JUMALHÄMÄRÄ
“Resignaatio”

Ho ribadito più volte nel corso di svariate recensioni, quanto difficile sia il rapporto tra innovazione/originalità e la “presunta” chiusura stilistica del Black Metal, fatta generalmente di suoni scarni ed atmosfere distruttive. Ci sono bands (poche) abili nel riuscire a coniugare i due aspetti, riuscendo a far compiere al genere un vero e proprio passo in avanti, mentre sempre più spesso ci si trova ad avere a che fare con musicisti, abili solo nascondere loro cronica mancanza di idee, dietro ad un muro di ortodossia, o peggio ancora, in ridicoli tentativi di evoluzione, che hanno come unico risultato il definitivo sputtanamento della band. Tutto questo cappello è necessario per iniziare ad inquadrare questi Jumalhämärä , definiti dalla propria label, la impronunciabile Ahdistuksen Aihio Productions, come “adult-oriented Black Metal”. Definizione stramba, quanto mai rafforzata da una copertina, che ben si discosta da quanto vediamo regolarmente sul mercato, ossia una bocca aperta su sfondo rosso sangue, con dentro strani segni geometrici.

La stessa proposta musicale sembra seguire inusuali scelte stilistiche, dove l’opener “Ecstasy In Blood – A Ballad”, a parte non essere affatto una ballata melensa, evidenzia un sound disturbato e privo di qualasiasi struttura lineare, che per certi versi mi ha riportato alla mente il mitico “Omega Telocvovim” dei connazionali Enochian Crescent. A differenziare nettamente le due bands ci pensa comunque la produzione, fangosa e grassa per questi ultimi, affilata e chirurgica quella dei Jumalhämärä. Inoltre, le tracks presenti su questo “Resignaatio” pur mostrandosi in apparenza costruite utilizzando strumenti e schemi “classici”, dal loro marasma emergono in continuazione elementi pseudo-industrial e post-moderni, costruiti ad arte sfruttando quasi al massimo l’intera gamma di suoni che permette una chitarra elettrica, frequentissimi sono l’uso dei feedback di chitarra oppure gli armonici naturali e non. Sicuramente, i brani chiave per entrare nel mood del disco ritengo che siano “Haul” e “596”. Il primo viene aperto da una sorta di intro fatta di una batteria in continuo rullaggio, su cui si fondono malefici schiocchi di chitarra, oscuri sottofondi di synth e credo persino il suono di un didgeridoo, per poi dare una scarica devastante nel chorus. La seconda traccia presenta una atmosfera da requiem, nel quale su un canovaccio fatto di delicati arpeggi, la band compie numerosi variazioni melodiche.

Confesso di aver avuto diversi problemi nel riuscire ad assimilare in pieno questo “Resignaatio”, pur essendo palese la volontà della band di voler creare qualcosa di nuovo. Qualcosa del disco continua a non risuonarmi, ma non saprei nemmeno dire cosa c’è che non mi vada giù in questo lavoro. Ritengo molto probabile che sia solo un problema personale, e che questo “Resignaatio” abbia solo bisogno di ulteriori ascolti per essere completamente compreso ed apprezzato. E’ comunque fuor di dubbio che i Jumalhämärä sono una band da tenere sott’occhio, soprattutto per chi è in perenne ricerca di innovazione all’interno del Black Metal.

BRIEF COMMENT: Resignaatio is a very strange album, in which a surgical and precise Black Metal riffs collide with post-industrial elements creating a particular and original sound. However, there’s something that is continuing not to resound to me. I don’t know what, maybe it’s only a matter of time and this release needs more time than usual, just for this particular and personal interpretation of Black Metal. So, I’ll keep monitoring this band, hoping in a future and innovative masterpiece from Jumalhämärä.

Etichetta: Ahdistuksen Aihio Productions
Anno di pubblicazione: 2010
TRACKLIST: 01. Ecstasy In Blood – A Ballad; 02. Storm Is Coming; 03. Haul; 04. 596; 05. Resignaatio; 06. Of Enlightenment And Righteousness: Part II
Durata: 40:45 min.

Autore: KarmaKosmiK

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