristiana (ricordiamo che ci troviamo nel 446 a.C.), inoltre i Volsci sono stati importanti custodi dei monti e delle valli che ancora oggi ci regalano scorci stupendi, oltre al fatto di essersi ribellati ad un potere oppressore com’era quello di Roma in quel tempo. Le ricerche storiche fatte non sono state poche e nemmeno facilissime, però abbiamo cercato di mantenere, nel nostro racconto, le dinamiche reali della rivolta contro Roma. La situazione che viene descritta in “Latium Vetus” è effettivamente quella che si presentava all’epoca, come pure la battaglia di Corbione è uno scontro di cui parlano anche alcuni storici romani, battaglia che noi raccontiamo ne “L’Animo Degli Eroi”. La figura del Baluardo è stato invece un nostro inserimento che abbiamo usato in modo da dare alla narrazione un tono più epico sulle orme omeriche o virgiliane.

Per quanto mi riguarda, considero come uno dei vostri punti di forza la fisarmonica di Spiorad. Infatti, ritengo che siate riusciti a sfruttare in maniera personale uno strumento abbastanza comune nell’ambito del Folk Metal, soprattutto quando viene usata per creare un bel feeling epico, come per esempio sul riff portante di “Iter Bellicum I: L’Aruspice”. Pensate di essere riusciti ad utilizzare al massimo le possibilità offerte da questo strumento? Inoltre, potreste dirci che background musicale possiede Spiorad?

Spiorad: Innanzitutto apprezziamo molto il fatto che tu abbia colto queste sfumature dello strumento e della nostra musica, ciò ci fa intendere che tu abbia ascoltato accuratamente il nostro full. Per quanto riguarda il nostro uso della fisarmonica, abbiamo cercato di dargli un tocco molto personale, non utilizzandolo come altri grandi gruppi del genere, quali Korpiklaani, Moonsorrow e Finsterforst (per non citarne altri); soprattutto abbiamo voluto dargli anche un tocco molto italico, visto il fatto che è uno strumento che nasce nel nostro paese. Nonostante tutto non credo di aver utilizzato al massimo le potenzialità dello strumento, poiché ha moltissimi altri impieghi che il Folk Metal non permette di sfruttare. Probabilmente in un prossimo lavoro dei Korrigans cercherò di sfruttare maggiormente le sue capacità di modo che possano essere percepite, nonostante le difficoltà del genere, che come detto prima a volte non permette di farle affiorare al massimo. Detto ciò, il mio background musicale è composto sicuramente dal Folk Metal, ma principalmente da musica “traditional” che spazia da quella irlandese alla scozzese fino alla bretone, senza tralasciare la musica tradizionale del nostro paese; proprio in questi tipi di musica spicca uno strumento folk come la fisarmonica. Alla texture musicale va aggiunta sicuramente la musica classica, che aiuta molto nell’approccio con la struttura compositiva dei brani e nella loro dinamica musicale interna.


Quali ritenete che siano le vostri principali influenze musicali? Vi ritenete affini al filone Folk Metal o vi ritenete altro? Personalmente, vi sento più come una band Epic estremizzata con marcate influenze Folk, piuttosto che la classica band Folk con chitarre distorte.

Torc: Personalmente non amo descrivere la nostra musica con un paio di parole, posso solo dire che alla base delle nostre composizioni c’è musica tradizionale riletta in chiave senz’altro più epica e resa ancora più feroce dalle sezioni Black che ci caratterizzano. “Extreme folk metal” è una delle etichette che ci hanno dato e che più ci è piaciuta.

C’è un argomento, tipo una storia o una leggenda, relativo al vostro territorio che vorreste trattare nei vostri futuri brani? Avete già iniziare a lavorare su qualche idea per il successore di “Ferocior Ad Rebellandum”?

Torc: Proprio da pochissimo io e Spiorad stiamo lavorando su due nuovi brani. Le sonorità e la composizione si sono evolute, starà poi a voi dire se in meglio o in peggio..! Riguardo alle tematiche qualche idea c’è, ma al momento ne sappiamo poco anche noi, quando i brani avranno preso la giusta forma valuteremo in quale direzione spingerci.

State promuovendo il vostro lavoro con dei live? On stage, tutta la parte più Folk del vostro repertorio viene riportata dal vivo od utilizzate delle basi preregistrate? Mi riferisco più che altro alle varie parti con i tin whistle e strumenti a fiato vari.

Torc: Fino ad ora abbiamo presentato il disco live con due appuntamenti che sono andati davvero bene! Il primo è stato il nostro release party a Latina insieme a Vinterblot, Demoterion e Dyrnwyn e il secondo è stato all’Orange di Pescara sempre insieme a Vinterblot, da poco nostri compagni di etichetta, e Demoterion. Purtroppo live la parte più folkloristica è riportata dalla tastiera che rimpiazza anche la fisarmonica per motivi di praticità, mentre whistles e bouzouki sono assenti in quanto miei secondi strumenti.

Avevo già posto la stessa domanda al vostro conterraneo AG dei Cartagine, per cui la ripropongo anche voi. Qual’è la situazione musicale nell’area pontina? Ci sono band valide, oltre che posti dove suonare?

Torc: La difficoltà che stiamo affrontando in questo momento nel cercare date è dovuta proprio alla nostra posizione geografica. Da queste parti il nostro genere non è supportato come in altre zone d’Italia, in particolare a Latina la scena Folk o Black che sia è quasi del tutto assente. I locali che fanno effettivamente suonare sono solo un paio e tra le band conterranee che più apprezziamo ci sono senz’altro Tsubo (Grindcore) e Burian (Black Metal).

Ok, direi che con questo abbiamo finito! Grazie di nuovo per aver accettato questa intervista con Hypnos Webzine. Potete chiudere nel modo che preferite.

Torc: Grazie a voi per questo spazio e grazie a tutti coloro che supportano le realtà undeground come la nostra! Per chi volesse rimanere in contatto con le nostre news, c’è la nostra pagina Facebook.

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