INTERVISTA WILL’O’WISP – Paolo Puppo

Autori di uno strepitoso ritorno sulle scene italiche con il loro terzo album “Kosmo”, Hypnos Webzine non si è sfatta sfuggire l’occasione di intervistare un loquace ed entusiasta Paolo Puppo, chitarrista e mastermind della band.

Ciao Paolo! Grazie per aver accettato di rilasciare questa intervista per Hypnos Webzine! Vogliamo iniziare subito dal vostro ultimo “Kosmo”? Come ho scritto in sede di recensione, a mio modesto parere questo lavoro è un piccolo gioiellino che noi italiani faremmo bene a tenerci stretto. A ormai quasi un anno dalla sua uscita, qual’è stata la risposta generale che avete ricevuto da parte del pubblico e degli addetti ai lavori?

Paolo Puppo: Ciao, grazie a te e ad Hypnos Webzine per ospitarci!!! Ti ringrazio per le tue parole! Posso dirti con piacere che le recensioni sono state tutte ottime! Siamo molto soddisfatti di come è stato accolto il lavoro!

“Kosmo” è anche un segnale di rinascita di una band, che ricordiamo, calca da venti anni le scene nazionali e internazionali, dopo un lungo silenzio durato quasi sette anni. Quello che ti voglio chiedere è quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a ricreare una nuova line-up e ritornare alla carica nuovamente con il monicker Will’O’Wisp?

Paolo Puppo: Il motivo è semplicemente da ricondursi alla passione per la musica. Quando mi si è ripresentata l’esigenza, il desiderio di tornare ad esprimermi, la cosa più naturale è stata quella di rifarlo con la mia band. Consideravo Will’o’Wisp sinceramente una proposta valida, avevamo ottenuti ottimi responsi all’epoca per cui mi è appunto venuto istintivo riprendere quel cammino. La nuova line-up è stata un’esigenza realizzativa. Erano passati tanti anni e la vita aveva per tutti seguito un suo corso. Ho parlato con Fabrizio con cui sono rimasto molto amico e con cui avevo fondato la band, e lui mi ha dato la massima disponibilità a continuare da solo, portando avanti quello che comunque è il nostro nome.

Parlando della nuova line-up, come sei arrivato alla selezione dei nuovi arrivati? Personalmente, la presenza che più mi ha deliziato è stata quella di Oinos, un batterista che ho sempre enormente stimato per il suo lavoro su “Crust” dei Sadist e con i suoi Thy Nature.

Paolo Puppo: Sono stato fortunato! Cercavo elementi che potessero integrarsi in quello che avevo in mente di combinare. Il caso ha voluto che incontrassi Oinos, che già conoscevo tramite i lavori fantastici che hai appunto citato. Lo conobbi mentre registrava il primo disco del suo single project Austral Wave e oltre all’artista ebbi modo di apprezzare una persona di una modestia e di una genialità molto fuori del comune. Così qualche mese dopo l’incontro, quando avevo ormai tutto il materiale scritto, gli mandai una mail…Ed eccolo con noi! Jacopo mi fu suggerito da Tommy (Talamanca ndr), e fu una dritta ottimale. Deimos spuntò letteralmente da solo, quasi per caso, me ne aveva parlato Jacopo ma ancor prima che si pensasse di “recuperarlo” lo incontrammo tramite amicizie comuni. A quel punto gli esposi la cosa e lui accettò!

A parte Oinos, che ha composto insieme a te alcune delle tracce di synth di “Kosmo”, l’intero sforzo compositivo è caduto sulle tue spalle. A cosa è dovuta questa scelta di farti totalmente carico della musica e dei testi di “Kosmo”? Qual’è stato l’apporto creativo degli altri membri della band?

Paolo Puppo: Non è una scelta voluta, diciamo che Will’O’Wisp è il mio modo di esprimermi nel campo musicale, per cui viene tutto da me. E’ la mia “voce”, è sempre stato così anche con la vecchia formazione (per quanto all’epoca la nostra tastierista portasse alcune idee in fase di arricchimento delle keyboards). Non è un problema di ego, assolutamente, diciamo che è solo come scrivere una poesia. Per il resto come puoi immaginare l’apporto degli altri membri è parimenti fondamentale ed enorme. Non metto bocca sulle parti di drums o di basso, ci mancherebbe. Ognuno nella band ha la massima libertà di espressione e può portare ciò che desidera, abbiamo sempre e solo un limite, ossia che quanto facciamo resti funzionale alla musica ed alla canzone.

Tra “Kosmo” ed il precedente “Unseen” sono passati ben più di dieci anni. Cosa trovi in comune e cosa di diverso tra i due album? Ritieni che il tuo modo di comporre e suonare sia cambiato totalmente in questo lasso di tempo, o pensi di possedere una solida base su cui puoi inserire nuovi spunti o stimoli creativi?

