INTERVISTA THE TRUE ENDLESS – M.

In occasione della ristampa dell’EP “In The Swamp”, Hypnos Webzine ne ha approfittato per parlare del passato, presente e futuro dei The True Endless con il mastermind della band M.

Hail M, innanzitutto grazie per aver accettato di fare un intervista per Hypnos Webzine. Vorrei iniziare parlando del promo che mi avete inviato, ossia la re-release di “In The Swamp” uscita per conto della Aphelion Productions. Come mai avete deciso di ristampare questo EP, inizialmente pubblicato sotto la God Is Myth Records nel 2010, e quali sono le differenze che avete apportato rispetto al lavoro originario?

M.: Salute a te e grazie per il supporto e l’occasione che ci date con questa intervista. “In The Swamp” è stato realizzato per la Lovecraft serie della God Is Myth nel 2010 in formato cd 3″ limitato a sole 100 copie; dato l’esiguo numero di copie e la nostra soddisfazione nell’aver creato il mini, abbiamo cercato chi potesse ristamparlo con una tiratuta maggiore. Inizialmente sarebbe dovuto uscire per la portoghese Nekrogoat Heresy, che però si è tirata indietro, ritardando di molto l’uscita della seconda edizione; abbiamo quindi chiesto alla Aphelion Productions (nostra label ufficiale) se era interessata e abbiamo raggiunto l’accordo in poche mail. Il mini rispetto alla prima edizione è stato rimasterizzato e migliorato nel suono, l’artwork è più completo e professionale e sono stati aggiunti 2 brani rehearsal “White Wolf” e la cover degli Emperor “Night Of The Graveless Souls”. Abbiamo quindi continuato a promuoverlo, ricevendo molti consensi e recensioni positive.

Come hai giustamente detto questo è EP era parte dell’interessante progetto di uscite discografiche della God Is Myth dedicate al grande scrittore H.P. Lovecraft. Come mai avete scelto di approcciarvi alla novella “Polaris”? Cosa ti ha colpito di più questo novella e come è avvenuta la fase di scrittura dei brani dell’EP?

M.: Si, un progetto decisamente interessante ed intrigante che spero la God Is Myth porti avanti ancora. Ritengo ci sia bisogno di maggiore spessore lirico compositivo nel Black Metal, che, pur nella sua brutalità, è un genere che mi piace definire “colto” e di “alto valore artistico”. Lovecraft poi è uno scrittore fondamentale per i The True Endless, anche il nome, è infatti ispirato ai racconti dello scrittore di Providence. La scelta di musicare “Polaris” nasce dalla mia idea di usare un racconto che non fosse il classico sui grandi antichi, ma che avesse all’interno tutte le caratteristiche peculiari dello stile di Lovecraft, adoro le atmosfere surreali e sognanti delle ambientazioni dei sogni del protagonista, in stridente contrasto con lo squallore della casa nella palude, in cui vive. Credo che Polaris rappresenti la summa dello scrittore. In più quel testo ha un’atmosfera che si adatta perfettamente al Black Metal ed in particolare al nostro stile. I brani sono usciti in maniera molto tradizionale, composti in sala prove e arrangiati in seguito, mentre il testo ricalca la storia, senza apportare grosse modifiche; nel booklet del CD abbiamo riportato l’intero racconto per dare la possibilità agli ascoltatori di leggerlo e capire meglio i nostri brani.

Personalmente della vostra band conoscevo giusto lo split a quattro band con i nostrani Tundra, ed i cechi Inferno e Sekhemet, e questo “In The Swamp” mi ha permesso di approfondire maggiormente il vostro stile. Riferendomi ai pezzi di questo EP, quello che ho maggiormente apprezzato è la produzione perfettamente bilanciata come suoni, ma in grado anche di conservare quell’ alone di rumore tipico delle uscite della metà degli anni ’90, mentre a livello di songwriting, trovo che la vostra originalità si fondi sul riuscire a creare una sintesi personale tra i modelli norvegesi (Satyricon in primis) ed il Black/Death svedese. Sei d’accordo con me? Come descriveresti la musica dei The True Endless?

