INTERVISTA KRIGERE WOLF – Riccardo Costantino

A pochi mesi dall’uscita del loro ultimo lavoro “Sacrifice to Valaskjàlf”, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con Riccardo Costantino, mastermind dei siciliani Krigere Wolf.

Ciao Riccardo, ti do il benvenuto su Hypnos Webzine e ti cedo subito la parola per presentare il gruppo e la sua storia ai nostri lettori.

Riccardo Costantino: Ciao, intanto ti ringrazio anticipatamente per lo spazio che mi stai concedendo. I Krigere Wolf sono nati nel 2009 da una mia idea che successivamente ho portato avanti grazie al contributo di ottimi musicisti del panorama metal underground italiano. Questa band ha attraversato molteplici fasi e percorsi, anche un po’ strani a dire il vero, ma ognuno di questi mi ha fatto acquistare tanta maturità e capacità di “sintesi” nella composizione. Chiaramente lo scopo è quello di migliorare ulteriormente, non smettendo mai di pretendere di più nei propri progetti futuri. I cambi di line up sono stati frequenti; dal 2009 ad oggi abbiamo rilasciato due album e un singolo, lavorando parallelamente con tre line up diverse, cambiando anche lo stile di arrangiamenti e la maturità compositiva. Il risultato che è uscito fuori consiste nella realizzazione di 3 lavori nettamente diversi pur mantenendo la costanza concettuale della band, passando dal Thrash/Death, epico e cavernicolo, e con qualche sfuriata Black, del primo album (“The Ancient Culture To Kill”, rilasciato dalla Armed God Records nel 2012), al singolo del 2013 (“Victory Of Satan’s Warriors”) con formazione a tre elementi, in cui ci esprimevamo in maniera nettamente più sintetica, con brani più diretti, concettualmente più blasfemi e con un sound più crudo, grezzo e “barbaro”. Line up che, ancora una volta, ha subito un cambiamento per quanto riguarda la sezione ritmica in vista del successivo lavoro, “Sacrifice to Valaskjàlf”, uscito l’1 Febbraio 2014, rilasciato dalla sudcoreana Fallen Angels Productions e che a breve uscirà pure per l’etichetta russa Firstborn Chaos Productions, disco nettamente indirizzato sul Black/Thrash. Il sound qui è più curato, i suoni sono più cristallini, riff glaciali accompagnano delle lugubri atmosfere in cui si respira aria di morte.

Rispetto agli esordi, il vostro sound si sta appunto sempre più radicalizzando su territori Black Metal, pur mantenendo ancora accenni Death e Thrash. Pensi che i diversi cambi di line up abbiano inciso in tal senso? Quali ritieni siano le band e gli album che più hanno influenzato il vostro modo di suonare?

Riccardo Costantino: Si, diciamo che abbiamo indirizzato il tutto verso sonorità e tematiche più Black. Lo scopo era quello di arrivare ad avere (chiaramente nei limiti delle nostre possibilità) un sound derivante dal nord europa, ispirato a quelle che ritengo siano alcune delle migliori band del panorama Black mondiale, come Dissection, primi Marduk, Setherial, Ragnarok, Dark Funeral, Emperor ecc. Non mancano i tocchi Thrash e Death, caratteristica che è classica dei Krigere Wolf, cioè miscelare un po’ tutti i generi del Metal estremo. I cambi di line up, chiaramente, hanno contribuito ai vari cambiamenti stilistici.

In fase di scrittura dei brani, queste influenze si palesano fin da subito con l’idea di suonare in un certo modo o date libero sfogo all’ispirazione del momento? Visti anche i diversi cambi di formazione avvenuti, il processo creativo ha mai coinvolto realmente l’intera band?

Riccardo Costantino: Chiaramente i gusti personali, di ogni singolo componente, sono di fondamentale importanza per l’ottima riuscita di un brano. Ciò che ne deriva riguarda sia la scelta degli arrangiamenti di ogni strumento che nella linea vocale ecc. Secondo me, bisogna sempre avere le idee chiare su cosa fare. Far sfogare la propria ispirazione può essere assolutamente un passo importante, e “Victory Of Satan’s Warriors” ne è un esempio. Nonostante i suoni non siano eccessivamente curati, questo singolo lascia più importanza al lato “emozionale” e compositivo piuttosto che alla qualità della produzione. Il fatto che, in quel periodo, suonassimo tanto in sala prove, ha fatto si che chiaramente i brani uscissero spontanei e sinceri. Non che adesso non lo siano, ma chiaramente quando ti rinchiudi dentro quattro mura e componi dei brani, non è la stessa cosa di quando provi giornalmente con tutta la band. “Sacrifice to Valaskjàlf”, ad esempio, è stato composto nel momento in cui eravamo rimasti temporaneamente senza batterista, trovando quindi un session member (Riccardo Grechi) che ci ha dato una mano nella realizzazione del disco, e devo dire che sono abbastanza soddisfatto del risultato. A differenza del nostro precedente lavoro, questa volta avevamo fin da subito capito dove volevamo arrivare e fortunatamente ci siamo riusciti.

