JUDAS ISCARIOT
“Thy Dying Light”

Dopo due demo ed un EP che già lasciavano intuire le enormi potenzialità del progetto Judas Iscariot, la one man band americana di Akhenaten rilasciò nel 1996 il full-length d’esordio “The Cold Earth Slept Below” e, di lì a breve, questo “Thy Dying Light”, dimostrando come creare Black Metal di ottima fattura non fosse solo una prerogativa scandinava. Bastano infatti poche note dell’opener “But Eternals Beheld His Vast Forests…” per essere proiettati in un vorticoso riffing che, con la sua disarmante bellezza, travolge e inghiotte tutto ciò che incontra prima di esaurirsi nel primo mefitico rallentamento, vero marchio di fabbrica delle produzioni targate Judas Iscariot e fatto assurgere, in quest’album in particolare, ad elemento portante dei brani. L’album si apre nel migliore dei modi con un trittico monumentale in cui a farla da padrone sono i tempi lenti e dilatati, in certi frangenti al limite del Doom e della ripetitività più ossessiva, raccordati magistralmente da fugaci intermezzi più sostenuti la cui semplicità ne costituisce anche il fascino ammaliante. Nella seconda parte del lavoro i ritmi tendono invece a velocizzarsi, facendo emergere appieno la carica dirompente della musica di Akhenaten, che riesce a incanalarla sapientemente in tracce dirette e senza fronzoli (“Behold, Our Race Of Unstoppable Genius…”, “They Saw His Pale Visage Emerge From The Darkness…”) o in altrettanto trascinanti brani inframezzati da rallentamenti cesellati con perizia che ne esaltano ed amplificano la portata, rendendoli ancora più memorabili (“From His Woven Darkness Above…”, “Writhing Upon The Wind Of Mystic Philosophy And Dreams…”). Discorso a parte va invece fatto per “Thy Dying Light And Desolate Darkness…”, traccia strumentale che propone l’evocativo intreccio di un riffing cupo e funereo che si dipana pressoché invariato lungo i suoi quasi 6 minuti (ricordando nella sua cifra stilistica le burzumiane “The Crying Orc” e “Når Himmelen Klarner”), e per la conclusiva “Arise, My Lord Of Infernal Wisdom…”, sorta di invocazione che suggella definitivamente l’opera.

Quel che emerge chiaramente dall’ascolto di “Thy Dying Light”, e che ne è anche uno dei punti di forza, è la capacità di Akhenaten di creare un intimo legame tra le varie composizioni, riuscendo ad ipnotizzare l’ascoltatore per l’intera durata dell’album grazie alla sapiente alternanza di riff dilanianti come rasoiate e passaggi più lenti e pesanti come monoliti, sorretti puntualmente da una sezione ritmica dai pattern tanto semplici quanto efficaci e da una prestazione vocale sopra le righe, sempre tagliente, ruvida e in grado di donare ulteriore profondità ai pezzi. E poco importa se la produzione non è delle migliori, perché per valutare lavori come questo bisogna usare un solo metro, quello delle emozioni, che continueranno sempre a pervaderci ogni volta che intraprenderemo questo viaggio nella luce morente.

BRIEF COMMENT: “Thy Dying Light”, second full-length by Judas Iscariot, improves even further what was done in the debut “The Cold Earth Slept Below”, creating an astonishing album that bewitches with its riffs now in pure Norwegian style then slow and doomish. A must have for every Black Metal fan.

Etichetta: Moribund Records
Anno di pubblicazione: 1996
TRACKLIST: 01. But Eternals Beheld His Vast Forests…; 02. His Eternal Life, Like A Dream Was Obliterated…; 03. Helpless It Lay, Like A Worm In His Frozen Track…; 04.Behold, Our Race Of Unstoppable Genius… ; 05. From His Woven Darkness Above…; 06. Writhing Upon The Wind Of Mystic Philosophy And Dreams…; 07. They Saw His Pale Visage Emerge From The Darkness…; 08. Thy Dying Light And Desolate Darkness…; 09. Arise, My Lord Of Infernal Wisdom…
Durata: 51:58 min.

Autore: Iconoclasta

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