M.: Non amo particolarmente le definizioni, però mi ritrovo molto in quello che scrivi a riguardo di “In The Swamp”. Come gruppo amiamo definirci “Novara Black Metal”, ma principalmente per il fatto che usiamo il dialetto novarese in alcuni brani e per la nostra provenienza geografica, non certo per la musica…quella è Black Metal…e basta. I suoni sono volutamente un mix di nuovo e vecchio, questo perchè le nostre radici sono nel passato e troviamo che questo genere abbia sempre bisogno di un approccio anche solo minimamente rozzo nel suono; trovo che le iperproduzioni moderne siano inadatte al Black Metal, snaturano il messaggio, dando al tutto una patina plasticosa, che ne mina il messaggio nelle fondamenta.Per quanto riguarda il songwriting, cerchiamo di non limitarci, ma di mettere tutto ciò che ci ispira al momento, senza preconcetti; i riferimenti che citi sono parte del nostro background musicale e quindi è normale che escano e sono contento che tu abbia sentito nei nostri brani, un modo personale nel fondere le diverse influenze. Personalmente sono molto legato al brano “In The Swamp” del mini, ha un groove molto doommeggiante, che si sposa molto bene con l’epilogo del racconto. Tra le uscite recenti ti consiglio di ascoltare anche i brani dello split con i Mephisto, li esce il nostro lato più old school. Per i primi del 2013 invece uscirà il nostro nuovo album, sempre per Aphelion Productions, posso anticiparti che i suoni saranno molto più curati, perchè ci siamo avvalsi del mix dei dEN Studios di Stefano Ferrian degli Psychofagist e del mastering di Morgan Devo Anderson dei Marduk e dei suo Endarker Studios. La patina raw c’è sempre, ma tutto suona più definito e potente e anche le influenze si sono ampliate e moltiplicate, sentirete.

Se non erro in questo 2012, i The True Endless hanno raggiunto la bellezza di quindici anni di attività, rendendovi di fatto una delle band Black più anziane della nostra penisola. Dall’alto della vostra esperienza, come ritieni si sia modificato il Black Metal durante questo lungo periodo di tempo? Pensi che esista ancora quella spinta propulsiva, la cosiddetta fiamma nera, che era alla base di questo genere estremo del Metal, o credi che ormai il gran numero di band che affollano il mercato o la cultura odierna del download abbia affossato, o per lo meno, appiattito e reso il Black un genere come un altro?