La tematica cardine della vostra musica è indubbiamente l’esaltazione del mondo vichingo. Com’è che una band italiana è approdata a questa scelta: semplici cliché dettati dal genere o questo aspetto nasce da un’autentica passione? Da dove prendete spunto per i testi?

Riccardo Costantino: Sono felice che mi tu mi faccia questa domanda, per chiarire meglio alcuni aspetti che molti, in qualche recensione, ci hanno criticato. Un “amante” o “conoscitore” della storia del nostro paese dovrebbe sapere con certezza che i popoli scandinavi hanno colonizzato e conquistato alcune parti della nostra nazione, in particolare della mia regione, la Sicilia, dominata per un certo periodo dai normanni, che cacciarono via gli arabi e fecero predominare la loro cultura, come è testimoniato da tutta la stupenda architettura arabo/normanna, specie a Palermo, del XII secolo. Quindi, rispondendo alle numerose domande in cui mi chiedono se una band italiana può o meno parlare di tematiche vichinghe, io penso proprio di si e anticipo già da ora che il prossimo album sarà un importante punto di svolta di questa band, perché sarà ambientato nella nostra arida terra. Chiaramente il tutto deriva dalla mia forte passione per l’affascinante cultura nordica, che cerco di miscelare successivamente con storie legate all’occultismo, alle dissezioni, ai sacrifici, alle torture. I testi sono resi molto “poetici” e di fondo riservano la massima oscurità e malvagità che poi sfocia in maniera abbastanza contenuta, attraverso blasfeme e metaforiche preghiere.

Un altro aspetto interessante di “Sacrifice to Valaskjàlf” è che è un concept album. Vuoi entrare più in dettaglio e descriverci che vicende e aspetti si snodano lungo i suoi brani?

Riccardo Costantino: Il disco comincia con “Wisphers Of The End”, intro che, attraverso le sonorità dei corni vichinghi e le lucubri atmosfere delle foreste, anticipa tutto il massacro che comincia con “Toward The Black Mass”, in cui si entra all’interno del sacro palazzo di Valaskjàlf, dove ha inizio l’intero concept. Sacrifici da parte dei “Discepoli del Sacro Fuoco” in cui verrà versato il sangue nemico per dissetare i lupi (“Blood To The Wolves”), schiavi impalati vivi verranno sacrificati, le loro anime verranno portate negli inferi dove soffriranno in eterno tra le fiamme.

Nella vostra relativamente breve carriera avete trovato anche l’occasione per realizzare un videoclip per “Glorification Of The Black Angels”, pezzo contenuto nel singolo “Victory Of Satan’s Warriors” dello scorso anno. Come e perché è nata questa idea non certo usuale in ambito underground?

Riccardo Costantino: L’idea di fare un video è sempre stata nei miei progetti, e soprattutto spero di farne altri. Molti pensano che i video nel Black Metal siano fuori luogo. Sono le classiche stronzate da “convinti del Metal”. Un video, soprattutto fatto seriamente, nella giusta location, con i giusti mezzi e montaggi vari, può solamente rendere al meglio ciò che un brano vuole comunicare. Anticipo che a breve faremo qualcos’altro del genere.

Ho visto che siete anche abbastanza attivi per quanto riguarda i concerti. Qual’è la dimensione live dei Krigere Wolf e come sono stati accolti i nuovi pezzi?

Riccardo Costantino: Dopo l’uscita del nuovo album abbiamo fatto un bel concertino qua nella nostra città con gli Horrid (anche loro pubblicizzavano il nuovo lavoro). A livello di impatto con il pubblico è stato un bel concerto. Adesso stiamo progettando qualche altro live in giro. A breve i dettagli.

Prima di concludere, parliamo un attimo dei progetti futuri cui hai accennato. Avete già iniziato a scrivere nuovi pezzi o comunque a pensare concretamente ad un nuovo lavoro?

Riccardo Costantino: Certamente, stiamo già cominciando a buttare qualche bozza per il prossimo disco. Intanto ci godiamo fino in fondo l’uscita di “Sacrifice to Valaskjàlf”, attendiamo di fare qualche concerto, divertirci al massimo e con calma studiare tutto il prossimo album, con molta accuratezza.

Grazie per la disponibilità. A te l’ultima parola.

Riccardo Costantino: Grazie a te. Voglio ringraziare tutti coloro che ogni giorno ci supportano (o sopportano, eheh), ringrazio tutti i lettori e spero che abbiate il modo di ascoltare l’ultimo album. Ci risentiamo prestissimo. Alla prossima gente!

Autore: Iconoclasta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.