INTERVISTA RESONANCE ROOM – Alessandro Consoli

A tre mesi dall’uscita, “Untouchable Failure” resta uno dei migliori lavori in campo Metal del 2013 per la sottoscritta. Con queste premesse, noi di Hypnos Webzine non potevamo esimerci dall’intervistare Alessandro Consoli, singer e portavoce dei connazionali Resonance Room.

Per cominciare ti faccio una domanda di rito chiedendoti di presentare la band ai lettori di Hypnos Webzine..

Alessandro Consoli: Salve, noi siamo i Resonance Room, Gothic Progressive Metal band di origine catanese.

Sono passati quasi cinque anni tra la pubblicazione del vostro debutto “Unspoken” e “Untouchable Failure”. In questo periodo di tempo avete preso parte ad altri progetti o siete stati totalmente assorbiti dalla composizione del secondo lavoro?

Alessandro Consoli: Nel periodo a cavallo tra i primi due album ci siamo dedicati al songwriting, ai live, ed alla ricerca di alcuni nuovi componenti di cui prossimamente annunceremo i nomi sui nostri canali online.

Come già detto in sede di recensione, quando ho messo “Untouchable Failure” per la prima volta sul lettore, non pensavo foste miei connazionali vista la forte matrice svedese del vostro sound. Mi sembra d’obbligo quindi chiederti quali sono le band che hanno esercitato una maggiore influenza su di voi.

Alessandro Consoli: Ogni membro della band ha influenze differenti, sicuramente tra quelle in comune possiamo citare Paradise Lost, Porcupine Tree, Pain Of Salvation, Katatonia, Anathema, Moonspell, Evergrey, Riverside; mi fermo qui ma la lista potrebbe continuare.

Uno degli aspetti che mi ha colpita sin dall’inizio è stata proprio la tua prestazione vocale. Era da tempo, forse da quando ascoltai per la prima volta “The Perfect Element I” dei Pain Of Salvation, che non sentivo una padronanza e una potenza di questo tipo nelle vocal. C’è per caso Daniel Gildenlöw anche tra le tue “muse” ispiratrici?

Alessandro Consoli: In primis ti ringrazio per i complimenti, direi che hai colto in pieno. Daniel Gildenlöw è uno dei cantanti della scena contemporanea che più apprezzo assieme a Mariusz Duda (Riverside) e Maynard James Keenan (TOOL).

Qual è la scintilla che accende la vostra vena creativa? Hanno un maggior peso fonti letterarie ed esperienze personali o fatti storici (contemporanei e non)?

Alessandro Consoli: Tra i nostri intenti vi è quello di trasmettere emozioni e stati d’animo, quindi sicuramente le esperienze personali influenzano molto i nostri lavori assieme alla letteratura, vedi ad esempio il brano “Prometheus” tratto dall’omonima opera di Byron oppure “Outside The Maze”, liberamente ispirato al mito di Dedalo ed Icaro.

Non siete la prima band della My Kingdom Music che recensisco e devo dire che le proposte della Label campana non mi hanno mai delusa fin’ora. Siete soddisfatti della vostra collaborazione con questa etichetta?

Alessandro Consoli: Si, siamo contenti del modo in cui l’etichetta si muove sul web per promuovere le proprie band.

Tra i tanti artwork un po’ scontati e ripetitivi che affollano ultimamente la scena Metal, il vostro si fa notare in quanto, se ad un primo sguardo appare semplice, dall’altro sembra celare degli aspetti più profondi e dai risvolti inquietanti. Simboleggia qualcosa o è solo una mia impressione sbagliata?.

Alessandro Consoli: L’artwork è un lavoro del nostro batterista Sandro Galati; così come accade per il songwriting, anche lui ama trasmettere sensazioni ed emozioni attraverso i suoi lavori. Lasciamo ai nostri fan l’interpretazione di quale sia il vero significato celato dietro l’artwork.

I vostri testi, così come la musica, rispecchiano una realtà tormentata e carica di sofferenza, con improvvise e profonde esplosioni di rabbia. Riguardano solo l’interiorità umana e le sue speranze infrante o hanno una portata, potremo dire, “cosmica”?.

Alessandro Consoli: I testi esplorano alcuni aspetti dell’animo umano; esperienze come la perdita di una persona cara, la rabbia, la disperazione, la frustrazione si contrappongono alla pazzia, all’odio ed all’ipocrisia.

Se in futuro doveste fare la cover di un brano quale sarebbe e perchè?.

Alessandro Consoli: Probabilmente si tratterebbe di “Yearn For Change” o comunque di uno dei brani dell’album Draconian Times dei Paradise Lost, perchè sia l’album che la band ci mettono tutti d’accordo.

Da quanto mi è capitato di leggere in giro, mi sembra che “Untouchable Failure” stia riscuotendo degli ottimi giudizi. State organizzando delle date per promuovere l’album? Avete già del materiale per un prossimo lavoro?.

Alessandro Consoli: Attualmente ci stiamo mobilitando per organizzare una serie di date anche attraverso delle booking agency, ma per adesso non abbiamo nulla di ufficiale. Per quanto riguarda il nostro prossimo lavoro abbiamo già un po’ di idee in cantiere, al momento giusto partiremo con la pre-produzione.

Abbiamo finito. Ti ringrazio per la disponibilità e ti lascio la parola per concludere come meglio preferisci..

Alessandro Consoli: Un saluto ai lettori e a tutto lo staff di Hypnos Webzine; vi ringraziamo per lo spazio concessoci. Per news, date dei concerti o semplicemente per dare supporto alla band vi invitiamo a seguirci su Facebook, Twitter, Myspace e Bandcamp.

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