M.: Ti ringrazio per la considerazione sulla nostra anzianità (hehehehe!), si, abbiamo raggiunto i 15 anni di attività e senza svenderci, sputtanarci o sparare cazzate come hanno fatto tanti altri, questo perchè riteniamo che le parole “coerenza” e “passione” abbiano un significato profondo, con cui non si può scherzare. Mayhem ha lasciato la band quest’estate, proprio perchè non sentiva più la “Fiamma” bruciare dentro di lui, è stato un duro colpo per noi, ma è stato giusto così. In noi invece arde ancora impetuosa e quindi andremo avanti finchè continueremo ad esserne pervasi. Per me è una necessità, un modo per sfogare un’energia distruttrice, profonda e devastante che non può essere sfogata altrimenti. Per quanto riguarda la scena ho visto cambiare tante cose, dall’ovvio influsso di internet, che ha permesso una maggior diffusione e anche una banalizzazione delle produzioni discografiche, al cambiamento di chi il Black Metal lo suona. Chi ha respirato l’aria della fine degli ’80 e dei primi ’90 mi può capire, chi non c’era, purtroppo no… Era TUTTO diverso, più complicato e problematico, ma VERO, sentito e profondo. Chi sceglieva di percorrere le strade del Black Metal, sapeva che non era un genere facile e di larga diffusione. Poi c’è stato il boom; ma ancora si muoveva tutto attraverso canali underground, i concerti venivano fatti in posti di fortuna, c’era il tape trading ed una fitta rete di fan ed estimatori che supportavano attivamente le bands e le poche etichette che promuovevano il genere. Personalmente avevo contatti (come ora) in mezzo mondo e tutto tramite posta, lettere scritte a mano e cassette duplicate in casa; conservo ancora con piacere alcune lettere di scambi con Mortuus (Funeral Mist, Triumphator e Marduk), i Nastrond, i Gravferd, Gummy dei Solstafir, Sean dei Goat Horns, la fu Chanteloup Creations, la Ordo Obscuri Domini, Gionata dei Frostmoon Eclipse e tanti altri. Le mail e i social network hanno certamente semplificato le cose, ma le hanno anche fortemente banalizzate. Spesso trovo messaggi sulla pagina facebook dei The True Endless di gente che non conosciamo che chiede “come stai?”…come se fossimo dei loro amici o conoscenti…dire che non è una domanda pertinente è dire poco. Il download selvaggio poi ha dato il colpo di grazia a tutto; la gente ancora non capisce che se non si comprano album e merch dei gruppi, l’underground muore, proprio perchè è un sistema che si autofinanzia. E a chi mi dice che non ci sono soldi, ricordo che nell’underground è facile trovare cd a 5 euro e maglie a 10, noi facciamo questi prezzi, eppure spesso chi non compra da noi va poi a prendere i cd del gruppo straniero di turno nel negozio a 10,12 o 15 euro. Non fraintendetemi, non sono contrario al download, ma al download selvaggio di chi scarica e non ascolta, di chi apprezza e poi non compra pur avendone le possibilità, a chi dice che chi compra un cd è uno sfigato… Altro tasto dolente è la questione live, la gente ha il culo pesante, lo ha sempre avuto, certo, ma ora è a livelli disarmanti! Non si muovono nemmeno per i concerti gratuiti!!! E’ chiaro che poi i gestori dei locali preferiscono la cover band, li la gente ci va e consuma, permettendogli di pagare i gruppi in questione e avere di che vivere. So che è un discorso lungo e complesso (io l’ho semplificato di molto), e che le mie parole sono gettate al vento, ma ho sentito il bisogno di scriverle e spero che facciano ragionare qualcuno tra i lettori.

Ovviamente, non posso che chiederti di raccontarci qualche aneddoto del primo periodo della band. Cosa significava portare avanti un band Black Metal in Italia? Quali erano i vostri principali contatti in Italia e all’estero?

M.: Qualcosa te l’ho accennato già nella risposta precendente, per noi The True Endless è stato una priorità di vita, avevo già anche Skoll e Huginn, ma presto The True Endless si è delineato come un progetto in cui concentrare più energia violenta. Abbiamo subito realizzato brani nostri e cercato di farci notare nell’undergrund, il primissimo lavoro della band fu “2TXS reh” un rehearsal su cassetta che poteva essere richiesto mandando una cassetta vuota e i francobolli per la spedizione, inoltre ricordo che mettemmo nella cover la dicitura di copiare la tape e farne infinite copie. Qualcuno lo fece e arrivarno anche delle recensioni, positive nonostante la scarsa qualità della registrazione. Poi arrivò il periodo delle produzioni su cassetta, principalmente per l’italiana Ordo Obscuri Domini e la francese Chanteloup Creations, i cdr e poi tanti altri contatti di etichette, distribuzioni, scambi e collaborazioni. Infine la Aphelion Productions si accorse di noi grazie a Sean dei Goat Horns che ci propose per uno split a Ross (boss della Aphelion) e ci diede la possibilità di uscire su cd e poi su vinile. All’ inizo avevamo un forte lato polemico e dissacrante, un pò alla vecchi Impaled Nazarene mischiati coi Driller Killer per intenderci, poi decidemmo di concentrarci su tematiche più serie e personali e abbandonammo il lato folle per uno più riflessimo e maturo, alcuni non capirono e ci tacciarono di essere una band non “true”, senza capire che brani con titoli apparentemente folli, avevano una base estremamente lucida e antireligiosa, come “Pedofilia in Allegria”, brano che qualcuno pensò essere uno scherzo di cattivo gusto, mentre noi ci riferivamo agli allora non pubblicizzati atti dei preti pedofili e della protezione che la Chiesa Cattolica dava loro. Di aneddoti ce ne sarebbero tantissimi, ma ora mi vengono in mente le registrazioni del nostro primo lavoro in studio, il demo “The Trendkiller E.P.”, fu un’esperienza delirante e molto alcolica in uno studio casalingo, su un registratore DAT a 8 tracce…un’esperienza fantastica!

