INTERVISTA LYCOSA – Leech

Incurositi dalla formula esplosiva mostrata nel loro omonimo EP di debutto, noi di Hypnos Webzine abbiamo subito contattato gli americani Lycosa e scambiato qualche parola con il loro vocalist Leech.

Ciao Leech, benvenuto su Hypnos Webzine! Per prima cosa voglio congratularmi per il vostro EP di debutto! Credo che l’enorme energia sprigionata dalla vostra musica sia la prima cosa che emerge ascoltando il vostro lavoro.

Leech: Grazie! Siamo entusiasti di sapere che la nostra musica ha attraversato l’oceano e che ci sono persone che l’apprezzano.

Penso che sia molto difficile fare una descrizione precisa della vostra musica. Il modo più semplice per farlo è parlare di Brutal Death Metal mischiato a furiosi attacchi Thrash Metal, anche se, come ho detto nella recensione, ci sono anche alcuni riff Nu-Metal, come ad esempio in “24 Becomes 0”. Come descrivereste la vostra musica e qual’è il vostro principale obiettivo quando scrivete un pezzo?

Leech: Musicalmente arriviamo tutti da percorsi diverse, ma la nostra musica è ISPIRATA da tutte le sonorità pesanti. Non sappiamo neanche come noi chiamarla…è Lycosa. Cerchiamo sempre di fare in modo che i pezzi appena finiti non assomiglino a quelli che stiamo scrivendo. Cerchiamo anche di non rubare inconsciamente dalle band che ci influenzano.

C’è un motivo per cui avete scelto Lykosa, il nome di un ragno, come moniker per la band? C’è qualcosa nella figura del ragno che può essere ricollegata alla musica dei Lycosa?

Leech: Amy, la bassista, è una nerd (preferisce entusiasta) in fatto di ragni, ma sentiamo che la musica è veloce e potente come un licoside (noti anche come ragni-lupo, ndr).

Un altra cosa che ho apprezzato di “Lycosa EP” è la produzione, che trasmette un senso di rabbia primitiva. In particolare, mi è piaciuto il suono distorto del basso, sempre in primo piano e molto potente. Siete riusciti ad ottenere il suono che volevate o c’è qualcosa che vorreste cambiare?

Leech: Amy apprezza che ti piaccia il suono del basso. Anche lei ama che suoni pesante come un macigno. Riteniamo comunque che non valga la pena scegliere un suono che non si possa riprodurre dal vivo. Mark Palmieri ha fatto un ottimo lavoro, riuscendo a catturare la nostra vera natura.

Quanto sono importanti per voi i testi? Quali sono i tipici argomenti che affrontante e quali sono le vostre principali fonti d’ispirazione (“Barbara”, per esempio, si ispira a “La Notte Dei Morti Viventi”)?

Leech: I testi parlano di storie o di pura ispirazione che sento. Che si tratti di “Circles” (che parla della morte di una persona a noi molto cara) o di “24 Becomes 0” (amore Brutal Metal), i testi devono avere un loro significato, altrimenti non vale neppure la pena cantarli.

Un’altro traccia che mi ha fatto impazzire è stata la cover di “Burn In Hell”, uno dei capolavori dei Twisted Sister. Penso che si sposi perfettamente con il vostro suono distruttivo e che l’energia che essa sprigiona testimoni come ci abbiate messo passione durante la registrazione. Come mai avete scelto questo pezzo? C’è qualche altra canzone di cui vi piacerebbe fare la cover?

Leech: L’abbiamo scelta perché è un classico inno Metal (chi non ama “Pee Wee Big Adventure”?). Per convincere Tree abbiamo dovuto promettergli che più avanti faremo una cover di qualcosa dei Megadeath, dato che non ama i Twisted Sister.

State facendo qualche concerto per supportare l’uscita di “Lycosa EP”? C’è qualche possibilità di vedervi in Europa, magari in Italia?

Leech: A livello economico non possiamo permetterci di girare fuori dall’est degli USA. Stiamo facendo alcuni concerti per supportare l’uscita dell’EP. I soldi bastano giusto per pagare la benzina e il materiale. Sarebbe magnifico se potessimo venire in Europa! Mai dire mai.

“Lycosa EP” è soltanto un assaggio della vostra musica. State già scrivendo nuove pezzi? Pensate di continuare sulla stessa strada o state lavorando per evolvere il vostro stile?

Leech: Nel futuro ci sarò probabilmente una naturale evoluzione del nostro sound. Il nuovo materiale continua sulla stessa strada, solo più duro. Lasciamo che sia un cambiamento spontaneo.

Questa era l’ultima domanda dell’intervista. A te l’ultima parola.

Leech: Siamo fortunati ad avere così tanti amici che ci supportano e che diffondono il nostro nome; l’ Innervenus Music Collective è stato fantastico. Grazie a voi per l’opportunità concessaci e grazie anche a tutte le band della zona; a Pittsburgh sta crescendo un’interessante scena, e il momento di raccogliere i frutti si avvicina.

Autore: KarmaKosmiK

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