INTERVISTA MALNATT – Porz

Sempre il bilico tra il serio ed il faceto, tra la denuncia sociale e la boiata demenziale, i Malnatt e il loro carismatico leader Porz non potevano proprio mancare nella lista degli intervistati da Hypnos Webzine. Così, prendendo spunto dal loro ultimo ed interessante album “Swinesong”, abbiamo colto l’occasione per addentrarci nel grottesco mondo dei bolognesi, dove nulla è come appare…

Ciao Porz, grazie per aver accettato questa intervista ed ovviamente benvenuto sulle nostre pagine virtuali! Come sta andando la promozione di “Swinesong”? Ti puoi ritenere soddisfatto di come è uscito fuori il disco?

Porz: La promozione la seguo direttamente io con Il Male Production e visto che non ho un euro sta andando di merda. In realtà va di merda la promozione di qualsiasi album di qualsiasi etichetta, ma le altre band vi diranno che va tutto bene e che hanno avuto ottimi responsi di critica e di vendite… Non è vero nulla: il Metal è morto e non si vende un cazzo. Riguardo a com’è uscito fuori il disco, sono molto soddisfatto. Non sono invece soddisfatto di come ne sono uscito io: “Swinesong” mi ha confuso molto e anche se avevo ormai deciso di sciogliere la band mi ha fatto invece tornate la voglia di comporre e suonare, che palle.

Vorrei iniziare parlando della copertina. Come mai avete scelto questa immagine dallo stile futurista ed in che modo poi questa si rapporta al titolo del disco?

Porz: La copertina è quasi identica a una locandina fascista che esaltava il potere della radio e della comunicazione. Da sempre mi piace ridicolizzare i regimi, sovrapporre la mia immagine a quella dei grandi dittatori e sostanzialmente prendere per il culo chi si prende troppo sul serio. Perché la vita fa schifo e non possiamo perdere tempo a stare in posa. Il rapporto tra il titolo (Swinesong, il canto del porco) e l’artwork è che in copertina ci sono io (il porco) con la bocca aperta che canto.

Rispetto al precedente “Principia Discordia”, avete una line-up nuova per metà, con l’ingresso in formazione di Gumira al basso e di Mort, alias Simone Lanzoni, autore di un splendida prestazione alla chitarra. Come mai questi cambiamenti e, soprattutto, da dove avete pescato Mort? Hai per caso sentito “Cromagia” degli In Tormentata Quiete, dove Mort/Lanzoni è alle prese con le clean vocal?

Porz: Io odio gli In Tormentata Quiete e odio che vengano citati in una mia intervista. Odio che Mort perda tempo con quella band. Gli Eva Can’t glieli perdono perché sono una sua creazione ma il fatto che lui apprezzi suonare con ITQ è una cosa che io non riesco a concepire, soprattutto perché loro non lo pagano mentre io gli do uno stipendio non indifferente. Sul perché dei cambiamenti, dipende dal fatto che la precedente formazione non era in grado di garantire la consegna dell’album celebrativo entro la data prestabilita da me. So che può sembrare un capriccio da figlio unico megalomane (quale sono) ma in Malnàtt non si suona per divertirsi ma per il dovere morale di accontentare me e di distruggere il Metal dall’interno.

“Swinesong” mostra diversi cambiamenti anche a livello musicale, da cui traspare un maggiore distacco dal Black Metal della tradizione, in favore di un sound più melodico. Anche il tuo modo di cantare è decisamente cambiato, mostrando una specie di tono declamatorio, che, a mio modo di vedere, rende ancora più abrasivi i tuoi testi. Che cosa vi eravate messi in testa di fare con “Swinesong” al momento della composizione dei brani?

Porz: A dire il vero nel momento della composizione dei brani pensavamo di fare un album che unisse i Dark Funeral con i Dunderbeist… roba tirata, estrema e folle. Poi una sera mentre sceglievamo i suoni assieme a Mort, abbiamo scoperto la comune passione per band indipendenti italiane che adottano questi stili di non-cantato come i Massimo Volume e Teatro degli Orrori e allora ho rifatto tutte le linee vocali e anche il mix è andato in quella direzione. Il risultato era davvero poco Metal e così siamo tornati e ritornati sul progetto fino a crearne nove versioni diverse e questo è il frutto di tanti mesi di lavoro. Alla fine però ci abbiamo lavorato troppo e questo album lo avete capito in quattro gatti.