La vostra discografia risulta essere discretamente vasta tra full-lenght, split ed EP. Ad un ipotetico nuovo ascoltatore (come per esempio il sottoscritto), quale vostro lavoro consigliereste come primo approccio ai The True Endless?

M.: Attualmente consiglio il mini “In The Swamp” perchè è il più rappresentativo della situazine attuale della band, mentre, quando uscirà, consiglierò il nuovo album che si intitola “Legacy Of Hate”. Per provare realmente la formazione attuale non posso che consigliarvi di vederci live, colgo l’occasione per annunciare che suoneremo il 20 Aprile a Torino allo United assieme a Imago Mortis e Fornace. Se posso dare delle idee ai lettori e a te, consiglio a tutti (perchè passato sotto sordina) “1888 From Hell”, molti hanno apprezzato e apprezzano “A Climb To Eternity”, che rimane il nostro album col maggior numero di vendite, mentre gli split sono una buona occasione per sentire, oltre che noi, anche altre ottime entità dell’underground italiano e non. Se siete interessati alle nostre produzioni, vi invito a contattarci tramite la mail via: huginnproduction@libero.it, i prezzi che facciamo li ho scritti poco sopra quindi se vi va di supportarci, sapete anche quale sarà l’onere che vi chiederemo (le spese postali sono da aggiungere a parte).

La vostra ultima uscita discografica è un split cdr con i beneventani Midgaard per conto della Depressive Illusion Records, ce ne vuoi parlare? Cosa avete in programma per il prossimo anno, oltre all’uscita di “Legacy Of Hate”?

M.: Per lo split in questione siamo stati contattati da Midgaard che, apprezzando la nostra musica, ci ha chiesto di fare uno split con lui per la Depressive Illusion; ci siamo accordati e abbiamo fornito 2 brani rehearsal che erano stati pubblicati su un cdr limitato a sole 100 copie dal titolo “La Chiesaccia” e su una tape dal titolo “In The Swamp Of Camodeia”. I brani raccontano di un’esperienza di possessione, che io, Soulfucker e Mayhem abbiamo vissuto in prima persona, un episodio di diversi anni fa (1999 se non sbaglio), che ci ha segnati e che abbiamo messo in musica. Abbiamo raccontato la storia di quei luoghi e quello che è successo a noi, naturalmente alla nostra maniera. Per il prossimo anno, oltre all’uscita dell’album “Legacy Of Hate” per la Aphelion Productions, ci sarà anche un nuovo split cd con Muert (Esp), Unhuman Disease (USA) e Silva Nigra (Cz), che verrà prodotto dalla Unholy Vision Records e spero nuovi live. Stiamo aspettando conferma per delle date per il 2013, ma aspetto conferma per divulgarle.

A differenza di molte band Black italiane, i The True Endless possono vantare anche una buona esperienza live anche a fianco di importanti nomi stranieri quali Marduk, Taake e Dismember. Come ti ritrovi a portare on stage la vostra musica? Sono previsti nuovi concerti a breve?