Paolo Puppo: In comune spero un certo stile a livello di riffing e di atmosfere. Direi che compongo allo stesso modo, magari con più attenzione ora all’orchestralità delle parti. Per quanto riguarda il lato esecutivo, penso di essere molto migliorato rispetto ad una volta, ma immagino sia un processo naturale per tutti i musicisti, studiando si dovrebbe quantomeno progredire.

A livello di testi, cosa ti ha spinto ad incentrare questo vostro nuovo lavoro sul Bardo Thodol, il “Libro dei Morti” tibetano? Cosa ti ha colpito di più di questa opera sacra e cosa pensi di aver maggiormente riversato in musica dei suoi testi?

Paolo Puppo: Will’o’Wisp ha sempre cercato di trattare tradizione sacra. Attribuisco una profonda sacralità alla musica, la vedo come uno degli elementi di magia creativa che l’uomo ha nelle sue mani e non a caso nel corso della storia spesso la musica ha avuto un ruolo mistico ed appunto sacro. Partendo da questo presupposto non ho mai potuto concepire la mia musica come discinta da qualcosa che non avesse tradizione, così nel mio piccolo ho cercato di portare omaggio a culture e concezioni che affondassero le loro radici nella ricerca spirituale attraverso lo scorrere dei secoli. Posso dirti con sicurezza che Will’O’wisp legherà sempre la sua musica al misticismo ed al cammino spirituale..

Tra le liriche di “Kosmo”, sono rimasto molto colpito da questa frase presente su “A Place Of Rebirth”: “This body, born of desire, is a thought form hallucination in the intermediate state and it is called desire-body”. Potresti spiegare il concetto che si nasconde dietro questo passo?

Paolo Puppo: E’ un passo che si riferisce ad un preciso punto nel processo di rinascita. Circa tre giorni e mezzo dopo la morte avviene la nascita di un corpo nello stato intermedio e questo corpo avrà similitudine col corpo di carne appena lasciato nella vita precedente. Questo nuovo corpo avrà delle qualità nuove ed allora qualunque siano le qualità che esso possegga si avrà la visione del luogo di rinascità. A quel punto l’ìnsegnamento dovrebbe guidare verso l’ignorare tale visione qualunque essa sia, al fine di ottenere la liberazione. Il tutto è effettivamente più complesso, diciamo che si riferisce comunque basicamente ad una fase della rinascita.

La presenza di Tommy Talamanca in cabina di regia nei suoi Nadir Studios, la cui forte impronta in fase di produzione potrebbe far pensare ai meno attenti ad una sorta di Sadist-clone, e quella di Trevor in fase di distribuzione con la sua Nadir Music, potrebbe far pensare ad una sorta di simbiosi con i vostri conterranei Sadist, sebbene poi il raggio di azione delle due band sia decisamente ben diverso. Qual’è il filo che lega le due band? Come ti sei trovato ad affidare loro una parte della riuscita di questo “Kosmo”? Ritieni che ci siano dei presupposti per future collaborazioni?

Paolo Puppo: Quello di Will’O’Wisp e Sadist è un cammino che spesso è stato ritenuto accostato. Siamo entrambi di Genova, più o meno coevi (Sadist originò nel 1991 noi nel 1992), entrambe le band hanno intrapreso un percorso personale di ricerca portando elementi progressivi nella loro musica. E’ chiaro che vi siano elementi di somiglianza, però se ascolti attentamente tutti i dischi delle sopracitate band a mio avviso ti accorgi (come hai a mio avviso giustamente colto) di come l’inclinazione e le personalità dei due combi siano molto diverse. Per il resto tutto ottimamente, conosco Tommy da vent’anni, ha sempre prodotto la band, mi conosce e sa cosa voglio, e di contro so come lavora e so che è in grado di “darci” tutto quanto necessitiamo in fase di produzione! Trevor è una persona altamente professionale e scrupolosa, e con Nadir ha fatto un grande lavoro nel veicolare la band nei canali mediatici, dandoci la possibilità di poter apparire dove serviva e quindi di poter supportare al meglio la nostra proposta musicale. Indubbiamente tale collaborazione continuerà, personalmente non potrei desiderare di meglio, ne siamo molto soddisfatti!

Parlando della cover di “Kosmo”, una cosa che mi ha particolarmente colpito è stata la presenza di quelle braccia e gambe che delineano una forma ad ics, dal quel bel turbinio di immagini e colori che compongono la copertina composta dalla Image Zoe Dimension. Non conoscendo molto dell’iconografia buddista, ho però interpretato quella forma, riallacciandomi alla storia dei Will’O’Wisp, come se fosse un segnale di (ri)nascita, dopo un lungo periodo di re-inventazione (i diversi anni di silenzio). Anche tralasciando la mia personale interpretazione, come ritieni che l’intera cover si riallacci al concept del disco?