Come rapporteresti “Swinesong” con i vostri altri album? Vedi una discontinuità con il precedente “Principia Discordia”?

Porz: C’è una discontinuità voluta e calcolata tra “Swinesong” e il suo predecessore. Principia Discordia è nato in sala prove seguendo arrangiamenti democratici tutti votati al conseguimento di un album Pop-Black Metal. “Swinesong” è nato invece in provetta senza avere rapporti umani tra i vari membri della band e aveva come unico scopo fare qualcosa di nuovo, di celebrativo per Malnatt e di impossibile da capire completamente per chiunque non fosse me. In entrambi i casi la missione è stata portata a termine.

Ho trovato davvero divertente la vostra citazione de “Il Cielo In Una Stanza” su “Min8auro”, ed il tuo stacco vocale è fantastico. Ma come ti è venuta in mente una cosa del genere e come mai avete voluto citare il buon Gino Paoli?

Porz: Mentre scrivevo il testo di “Min8auro” Gino Paoli era ancora presidente della Siae e ci tenevo a onorare questa istituzione seria e onesta, grande vanto per l’Italia. In realtà “Il Cielo In Una Stanza” non è l’unica citazione, ma sparsi per il disco ci sono altri piccolissimi omaggi ad altri artisti/band che in qualche momento della mia vita hanno rappresentato qualcosa. Franco Battiato, Bluvertigo, Ministri… Sono così talmente criptate che io stesso fatico a ricordare cosa ho citato e dove.

I testi che mi hanno però maggiormente colpito su quelli più ancorati alla realtà, nei quali viene fuori un profondo disprezzo per la nostra società attuale, e mi riferisco a “La Lancetta Di Longino”, “Piramide” e pure alla conclusiva “Vota Cthulhu”. Una frase quale “Recinti, muri e sbarre / l’area videosorvegliata / la xeno-intolleranza / il razzismo da bar” non potrebbe essere più attuale. Che cosa vorresti far arrivare a coloro che ti ascoltano? Cosa ne pensi della politica attuale?

Porz: La politica attuale è una manifestazione di come siamo noi attualmente: dei perdenti a cui non interessa niente. Al massimo ci interessa vivere le vite degli altri attraverso i social network e, nei momenti di impegno più alto, i video di gattini. Non so gli altri popoli, ma come italiani abbiamo perso. Abbiamo passato dal dopoguerra fino alla fine della Prima Repubblica a essere una colonia degli Stati Uniti, poi dalla Seconda Repubblica in avanti siamo diventati dei lobotomizzati che celebrano la propria ignoranza comprando oggetti inutili nei centri commerciali e dimostrando come massima espressione di fede l’appartenenza ad una tifoseria calcistica.

Come mai la scelta di inserire una sorta di intermezzo Techno come “Teschio”? Te lo chiedo poiché lo considero un pochino avulso dal resto dei brani.

Porz: Non è propriamente un intermezzo Techno ma un pezzo EBM che omaggia band come gli Hocico, che alla fine degli anni ’90 era quanto di più estremo fosse possibile trovare musicalmente assieme al Black Metal. Credo sia una celebrazione di “sound estremo” ma realizzata con strumenti non convenzionali come dei synth. È un invito a superare i propri limiti mentali per prepararci ai tempi che verranno, perché non solo il Metal è morto ma anche il resto della musica sta morendo. La musica suonata è quanto di più anacronistico possa esistere e soltanto dei nostalgici passatisti possono ancora spendere soldi in strumenti musicali. Oggi suonare uno strumento è come portare dei fiori sulla tomba di un morto: un gesto che fa felice solo chi vende i fiori e non serve a niente.

Per quale motivo hai deciso di far uscire l’album sotto “Il Male Produzioni”?