M.: Il palco è, credo, il luogo più adatto alla musica di The True Endless, il nostro Black Metal risulta più viscerale, diretto e potente, questo a detta di molti che ci hanno visti dal vivo e hanno sentito i nostri brani. Personalmente vivo il live come un momento a metà tra il mistico e il magico, un momento in cui perdo in parte il contatto con la realtà, per perdermi nella musica. Spesso mi si dice che dal vivo cambio espressione e attitudine, credo che esca il mio io più aggressivo e iroso, quell’energia di cui ti parlavo poco più sopra. Molti ritengono il Black Metal non sia una musica da portare in sede live, ma mi piace ricordare a queste persone che senza i live Black Metal non avremmo perle come “Live In Liepzig” dei Mayhem, “Emperial Live Ceremony” degli Emperor e tante altre. Tornando a noi, abbiamo avuto il piacere di suonare con diverse realtà importanti della musica estrema internazionale, oltre a quelli da te citati, ricordo con piacere Vader e Deicide, Hellheim, Horna, Mortuary Drape, Opera IX, Novembre, Forgotten Tomb, Morrigan, Besatt e altri; e anche tantissime relatà underground altrettanto valide come Imago Mortis, Adversam, Vorkreist (Fra), Sekhmet (Cz), Diagon (Cz), Natassievila, Black Flame, Handful Of Hate, Frostmoon Eclipse, Fornace, e tanti altri. Come detto qualche domanda fa, avremo un live a Torino allo United Club il 20 Aprile con Fornace e Imago Mortis, in cui presenteremo la nuova line up, che vede alla batteria Algol di Hiems e Forgotten Tomb; ne approfitto per invitare tutti i lettori della zona di Torino.

Ultima domanda. Si sente sempre dire che in Italia, sebbene esistano nomi validi ed interessanti, non ci sia una scena Black Metal salda (a parte forse la “Scena Mediterranea” che ruota attorno ad Astru) e che c’è molta invidia e rivalità tra le varie band di una singola area. Qual’è il tuo punto di vista su questa cosa? Essendo voi attivi dalla fine degli anni ’90, ritieni che qualcosa sia cambiato nel corso degli anni?

M.: Purtroppo è vero, c’è molta rivalità e divisione, ma anche una certa collaborazione, anche se frammentaria e suddivisa in piccole realtà. Personalmente ho contatti con diversi elementi della “scena” e ho anche collaborato come session per Gosforth (Ita), Ysengrin (Fra), Dimentianon (USA) e Lifend (Ita) e non mi tiro certo indietro se mi viene chiesto un aiuto. Purtroppo però, non siamo in molti a comportarci così e tanti (troppi) pensano solo al prioprio orticello, spesso denigrando il lavoro fatto da altre band, per il solo gusto di farlo o per arrecare loro danno a proprio favore. Dalla fine degli anni ’90 ad oggi, in tanti hanno cercato di creare una vera e propria scena, ma non ci sono riusciti, probabilmente è colpa della nostra indole individualista, non lo so…so solo che il mio motto a riguardo resta sempre “Cooperation Not Competition”. Con la scena mediterranea non ho contatti diretti, ne ho avuti un pò tramite myspace qualche anno fa, avrei voluto aiutare Agghiastru a portare Inchiuvatu a suonare nel nord, ma non ci sono riuscito, poi ho perso i contatti, ma ho visto che è riuscito comunque a trovare delle date, che purtroppo mi sono perso.

Ok siamo giunti alla fine della nostra chiacchierata. Grazie a te per la tua disponibilità e ti lascio libero di chiudere l’intervista come preferisci.

M.: Ringrazio io te per l’opportunità che hai dato a The True Endless e per le domande che mi hai fatto. Invito chiunque possa essere interessato a prendere contatti con noi per recuperare il nostro materiale, aiutarci ad organizzare live o anche solo scoprire chi siamo. Oltre ai contatti facebook, twitter e myspace, lascio qui di seguito altri contatti dove potete trovarci, avete solo l’imbarazzo della scelta: il nostro sito ufficiale, il nostro canale youtube e la nostra pagina su reverbnation.
Corna su!

Autore: KarmaKosmiK

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