IRREVERSIBLE MECHANISM
“Infinite Fields”

Come ho già avuto modo di dire in qualche occasione, mi avvicino sempre con un po’ di cautela a tutto quello che è etichettato come “technical”, vuoi perché spesso si finisce ad ascoltare un asettico sfoggio di perizia fine a se stessa, vuoi perché il tentativo di colpire l’ascoltare talvolta dà un esito opposto, lasciando campo libero alla banalità. Nel caso degli Irreversible Mechanism, band bielorussa formatasi nel 2012 e al debutto assoluto con questo “Infinite Fields”, la questione inizialmente mi ha lasciato più di qualche perplessità dal momento che l’etichetta informava che i nostri si cimentavano in un Progressive/Neoclassical/Techincal Death Metal, cosa che poteva voler dire tutto ma anche niente. Fortunatamente il duo proveniente da Minsk, per l’occasione coadiuvato dietro le pelli da Lyle Cooper, già nei The Faceless, impiega pochi minuti a mettere in mostra la propria proposta, sfoggiando un songwriting e una padronanza dei propri mezzi davvero notevole. Fin dall’uno due iniziale “Into The Void”, “Outburst”, che si riveleranno anche tra i migliori episodi del lotto, si può infatti notare come gli Irreversible Mechanism riescano sapientemente a far coesistere sonorità debitrici di Necrophagist e Obscura con arrangiamenti di stampo sinfonico che mi hanno riportato in qualche modo alla mente i Dimmu Borgir di “Puritanical Euphoric Misanthropia”, a cui si aggiungono anche brevi accenni di sapore neoclassico, specie nello splendido finale della conclusiva “Cold Winds”. Quel che ne viene fuori è una commistione di generi non completamente nuova, penso ad esempio a quanto fatto dai Fleshgod Apocalypse, ma rispetto ad essi il duo, quantomeno nella parte iniziale dell’album, sembra non voler mai esagerare ne con la pomposità ne con delle inconcludenti sparate, proprio per dare modo all’atmosfera creata di non dissolversi in un vorticoso e sterile assalto all’arma bianca, pecca questa che non mi ha mai fatto apprezzare la band italiana, un po’ troppo incline a questo tipo di eccessi. Purtroppo questo perfetto equilibrio si incrina lievemente nella parte centrale del lavoro, con brani come “The Agony” o la title track che esplorano territori prettamente Technical Death, perdendo parte del suadente fascino e dell’originalità insiti nei precedenti pezzi, pur rimanendo su un livello comunque alto che non mancherà di soddisfare gli amanti di tali sonorità. Intendiamoci, il lavoro svolto in fase di scrittura rimane egregio, come anche la perizia esecutiva, ma i virtuosismi di rado riescono a conquistarmi, a maggior ragione se, come in questo caso, finiscono per far dissolvere la perfetta armonia che si era saputa creare nei minuti iniziali, tant’è vero che l’album comincia a riprende quota quando i nostri, con pezzi come “Incipience” e “Fragile”, tornano a riproporre il connubio tra orchestrazioni e riffing leggermente meno intricati ma non per questo motivo meno coinvolgenti. Tirando le somme, al netto di alcuni frangenti in cui gli Irreversible Mechanism danno l’idea di abbandonarsi ad un songwriting un po’ troppo onanistico, aspetto sicuramente migliorabile in futuro, questo “Infinite Fields” si rivela un debutto al di là di quanto è lecito aspettarsi da una band alla prima prova assoluta, per cui non resta che complimentarsi con loro e con chi in loro ha creduto, ovverosia la finlandese Blood Music. Avanti così.

BRIEF COMMENT: Though this “Infinite Fields” is their debut, Irreversible Mechanism manage to release a great album in which Techincal Death Metal patterns are merged with symphonic elements. Perhaps this solution isn’t that new since it may remind Fleshgod Apocalypse‘s sound, but I have to admit I like it much more than what’s been done by the italian band, especially the songs in which the byelorussian duo go beyond pure Techincal Death Metal adding melodic orchestrations. Stunning release, no doubt.

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Etichetta: Blood Music
Anno di pubblicazione: 2015
TRACKLIST: 01. Irreversible Mechanism; 02. Into The Void; 03. Outburst; 04. The Agony; 05. Infinite Fields; 06. Incipience; 07. Fragile; 08. The Betrayer of Time; 09. Cold Winds
Durata: 39:15 min.

Autore: Iconoclasta

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