INTERVISTA MAERORMID – Mid.

A poco tempo di distanza dall’uscita di “Zenit”, abbiamo voluto fare un’intervista con Mid., mente del progetto Maerormid che può vantare già una nutrita discografia fatta di episodi ispirati ed interessanti. Ecco cosa ci ha raccontato.

Come da rituale, per prima cosa ti chiedo di presentare il progetto Maerormid ai nostri lettori.

Mid.: Tutto è nato nel settembre 2008 dalla necessità di creare qualcosa che mi avrebbe potuto permettere di esprimere le varie sfaccettature della mia personalità. Maerormid è quindi un progetto sperimentale non ben classificabile con un genere musicale preciso, ma uno specchio della vita fatto di esperienze, rivelazioni e stati d’animo contrastanti. In seguito, dal 2012, Hati è entrato a far parte del progetto, dato che già da tempo avevamo l’idea di collaborare insieme e trovandoci d’accordo su contenuti e stile, abbiamo deciso di proseguire nel percorso di Maerormid con due menti.

Probabilmente è una domanda che parecchi ti avranno già posto in passato: qual è il significato del monicker Maerormid?

Mid.: Maeror in latino significa “dolore, afflizione”. Mid. è l’abbreviazione di Midgard lo pseudonimo che mi sono dato sin dall’inizio del mio percorso musicale.

Rispetto ai primi lavori in cui il sound era marcatamente “Dark Ambient”, ora gli strumenti rivestono un ruolo fondamentale nella vostra musica. E’ stata una decisione improvvisa o è maturata col passare del tempo?

Mid.: Assolutamente, come ti dicevo la sperimentazione ha l’obbligo di non fossilizzarsi mai in un contesto prestabilito, quello che è il risultato finale non è possibile saperlo da principio, non mi sono mai posto dei limiti a riguardo. Inoltre, avendo noi due stili di approccio musicale diversi, il nostro lavoro è un continuo evolversi dei suoni e della struttura musicale. È qualcosa che si evolve insieme a noi, quindi va al di là del tempo e dei suoi schemi.

Sin dal primo ascolto di “Zenit” ho notato un cambiamento nelle sonorità che appaiono meno plumbee rispetto al passato. Da cosa dipende questa evoluzione?

Mid.: Apparentemente potrebbe risultare molto diverso questo lavoro rispetto ai precedenti, e in effetti è così, ma in realtà non è altro che una continuazione di “Abissi” per certi versi, solo il tutto visto dalla prospettiva opposta. Quello che prima era vuoto e profondità, adesso è proiettato ad una vetta molto più alta e trascendentale. Le due facce della stessa medaglia per intenderci.

Un aspetto che mi incuriosisce sono le fonti di ispirazione per i vostri testi. Sono rimaste le stesse in questi cinque anni di attività o sono mutate nel corso degli anni?

Mid.: Le fonti di ispirazione sono ovunque in ogni momento, tutto stà nel saperle percepire ed ascoltare. Sono sicuramente cambiate, visto che nel corso degli anni la vita cambia. Si fanno esperienze diverse, si vedono le cose da punti di vista differenti, quello che prima era solo nero magari adesso rivela sfumature più chiare e gli avvenimenti che da principio sembravano infausti diventano utili ed insegnano qualcosa di buono per progredire. In “Zenit” sono presenti anche riferimenti alla filosofia orientale, una proiezione che arriva solo in certi momenti della tua crescita individuale.

Come nasce un brano di Maerormid??

Mid.: Nasce nel momento in cui smetto di suonare. Quando mi ostino a cercare di creare qualcosa ottengo scarsi risultati, soprattutto la sera. L’ispirazione arriva e tutto diventa naturale, le note si scrivono da sole, poi è questione di riprodurle al meglio..

Sei uno dei pochi act che mi sia capitato di ascoltare che han pubblicato un lavoro diverso dall’altro in termini di sound e songwriting: quattro lavori diversi ma tenuti insieme da un filo conduttore che riconduce ad un’unica fonte. Quali sono le tue fonti di ispirazione a livello musicale?

Mid.: La domanda che mi fa sempre sorridere! Giustissima, ma devo dire che ho qualche difficoltà a rispondre… Non mi riesce particolarmente bene prendere spunto da qualcun altro per lo stile, la composizione o il cantato per dire, mi risulta sempre una cosa molto strana. In più c’è da dire che ogni nostra idea soggettiva viene rielaborata insieme e spesso, pur mantenedo lo stesso filo conduttore, i pezzi prendono una forma ed un suono diversi dall’idea di partenza.

Concepisci Maerormid come un progetto esclusivamente da studio o non escludi che in futuro possa esserci spazio per la dimensione live, magari anche in versione acustica?

Mid.: Inizialmente era nato come progetto solo da studio, poi l’idea di riprodurre i pezzi anche in sede live mi ha sempre girato per la testa, soprattutto da quando è entrato Hati ad occuparsi di basso e batteria. Sono anni che ho in mente di pubblicare dei pezzi interamente acustici, vedremo se sarà possibile in futuro concretizzare anche queste possibilità.

Hai in mente di fare altri split album dopo quello di tre anni fa con Mete Infallibili? Se si, con quale band o progetto ti piacerebbe condividere la release?

Mid.: Quello con Mete Infallibili è stato uno split veramente molto interessante anche se passato inosservato devo dire. Saremmo contenti di partecipare di nuovo ad una release del genere, senza particolari preferenze di gruppi, non ci ho mai pensato onestamente, quello che conta è l’approccio e la totale dedizione.

Magari è un pò troppo presto per parlarne visto che “Zenit” è ancora fresco di pubblicazione, ma ti pongo lo stesso questa domanda: quali sono i prossimi progetti per Maerormid?

Mid.: Non è affrettata la tua domanda, stiamo già scrivendo del nuovo materiale per un disco, abbiamo alcuni pezzi pronti e molte altre registrazioni mai pubblicate dalle qualli attingere. Diciamo che le sonorità oscure ed oppressive di Abissi avranno in un certo senso un loro seguito!

L’intervista si conclude qui. Ti ringrazio per la disponibilità e ti lascio concludere come vuoi.

Mid.: Grazie a te per l’interesse e il supporto. “Il passato non può essere cambiato, il futuro deve ancora avvenire… ciò che conta è il presente, qui ed ora”.
Hati: “Per quanto la vetta può essere alta, per quanta neve potrà caderti sulle spalle, con la mente libera e determinata raggiungerai la cima”.

Autore: Nivehlein

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