Paolo Puppo: Hai colto molto bene l’idea. La copertina viene da una mia visione che ho chiesto ad Alice di Zoe Dimension di realizzare. Lei è un’artista estremamente capace e sensibile, esattamente quanto occorre alla band. Come dicevo poco prima, è la stessa cosa coi musicisti coi quali ho la fortuna di dividere questa esperienza; la tecnica certo serve, ma senza cuore, senza mettersi al servizio “dell’onda”, la musica non può che restare una mera esecuzione, che per carità deve essere la più perfetta possibile, ma contemporaneamente restare un veicolo di emozione; l’esecuzione è il tramite con cui passa il messaggio, non è mai il messaggio in sè. Così vale per la cover, deve essere fatta bene ma essere un tramite, e lei ha colto quanto avevo in mente, e mi fa piacere questo sia passato; come hai detto è un disco di rinascita, il messaggio più profondo è quello, una rinascita difficile, come tutti i percorsi di rinnovamento e crescita spirituale.

Avete fatto date di supporto a “Kosmo”? Se sì, com’è stato il trasporto in fase live di un disco complicato come questo? Ci sono date nel prossimo futuro da segnalare ai nostri lettori?

Paolo Puppo: Al momento no. Sinceramente non sarebbe complicato portare “Kosmo” dal vivo, ho già il chitarrista ed il tastierista se servissero (poichè nell’album tutte le tastiere le suona Oinos, cosa che ovviamente in sede live non sarebbe possibile). Diciamo che per ragioni di vita, anagrafiche e quant’altro, l’aspetto live verrà considerato solo se comportasse una reale occasione di crescita per la band. Di contro, i miei buoni compagni di viaggio sono spesso in giro (Oinos con Australwave, Jacopo con Antropofagus, Nerve e vari altri suoi progetti), per cui un po’ di noi alla fine è sempre in tour! Mi piacerebbe però in futuro, entro i prossimi due anni, fare qualcosa di molto fine in sede appunto live e girare un dvd per offrire anche questo aspetto della band. E’ però una cosa che richiede un certo sforzo economico per cui dovremo valutarla con attenzione.

I Will’O’Wisp sono da più di ventanni presenti sulla scena italiana. Quali sono i tuoi ricordi più vivi degli inizi della band e quali relazioni vedi tra l’attuale line-up della band con quella che stava compiendo i primi passi all’interno della musica metal?

Paolo Puppo: Ti dirò una cosa forse banale, forse insolita…gli stessi! Entusiasmo a volontà, passione e nessuna illusione, non ho mai pensato da ragazzo nè di divenire famoso nè di fare del denaro con la musica. Speravo solo di poter fornire la mia visione della musica e di poter proporre quello che sentivo di voler dire. Lo stesso accade oggi, dovresti esserci quando con Oinos scapocciamo in fase di prova all’ascolto dei nuovi riff! Sembriamo dei quindicenni al primo disco!!! Sono felice di essere qui con te a parlare di Will’O’Wisp, lo sono ad ogni intervista, ad ogni recensione bella o meno bella, perchè per me siamo solo veicoli, è la musica la protagonista, non il musicista!

Dall’uscita di “Kosmo” è ormai passato un anno, stai già lavorando a nuovi brani? Hai già pensato ad una nuova evoluzione del sound dei Will’O’Wisp? Pensi di dare spazio compositivo agli altri membri della band, o continuerai ad occuparti di tutto in prima persona?

Paolo Puppo: Sì, ti anticipo che il nuovo album è pronto. Oinos sta terminando in questi giorni la stesura della parti di drums e presto toccherà a Jacopo scrivere il basso. La musica a livello di chitarre e tastiere è invece terminata da un po’. Come intuirai il riffing quindi è completamente opera mia. Ma è come una tela in bianco e nero, se loro non ci mettessero i colori non ci sarebbe mai un quadro! Per quanto riguarda il sound, posso dire che il nuovo album sarà molto, molto più violento ma al contempo ancora più esoterico e mistico. Il concept stesso che ne costituirà l’ossatura “ideologica” ritengo possa essere una sorpresa. Speriamo possa vedere la luce nei primi mesi del 2014.

Ok, questa era l’ultima domanda. Ti ringrazio nuovamente per averci concesso questa intervista e, come nostro solito, lasciamo al nostro intervistato piena libertà di concludere a proprio piacimento.

Paolo Puppo: Sono io che ringrazio te ed Hypnos Webzine per averci concesso questa opportunita! Un saluto a tutti i lettori ed un invito a dare un ascolto a “Kosmo”. Se vi piace compratelo, oggi è veramente il modo più significativo di concedere supporto ad una band! Ci trovate su Facebook, mentre l’album è disponibile in streaming qui.

Autore: KarmaKosmiK

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