Porz: Per due motivi: la fretta e la massimizzazione del profitto. La ricerca di un’etichetta è un processo che può durare anche alcuni mesi, e dopo che l’hai trovata ne occorrono altri per trovare un accordo e preparare promozione e distribuzione. Fa conto che l’album è uscito nel gennaio 2015 ma per noi a luglio 2014 era già un disco vecchio che ci eravamo stancati di ascoltare… Se avessimo dovuto aspettare ancora altro tempo probabilmente non l’avremmo fatto uscire del tutto. In seconda istanza, oggi molte etichette ti obbligano ad auto-comprarti delle copie dell’album e sulle vendite però ti lasciano una royalty che va dall’8 al 12%… Ok che è un grande prestigio essere pubblicati ma trovo più affascinante gestire i miei soldi direttamente.

State organizzando dei live per la promozione del disco? Avrete qualche data a breve?

Porz: Siamo così pigri che non organizziamo nulla ma aspettiamo sempre che qualcuno ci inviti a suonare. Per fortuna c’è sempre qualcuno che vuole vedere dei deficienti anziani sul proprio palco e i concerti non mancano mai. Il 6 aprile suoneremo per beneficenza al Bologna Rock 4 Riders; il 18 aprile a Tregnago (Verona) con i Riuaoaoil Diuoamneii (si scrive così?); il 9 maggio in un mega festival a Pianoro (Bologna) mentre il 20 giugno in un evento speciale sull’Appennino tosco-emiliano dove presenteremo per la prima (e ultima) volta un set completamente acustico; poi a luglio saremo con i DarkEnd da qualche parte sempre in Emilia… Insomma sono già stanco!.

Anni fa avete fatto una comparsata per la serie televisiva “L’Ispettore Coliandro” nell’episodio “666”, insieme agli In Tormentata Quiete e ai Death SS. Che tipo di esperienza è stata? Vi siete sentiti a vostro agio davanti alle telecamere?

Porz: Io non sono più una persona, come umano non valgo un cazzo. Sono piuttosto un personaggio: sono stato creato per stare su un palco, in un teatro, davanti alle telecamere o alle macchine fotografiche. Sai dove non mi sento a mio agio? A casa mia. All’IKEA. In ufficio davanti al computer. In fila in posta… Odio dover indossare quotidianamente la maschera della persona educata, civile ed eco-compatibile, preferisco di gran lunga “togliermi” la maschera e cantare, urlare e recitare.

Ricollegandomi a quanto hai detto prima, come pensi sia mutato il modo attuale di rapportarsi alla musica, rispetto a quando siete approdati sulle scene. Quanto lo streaming, internet et similia hanno cambiato sia il modo di fare promozione che il modo di ascoltare musica estrema? Qual’è la tua esperienza personale?

Porz: Noi non siamo mai stati “sulle scene”: siamo andati in qualche locale a far rumore; abbiamo fatto qualche cagatina musicale 10 anni prima di altri e abbiamo pubblicato una manciata di album inutili distribuiti in tutto il mondo ma in realtà non siamo mai esistiti. Perché qualsiasi cosa non sia mainstream non esiste. Ok che ascolto Metal da circa 24 anni ma che peso può avere la mia parola? Chi sono io? Queste domande vanno fatte a chi la musica l’ha cambiata per davvero. Io posso dirti giusto che una volta masterizzavo “Perle Per Porci” con il pc mentre adesso carico “Swinesong” su Soundcloud per farlo sentire alle varie webzine. Ma non ci vedo poi molta differenza. Nell’ambito Grind e Black si continuano a pubblicare vinili e cassette facendo finta che il tempo non sia passato, mentre secondo me i CD erano già superati 10 anni fa… Il nostro è un ambiente morto e sepolto che fa finta di esistere ancora. Il Metal sembra la nostra classe dirigente: fuori dal tempo e inefficace nel mondo reale.

Ok, questa era l’ultima domanda. Grazie di nuovo per la tua disponibilità e sentiti libero di chiudere l’intervista nella maniera che preferisci.

Porz: Grazie a voi per aver dedicato preziosi bytes alle mie parole. Non perdete tempo andando ai concerti, facendo fotografie tutte identiche a capelloni tutti identici o a provare le cover dei Metallica in sala prove. Vivete una vita “vera” e non sprecatela con il Metal come ho fatto io.

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