KAL-EL
“Pakal”

Con lo Stoner ho sempre avuto un rapporto particolare, nel senso che amo talmente tanto questo genere che, paradossalmente, cerco di non approfondirlo o di non ascoltarlo troppo al fine di non perdere quella scintilla di meraviglia mista a coinvolgimento che ancora possiedo. Eppure, se prendiamo in esame il debutto da parte di questo quartetto norvegese chiamato Kal-El, il cui nick è preso dal nome kryptoniano di Superman, non sembra esserci molto di cui stupirsi, dal momento che lo Stoner proposto dalla band viene travasato direttamente da mostri sacri come Kyuss e Monster Magnet, per non dire anche i Corrosion Of Conformity, riservando un sound robusto, ricco di tinte blues ed arricchito con qualche spunto psichedelico da manuale. Niente di nuovo mi direte voi, dal momento che questo è l’abc del genere. Certo, non saranno gli Elder o i nuovi Kyuss, però c’è da dire che questo “Pakal” gira nel mio stereo che è una bellezza, e forse proprio per la semplicità dei suoi pezzi. “Upper Hand”, “Spacemen” ed il Blues ubriacante di “Fire Machine” sono infatti brani da manuale, oltre che estremamente orecchiabili. La chitarra di Roffe è calda e pachidermica quanto basta, il basso di Liz è posto sempre in evidenza e pronto a conquistarsi il suo spazio in prima linea con fraseggi e filler interessanti, mentre a sorreggere il tutto c’è la robusta batteria di Bjudas, sempre funzionale al tutto. Rimane solo da parlare del buon vecchio Capt Ulven, la cui ugola acida interpreta molto bene lo svolgimento dei brani, riuscendo soprattutto ad aggiungere una dose maggiore di psichedelia all’intera band. Insomma, “Pakal” non sarà il disco Stoner rivelazione dell’anno, ma la semplicità e l’ottima conoscenza del genere espressa in questo lavoro fa’ dei Kal-El un gruppo senza alcun dubbio valido e dal futuro spero assai promettente.

BRIEF COMMENT: Quite solid and bluesy Stoner is what is proposed in this debut album by norwegian Kal-El. “Pakal” owns some good and interessing tracks, whose sound is derived from the classical Stoner masters like Kyuss or Monster Mangnet. Nothing new under the sun, but the thirty minute of this record flows with intensity and some tracks, like “Upper Hands” or “Spacemen”, are very enjoyable.

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Etichetta: WormHoleDeath Records
Anno di Pubblicazione: 2014
TRACKLIST: 01. Falling Stone; 02. Upper Hand; 03. Spacemen; 04. Solar Windsurfer; 05. Quasar; 06. QP9; 07. Fire Machine; 08. Black Hole
Durata: 30:18 min.

Autore: KarmaKosmiK

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